Nasce l’Accademia d’Intelligence francese, il fiore all’occhiello degli 007

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Nasce l’Accademia d’Intelligence francese, il fiore all’occhiello degli 007

27 Luglio 2010

Almeno su questo punto l’assediato Nicolas Sarkozy non potrà essere accusato nemmeno dal peggior nemico, un Dominique De Villepin per dire: la pubblicazione  del decreto sulla Gazzetta ufficiale sancisce il definitivo via libera alla nascita dell’Accademia d’Intelligence francese, a completamento della riforma settoriale del 2008. In quel periodo si stabilì la fusione tra l’ufficio informazioni generali e la direzione di sorveglianza sul territorio nel DCRI, nuova sede centrale per i servizi interni, con la creazione del Consiglio per la sicurezza e la difesa nazionale, sotto l’egida dell’ Eliseo, che governa anche il NRC (una sorta di coordinamento per tutte le attività del ramo).

Le sei diverse unità che costituiscono l’arcipelago dell’Intelligence transalpina avranno il compito di trainare la neonata struttura che, nella testa degli ideatori, dovrebbe diventare il fiore all’occhiello nella formazione degli 007 europei. Le lezioni inizieranno a settembre con 85 " studenti", agli ordini di  docenti non provenienti dai ranghi del servizi segreti. La direttrice della singolare scuola, nominata dal primo ministro, sarà  Lucille Dromer-North, già vicedirettore dell’ Ena, colei che ha seguito giorno dopo giorno lo sviluppo del progetto (e quest’ affidarsi ad un’enarca potrebbe creare subito malumori tra parecchi esperti di spionaggio a Parigi e dintorni). La cattedratica verrà comunque assistita da una sorta di "comitato di saggi", formato dai vertici delle spie di Francia.

L’Accademia godrà dei fondi  già assegnati a bilancio per l’attività dei servizi segreti e si dovrebbe quindi aggirare intorno a tre milioni di euro da qui al 2012. Le spie francesi maggiormente esperte guardano con un velo di sarcasmo all’ iniziativa fortemente voluta dal Presidente della Repubblica e dai suoi fidati consiglieri, prevedendo la nascita di una classe di operatori magari molto ferrati sui libri ma completamente digiuni del duro tirocinio del marciapiede.

L’evoluzione della tecnica, tuttavia, anche in questo campo determinante per sicurezza, economia, stabilità, politica estera di ogni Stato, potrebbe dar ragione alla scelta futurista di Sarkozy che, visti i tempi che corrono, non vedrebbe l’ora d’attaccarsi almeno una medaglia al doppiopetto.
Tanto più che nelle ultime ore ha dovuto registrare la morte di Michel Germaneu, trucidato dai suoi carcerieri  di Al Qaeda dopo essere stato rapito in Niger, dove si era recato al nobile scopo di costruire scuole per i nomadi Tuareg.