Miti, pregiudizi e dicerie sugli italiani dagli occhi a mandorla

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Miti, pregiudizi e dicerie sugli italiani dagli occhi a mandorla

03 Agosto 2008

E’ il momento delle cineserie. Inevitabile. La Repubblica popolare la fa da padrone nell’economia internazionale e Pechino ospita nei prossimi giorni l’evento mediatico-sportivo da sempre più gettonato: le Olimpiadi. Va da sé che comincino a far notizia gli occhi a mandorla di casa nostra. Quella minoranza notevolmente cresciuta a partire dagli anni Ottanta ma che già fra le due guerre aveva iniziato a frequentare il Belpaese. 

Ora, per approfondire il tema, si possono consultare due testi, appena usciti, e in qualche misura simmetrici, entrambi di una coppia di autori: "Chi ha paura dei cinesi?" uscito per i tipi della Bur e a firma della sinologa Lidia Casti e del collaboratore di “Diario” e “L’Espresso” Mario Portanova, mentre sono giornalisti (si tratta di Raffaele Oriani e Riccardo Staglianò) gli scrittori di "E i cinesi non muoiono mai", pubblicato da Chiarelettere. 

Già i titoli la dicono lunga sugli intenti di entrambe le opere e sulla volontà che le accomuna di far chiarezza e luce su un universo piuttosto sconosciuto e piuttosto separato rispetto alla società che lo circonda intorno al quale, peraltro, le leggende in nero davvero non mancano. In effetti, entrambe le opere sono dei lunghi viaggi fra le pieghe di una comunità, i suoi riti e, in misura minima, i suoi difetti. 

L’impostazione è abbastanza buonista. Veri nei, gli italo-cinesi non ne hanno più di tanti. Certo, sul lavoro sono fuori dai nostri canoni, per condizioni e orari bestiali. Ma i subalterni non sembrano avvertirlo, visto che arrivano da un continente dove in proposito non si conoscono regole e divieti di sorta. Intanto, crescono e si moltiplicano, toccando cifre che cominciano a essere interessanti: nel 1993 poco sopra i quindicimila, due anni fa quasi dieci volte tanti. 

Le Chinatown si diffondono nella penisola e toccano regioni sino a qualche tempo addietro totalmente vergini. A Matera, ad esempio, vanno fortissimo, così nel Triveneto dove subentrano a certi imprenditori locali oramai privi di stimoli. 

Al dinamismo si accompagnano però voci, sussurri, pregiudizi e maldicenze. Non solo i cinesi non muoiono mai, ma hanno costruito una ragnatela di alleanze e sinergie tali per cui tutta quanto succede all’interno della comunità non lascia traccia all’esterno. Un discorso applicabile peraltro su molti versanti, dai sistemi di cure ai finanziamenti per le nuove attività commerciali, estranei ai canali tradizionali, e comunque in rete. La lettura dei due volumi ha il valore di una sorta di effetto propedeutico, assomiglia a una prima scrematura di una realtà in cui punti interrogativi certo sono ancora numerosi, mentre le certezze restano problematiche. 

Ma cineserie oggi in editoria significa molte altre proposte ancora. Libri come "Colpirne uno per educarne cento" (di Stefania Stafutti e Gianmaria Ajani, Einaudi)  che racconta, alla maniera di un dizionarietto, quanto slogan e parole d’ordine abbiano scandito l’ultimo sessantennio della Cina popolare. La stagione rivoluzionaria ne è contrassegnata con continuità, a cominciare dai tanti “Balzi” in avanti per passare poi alle inquietanti parole d’ordine della rivoluzione culturale. 

In quel giro di anni il “Grande Timoniere” gestì attraverso i celeberrimi manifesti murali e appunto grazie a una serie di fortuna parole d’ordine  la sua personale guerra contro un pezzo della gerarchia rossa. Il risultato è noto: un lungo periodo di terrore e di prevaricazioni persino peggiore dello stalinismo. "Colpirne uno per educarne cento" tratta anche del dopo Mao, del denghismo e di come in questo caso i motti  da rivoluzionari diventino moderati, insomma una carezzevole e pragmatica spinta a crescere, svilupparsi, arricchirsi senza però mettere in dubbio la bontà del sistema: il partito unico e il socialismo reale. 

Lidia Casti – Mario Portanova, Chi ha paura dei cinesi?, Rizzoli (Bur), 2008, 240 pp., € 9,80 

Raffaele Oriani – Riccardo Staglianò, E i cinesi non muoiono mai, Chiarelettere, 2008, Edizioni Unilibro, pp. 236, €14,60 

Stefania Stafutti – Gianmaria Ajani, Colpirne uno per educarne cento, 136 pp., Einaudi, 2008, €11,80