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Mastella spara a zero contro la maggioranza e attacca il Cda Rai

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La trasmissione tivvù Annozero lo tira in ballo in una puntata tutta centrata sul pm di Catanzaro De Magistris e lui, Clemente Mastella, spara a zero contro il Cda Rai (annunciando una mozione di sfiducia) e contro i vari Floris, Santoro, Travaglio e quella "sinistra gaudiente" che "volendo far fuori Prodi attaccano chi lo appoggia. Quello di ieri è stato un processo stalinista, un linciaggio. Ho ricevuto minacce molto serie alla mia persona. Chiederò al ministro degli Interni di vedere la tutela più adatta a me”.

Il ministro della Giustizia arriva alla conferenza stampa indetta per rispondere alle accuse di Santoro sul caso de Magistris (titolare di numerose inchieste su massoneria, politica e criminalità) in ritardo di pochi minuti. Nel calderone delle accuse ci finiscono un po’ tutti, ma prima di picchiare duro Mastella si commuove, ringrazia la famiglia di essergli vicino e tira fuori dalla tasca un fazzoletto di carta. Poi giù con il primo avvertimento, diretto alla sua maggioranza: “Se saltiamo noi, salta tutto il governo”. E la promessa di fedeltà al Presidente del Consiglio: “Noi saremo leali a Prodi fino alla fine. Poi decideremo democraticamente che fare. E’ questo che a una certa parte della sinistra non piace, mentre a noi non piacciono certi silenzi. Floris e gli altri  stanno lavorando per il ritorno di Berlusconi”. Proprio a Floris, consiglia di fare luce sul collega Antonio Di Pietro, che a quanto pare, pure se la conferenza doveva parlare di magistratura e politica, “c’azzecca” sempre (come direbbe l’ex pm): “Anche questo moralizzatore ha preso l’aereo di Stato, perché Floris non lo racconta?”.

Mastella premette di non aver visto Annozero, sconfessando il contenuto di una intervista riportata stamani dal Corriere della Sera che descriveva, nel dopocena di ieri, un Guardasigilli incollato alla tivvù e spiega di essere oggetto di un linciaggio – “da quando ho lasciato una puntata di Annozero” - che partirebbe dal satirista per continuare con il vignettista passando per il giornalista e il commentatore. “Non ho mai chiesto censure - dice Mastella -, vengo dalla scuola cattolica per cui il dubbio è permanente. Dico ai consiglieri, e non è una minaccia ma una valutazione, che gli italiani avranno anche le scatole piene se ogni sera si parla di me piuttosto che dei problemi reali. O il Consiglio di amministrazione della Rai stabilisce delle regole di comportamento oppure attiveremo strumenti parlamentari sfiduciando questo Cda, non abbiamo alternative”.

Che abbia visto la trasmissione o no, l’intervista al pm di Catanzaro trasmessa ieri proprio non gli è piaciuta e nonostante avesse preannunciato di non voler parlare da ministro della Giustizia ma da cittadino e segretario politico, Mastella entra nel merito del caso de Magistris. “È giusto a tre giorni dalla decisione della sezione disciplinare del Csm sul suo trasferimento, che De Magistris parli in tv? Mi dispiace, non è un buon metodo: non si può mobilitare la gente poco prima di un giudizio. Questa mi pare un’intimidazione al Csm che deve giudicarlo. Gli ricordo che io ho fatto piazza pulita delle toghe lucane ordinando il trasferimento di vari magistrati. L'ho fatto perché bisogna fare piazza pulita dei magistrati che non vanno. Lui è da tre anni sotto ispezione, vuol dire che non ho iniziato io a occuparmi di lui”.  Alla Forleo invece dice: “Ricordo al Gip che è stata lei a chiedere la separazione delle carriere dei magistrati e io mi sono battuto per evitarla”.

Ma ce n'è un po' per tutti. Di Santoro e Travaglio gli piacerebbe sapere quanto guadagnano. Della Borromeo vorrebbe leggere il curricula (“una ragazza di buona famiglia diventata velinista non so bene in base a quale concorso”, dice). Poi l’attacco all'Epresso: “Mi dimetto da parlamentare se è vero quello che dice Riccardo Bocca nel suo articolo sui palazzi dell’ingiustizia. Ma ho pronta una querela che costerà qualche miliarduccio all'Espresso perché quelle 60 assunzioni interinali nei tribunali della Calabria sono state decise dal prefetto e non da me. Non mi occupo di appalti. La notte voglio dormire tranquillo”.

