Home News Meglio il ticket anti-ingorgo di quello anti-smog

Meglio il ticket anti-ingorgo di quello anti-smog

2
6

La giunta milanese ha approvato il ticket antismog. Per entrare nella cerchia dei Bastioni tra le 7 e le 19 dei giorni feriali, gli automobilisti dovranno sborsare dai 2 ai 10 euro. Saranno esclusi dal pagamento moto, motorini, e i veicoli a metano, a gpl, elettrici, a benzina se Euro3 o Euro4 e i diesel Euro4.

Secondo Palazzo Marino questo provvedimento ridurrà lo smog del 25 per cento; i proventi saranno utilizzati, tra l’altro, per finanziare il trasporto pubblico. Il quadro è chiaro: il capoluogo lombardo s’è inventato una nuova tassa per finanziare forme di trasporto che non funzionano, non hanno mai funzionato, e non funzioneranno, semplicemente perché – oltre un certo limite – il guadagno di flessibilità garantito dall’automobile è tale da non poter essere compensato dai vantaggi di autobus e metropolitane.

La “pollution charge” è pure uno strumento inefficace per combattere l’inquinamento, che deriva solo in misura marginale (e decrescente) dalle vecchie automobili private – quelle colpite dalla tassa morattiana. Contemporaneamente, si tratta di un provvedimento classista e regressivo: le sue vittime saranno soprattutto coloro che posseggono un veicolo Euro2 o inferiore e non possono permettersi di prenderne uno nuovo.

Chi guida un “trattore” omologato Euro4 è (ovviamente) esentato dal pagamento. C’è di più: poiché, nel giro di una decina d’anni, il parco veicoli si sarà del tutto rinnovato, il ticket perderà significato, a meno che non sia assoggettato a periodiche revisioni che però costituirebbero un tradimento del patto stretto con gli automobilisti: chi oggi compra un’auto Euro4 anche per poter girare tranquillamente a Milano, domani potrebbe essere costretto a sborsare tra i 2 e i 10 euro, a meno di non cambiare ulteriormente macchina.

Ben diversa era l’idea originale, ribadita anche ieri dall’ex primo cittadino milanese Gabriele Albertini in una bella intervista a “Libero”. Il provvedimento di cui Milano, come tante altre metropoli, ha bisogno è una “congestion charge”, allo scopo di sfoltire il traffico. Il senso della congestion charge è far pagare a ogni veicolo una certa somma per compensare il livello di congestione che, occupando spazio sulle strade, esso causa. L’entità del ticket, quindi, dovrebbe essere massima nelle ore di punta, e zero quando le strade sono vuote. L’effetto sarebbe quello di ridistribuire meglio il traffico durante la giornata, fluidificando gli spostamenti e rendendoli più efficienti, oltre che riducendo l’inquinamento (poiché le auto starebbero meno tempo in coda) in misura non dissimile da quanto può fare la pollution charge.

Inoltre, andrebbe ben circoscritta la destinazione del gettito del ticket: esso dovrebbe essere utilizzato non come una tassa di scopo (cioè un bottino messo a disposizione dei predoni verdi, degli ultrà del trasporto di massa o di altri rent seekers) bensì investito nella manutenzione e nello sviluppo delle infrastrutture stradali (inclusa, perché no, la realizzazione di tunnel sotterranei). In questa maniera, e solo in questa, sarebbe possibile muovere tali spese dalle spalle dei contribuenti a quelle degli utenti delle strade e, in prospettiva, ridurre o razionalizzare i tributi comunali.

Purtroppo le cose sono andate diversamente: Letizia Moratti non ha avuto il coraggio, o la lucidità, di fare ciò che serve a Milano e ha scelto la via lastricata di buone intenzioni. E’ un peccato, anche perché l’assessore milanese ai Trasporti Edoardo Croci queste cose le sa bene. Il suo progetto iniziale – che pure aveva notevoli margini di ambiguità, e forse è stato un errore credere che il principio guida fosse quello più razionale e non invece quello più populista – guardava in un’altra direzione. Dopo una battaglia lunga un anno, Croci ha dovuto capitolare su tutta la linea e concedere ciò che le parti politiche più ideologizzate ed esagitate volevano: una tassa sulla mobilità, anziché un vero e proprio ticket d’ingresso in funzione antitraffico. E’ una batosta per i milanesi (e per chi si reca a Milano) e una sconfitta per Croci. Viene da chiedersi che ci faccia ancora in giunta.

