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Molte buone ragioni per dire sì alle primarie anche nel centrodestra

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All'indomani del verdetto elettorale abbiamo detto e ripetuto che per dar prova di aver compreso l’avvertimento serve rilanciare l'azione di governo. Ma non nascondiamoci la realtà: anche il solo provarci non era scontato. Dopo la sconfitta, in tanti avrebbero scommesso sull'implosione del PdL.

La risposta politica che il PdL ha saputo dare ha però deluso i tanti accorsi sulla riva del fiume. In soli tre giorni la classe dirigente del partito è riuscita a nominare un segretario politico; ha scelto una persona come Angelino Alfano che non è un'invenzione creata dall'oggi al domani ma è un ministro che ha dato ottima prova di sé e ha rinunciato a una prestigiosa posizione di governo; ha deciso di sviluppare una storia anziché rinnegarla in nome di velleitarie nostalgie e lo ha fatto con una logica aggregante. Per carità: nessun trionfalismo e nulla di risolutivo, ma il PdL ha dimostrato di non essere una meteora e di volerci quantomeno provare a fornire le risposte che gli elettori attendono.

Ora la sconfitta elettorale ci chiama a una seconda prova: la selezione dei candidati alle cariche monocratiche. Si deve rispetto e gratitudine per quanti hanno accettato di rappresentare in campagna elettorale il centro-destra, senza eccezioni. Quest’atto doveroso, però, non può nascondere il fatto che, in alcuni casi, scelte diverse avrebbero potuto determinare risultati migliori.

Oggi, empiricamente, dobbiamo chiederci se il sistema delle primarie non comporti dei vantaggi che sarebbe poco lungimirante continuare a lasciare in esclusiva ai nostri avversari. Le primarie, infatti, tanto per cominciare, anticipano di molto la mobilitazione elettorale, con tutto ciò che ne deriva in termini di partecipazione dei cittadini, visibilità dei candidati e divulgazione dei programmi. Le primarie trasformano in “energia positiva” le potenziali conflittualità che emergono all'interno di un partito o di una coalizione alla vigilia della scelta dei candidati. Le primarie, infine, favoriscono lo spirito di squadra e spesso portano anche alla scelta di candidati efficaci e vincenti.

Mi sembra, insomma, che vi siano buone ragioni per non liquidare la questione e pensarci seriamente. Se questo strumento può far fare un salto di qualità nella selezione dei candidati alla carica di sindaco, di presidente di provincia, di presidente di regione, e se può aiutare il sistema bipolare a consolidarsi, istituzionalizziamolo: renderemmo un buon servizio al PdL, ma daremmo anche un contributo allo sviluppo di una forma-partito più moderna.

Nessun obbligo: le primarie debbono restare facoltative. Ma se si fanno, devono seguire regole certe che mettano al bando il fai-da-te e impediscano spettacoli come quello al quale abbiamo assistito a Napoli, con i cinesi in fila per scegliere il candidato sindaco del Pd e un risultato annullato perché magari non gradito.

Sarebbe un bel segnale se fosse proprio il PdL a promuovere una legge sulle primarie, prevedendo che esse siano aperte non solo ai tesserati ma anche alla partecipazione di cittadini che si siano preventivamente registrati in appositi albi, entro termini sufficienti a scongiurare il pericolo di inquinamenti o di risultati falsati.

Io non credo affatto che il modello di partito carismatico che Berlusconi ha sdoganato in Italia sia in crisi. Ma se al tempo della tv ci si rivolgeva ai cittadini soprattutto attraverso messaggi mediatici, oggi internet e i social network hanno posto le basi per un rapporto più diretto che, per non restare virtuale, ha bisogno di qualcosa che lo materializzi. Il “registro” per le primarie potrebbe essere una di queste cose: un'ulteriore buona ragione per pensarci.

(da Libero)

 

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1 COMMENT

  1. Fatti e riforme
    Ben vengano le primarie, ma non è questo che alla fin fine aiuterà il Centro-Destra e l’Italia. Ci vogliono FATTI e RIFORME. Aiuti ed incentivi alle nuove attività imprenditoriali (senza fare l’errore di pensare sempre e solo alle donne o ai giovani al di sotto dei 35 anni). Facilità di accesso al credito (in parte a fondo perduto), soprattutto per l’avvio di nuove attività. Riforma fiscale. Sburocratizzazione epocale ed immediata. Agevolazioni per il mondo delle partite IVA. Il Centro-Destra non ha fatto nulla fino ad ora. Proprio nulla. Occorre darsi una mossa, e subito, altrimenti le primarie non serviranno proprio ad un bel niente. Se potrò votare il capo del mio partito, ma farò una fatica enorme a muovermi nel mercato e nel mondo del lavoro a causa dei problemi di sempre, cosa avrò guadagnato? In tutta onestà, mi interessano le cose sopra esposte e molto poco le parate di partito. Meditare, grazie.

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