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6 COMMENTS

  1. Chi di Santoro ferisce di Santoro perisce
    Caro direttore,
    chi di Santoro ferisce di Santoro perisce.
    E questo vale anche per Mastella. Adesso non parlano più di editto bulgaro di Berlusconi, ma usano parole come linciaggio. Poi si smentiscono a giorni alterni e minacciano ritorsioni contro il cda Rai.
    Alla fine usando questi metodi Mastella finisce per dare ragione proprioa chi lo attacca. E ad attaccarsi presto o tardi sarà lui insieme a Prodi e a questa maggioranza da operetta.

    Dimitri Buffa

  2. Mastella
    Egr. Direttore, non sono affatto scandalizzato di quanto accaduto nell’ultima puntata di anno zero, nè mi sento di dare alcuna solidarietà a Mastella. Quando molti di centro-destra, tra cui Berlusconi, vennero aggrediti, anche fisicamente, la risposta di Mastella e cy fu : ” questa è la democrazia”. E allora di cosa si lamentano adesso?

  3. Pluralismo e correttezza dell’informazione
    L’informazione pubblica deve essere pluralista e libera. La libertà, però, non è quella di consentire ad un giornalista, profumatamente pagato, di affermare le sue idee ma di raccogliere le diverse idee degli altri. Il servizio pubblico deve essere imparziale e non rappresentare una fazione. Da Santoro, da Floris, come a qualsiasi altra trasmissione televisiva sui canali pubblici non ci si va per difendersi. I conduttori non sono pagati per realizzare trasmissioni con lo scopo di attaccare coloro che la pensano diversamente. L’uso o l’abuso dello strumento pubblico per fare politica di parte a mio avviso è immorale. Il giornalista della TV pubblica è un impiegato di un servizio pubblico, come un poliziotto, o un magistrato. Se un poliziotto, ad esempio, facesse le multe o arrestasse solo persone di un colore politico, o di una razza o di una religione? E se altrettanto facesse il magistrato? Ebbene il giornalista RAI, ente al quale gli italiani pagano la tassa di possesso dell’apparecchio radiotelevisivo, ha il dovere di rappresentare tutti e di essere imparziale ed al di sopra delle parti. Il confronto delle opinione deve avvenire dal concorso dei partecipanti alle trasmissioni di approfondimento e con l’accortezza di rappresentare tutte le tesi.

  4. Mastella, annozero e Cda-RAI
    Vedete il povero Mastella è vittima di una macchinazione ordita ai suoi danni dai comunisti
    suoi “alleati”. Il fatto è che Mastella è politi-
    camente parlando, un naufrago. Costui stava in
    origine nella DC detta anche Balena Bianca poi
    vi fù
    quel tremendo siluramento che va sotto il no-
    me di “tangentopoli-mani-pulite”. Fatto sta che
    il signore in questione se ha voluto sopravvivere
    si è dovuto fare un partito nuovo altrimenti
    era finita. Poi è arrivato Berlusconi che è andato al governo con la Lega Nord la quale ha
    posto dei vincoli a certe politiche pro sud ormai
    obsolete. Allora Mastella si è posizionato a sini-
    stra per cercare di salvare il salvabile. Ma i
    comunisti non sono molto abituati alla democrazia
    e quando vedono che c’è qualcuno che non sta in riga le bastonano subito. Solo che trattandosi di
    un ministro, non è che si può farlo star zitto come un ragazzo. E allora si usano questi metodi
    sbrigativi per rimettere le cose a posto. O meglio
    come vogliono i comunisti.
    Cordiali saluti daniele.martarelli@alice.it

  5. Mastella e il lavoro da Ministro
    Mastella sta abilmente “girando la frittata” e da “persona additata” si presenta come vittima. Ultimamente abbiamo registrato cose, che lasciano senza parole, verso dei delinquenti e assassini che vengono tenuti fuori dalle celle permettendo loro di andare in giro a fare rapine, spacciatori che dopo qualche appena mese di carcere vengono arrestati nuovamente con 1 kg e mezzo di cocaina e una banda di 23 persone al loro servizio, zingari che uccidono 4 ragazzi e vengono mandati a “svernare” in una nota località balneare, ……
    Mi chiedo se non dovrebbe essere compito del Ministro di Giustizia lavorare per portare in Parlamento proposte di legge che diano soluzioni (CHE LA STRAGRANDE DEGLI ITALIANI CHIEDE) ai problemi della legge Gozzini invece che portare suo figlio a vedere la formula 1 o sbaglio?

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