  •  
  •  

2 COMMENTS

  1. Manifestazione contro ticket e gratta e sosta
    Vorrei comunicare che Sabato 6 Ottobre, ritrovo a partire dalle 9.00, partenza ore 9.30-10.00, si terra’ a Milano la Manifestazione di protesta – Tour turistico attraverso i luoghi del potere a Milano. Per protestare contro ticket di ingresso, gratta e sosta, messa al bando veicoli Euro 0/1 e tutte le sempre più varie limitazioni e gabelle cui sono sottoposti a Milano e Lombardia i proprietari di auto e moto. Tutti i dettagli su http://www.sos-traffico-milano.it
    La manifestazione e’ stata programmata insieme a http://www.motocismo.it e a http://www.amicieurozero.com.
    Tutti gli interessati sono invitati a partecipare e a diffondere l’ invito!

  2. telecom causa di smog e traffico
    La Telecom è causa di Traffico ed inquinamento a Roma
    Gentilissime istituzioni
    vengo a scriverti un breve messaggio affinchè possa dare spunto per sensibilizzare le grandi aziende ad adottare strategie logistiche affinchè si faccia veramente qualcosa per contrastare traffico e inquinamento.
    Una grande azienda come Telecom può aiutare verso questo obiettivo, ma come. È facile basterebbe evadere le più disperate richieste dei lavoratori per un possibile avvicinamento in sedi di lavoro nei pressi delle loro abitazioni, ma che da anni giacciono negli Uffici del Personale.

    Purtroppo la politica di dimagrimento degli organici Telecom va in contrapposizione con il discorso ecologico che vogliamo affrontare, per Telecom che sfoltire personale è diventato il primo obiettivo aziendale lo fà in 2 modi:
    primo per il personale non vicino alla pensione la politica è quella di mantenerli piu’ distanti possibili dalle abitazione rendendogli la vita stressante e dispendiosa, fino a guadagnarci il licenziamento per qualcuno e per secondo come è stato annunciato ai Sindacati ed è incentivare le dimissioni dei lavoratori più vicini alla pensione, ma se questi non volessero accettare le offerte di “arrotondamento” delle liquidazioni, allora si passa alle MANIERE DURE, esercitando pressioni su questi, iniziando con il trasferimento di sede lavorativa più lontana , addirittura all’altra parte delle città, che nella realtà di Roma è farsi 120 Km al giorno (ed io sono tra questi e pensare che ho una sede ad 1 km da casa )con un conseguente aumento del traffico, inquinamento e stress, a discapito di tutta la società compreso chi legge.
    Dipendenti Telecom che girano sul Grande Raccordo Anulare, da Nord a Sud della città, chi è sbattuto a lavorare a Fiumicino ed abita a Tiburtina, chi lavora nella sede di Via Oriolo Romano (zona Cassia a Nord di Roma ) ed abita ad Ostia, e così facendo ci si saluta tutti sul Grande Raccordo Anulare, e le ISTITUZIONI , visto la mole di lavoratori che muove una grande azienda ogni giorno, dovrebbero IMPORGLI per il BENE dell’intera società, di far lavorare il dipendente nei pressi della sua residenza, visto che le sedi Telecom sono presenti capillarmente in tutto il territorio Nazionale, e non trovassero pretesti che i dipendenti non possono svolgere mansioni o attività di cui non hanno conoscenza in altri settori, per l’80% dei lavori che vengono svolti negli uffici Telecom, è quello di fare il Copia e Incolla su un foglio Excell, quindi tutti reversibili, perchè i dipendenti con spiccate capacità e conoscenza, se ne sono andati in altre società più serie che guardano il futuro, e che non investono in metodi per il danneggiamento del personale, strategia studiata a tavolino da persone senza coscienza e pudore, (definiamoli automi premiati in base al numero di colpi messi a segno vedi il Dott. A. Fiorent, C. Be. , ecc ecc..) dell’ufficio del Personale con incarico specifico, quello di mietere più teste possibili, è stato mutato anche il vero obiettivo dell’ufficio del personale, quello di valutare risorse e farle crescere professionalmente, adesso ti umiliano dopo anni di esperienza e ti mettono seduto su un banchetto e fare NULLA “ altro che sistema Nazista” un Mobbing in una serie di misure volte a logorare questi lavoratori per costringerli ad andarsene.

    Questa politica dissennatamente irriguardosa nei confronti dei dipendenti rovina il rapporto lavoratore-azienda, dando vita al fenomeno di ritorsione contro l’azienda che non avrà il meglio dal lavoratore ma avrà solamente un lavoro scadente e di malattia, con la conseguente INSODDISFAZIONE dei clienti.

    Le Istituzioni, il governo dovrebbero far si che La Telecom torni a fare un passo indietro, che la facciano riflettere se insistere in strategie sbagliate o tornare ed utilizzare le risorse con la vera esperienza, e non quelle sponsorizzate, che possano far tornare azienda modello e Leder nel mercato.

    L’auspicio è che questi articoli possano diventare uno strumento di conoscenza e, al contempo, uno stimolo per tutti alla collaborazione e all’impegno consapevole a favore dell’Ambiente.
    (dalla campagna pubblicitaria telecom sul progetto ambiente) da quale pulpito nasce la predica..

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here