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Ieri l'incontro tra il premier e la cancelliera tedesca

Monti accoglie Angela Merkel a Roma e nega che l’Italia abbia bisogno d’aiuti

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 “Se a lungo andare i nostri vicini europei non staranno bene, neanche la Germania starà bene. Il quaranta per cento delle nostre esportazioni sono in Europa.” Si è presentata così Angela Merkel a Roma. Se si tratti di un cambiamento di posizione da parte della Cancelliera o se negli ultimi due anni ci sono stati troppo errori di comunicazione, è difficile dirlo con certezza.

Certo è che, forse, dopo il recente vertice dell’Unione Europea a Bruxelles, si è capito che per uscire dall’attuale e lunga crisi della moneta unica, gli sforzi non potranno essere fatti solo dai paesi economicamente più fragili. Anche il colosso tedesco dovrà concedere qualcosa, altrimenti anche la Germania verrà risucchiata dalla crisi.

Angela Merkel stessa ha voluto ricordare a Roma come tutti i paesi europei hanno una propria strategia tesa a tutelare i propri interessi, ma siamo tutti consapevoli che le decisioni vanno prese all’unanimità e che esiste un bene comune e superiore rappresentato dall’Europa. I risultati ottenuti la scorsa settimana sono solo un inizio e già lunedì prossimo, all’Eurogruppo dei ministri finanziari, si capirà quanto si è fatto sul serio a Bruxelles. È lì che verranno decisi i dettagli ed i modi di applicazione delle misure decise all’ultimo vertice europeo.

Durante il bilaterale italo-tedesco a Roma è stato ancora una volta ricordato e sottolineato come ci sia totale sintonia tra i due governi. La parola magica, pronunciata da Monti, è stata soziale Marktwirtschaft, l’economia sociale di mercato. Sia Merkel sia Monti credono nella sua bontà e soprattutto nel bisogno di ritrovare competitività che, in questo momento, però, vede quella tedesca più sostenuta di quella italiana. L’obiettivo, in prospettiva, è di ridurre il più possibile lo “spread” di competitività.

Dopo l’ultimo vertice a Bruxelles, che i giornali internazionali avevano descritto come un successo per Mario Monti ed una sconfitta per Angela Merkel, la Cancelliera ed il Presidente del Consiglio hanno fatto di tutto per smentire contrasti tra i due. Del resto, in Germania, il risultati del vertice di Bruxelles non sono stati presi così bene se anche il socialdemocratico Günter Verheugen, ex commissario europeo, in un’intervista al giornale filogovernativo Die Welt ha detto che la Cancelliera, a Bruxelles, è stata imbrogliata da Monti.

Lo stesso Presidente del Consiglio italiano, in una lunga intervista uscita ieri sulla nota testata tedesca Frankfurter Allgemeine Zeitung, ovviamente ben calibrata nei tempi e nei modi, ha però voluto rispondere a queste critiche. Il premier ha sottolineato come gli incentivi alla crescita decisi all’ultimo vertice di Bruxelles non implicano un minore impegno alla disciplina e al rigore di bilancio. In questo senso l’Italia e la Germania sono disposti a cedere quote di sovranità all’unione Europea. Monti più Merkel sono la garanzia di una politica economica in Europa.

Al vertice bilaterale hanno partecipato anche alcuni ministri. Da Berlino, hanno accompagnato Angela Merkel anche il Ministro degli Esteri Guido Westerwelle, il ministro dell’Economia Philipp Rösler, il Ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble, il Ministro del lavoro Ursula von der Leyen – molto in sintonia con il corrispondente ministro italiano Fornero, tanto da offrire un quadretto a volte anche un po’ troppo mieloso - e il Ministro dei Trasporti Peter Ramsauer.

Il bilaterale, infatti, al di là del sempre presente tema della moneta unica aveva l’obiettivo principale di intensificare e migliorare le già ottime – a dire di Mario Monti – relazioni commerciali tra i due paesi il cui volume di affari ammonta a oltre 100 miliardi di euro. Secondo Monti sono ancora infiniti i campi in cui, i due paesi, possono ulteriormente collaborare. Attendiamo fiduciosi.

 

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