Natalino&Maurizio, settant’anni di “caciara” e buon cibo

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Natalino&Maurizio, settant’anni di “caciara” e buon cibo

05 Luglio 2009

Un quasi compromesso, lo ammetto: si tratta di un quasi compromesso. Oggetto della chiacchierata di oggi è un locale, Natalino & Maurizio, che, per certi aspetti,  non rientra strettamente nei canoni che sono stati fissati e pignolescamente esposti ai lettori, inaugurando, molti mesi or sono, questa dilettantesca rubrichetta domenicale. Senza parlare di una certa scomodità di location, nella Roma quasi periferica e, soprattutto, di traffico alquanto veloce di Corso Francia, non lontano da Ponte Milvio, basta entrarci per capire che non siamo del tutto  “in linea” con quello che, tendenzialmente, ci piace: ci troviamo, infatti, in un ristorante decisamente di grandi (troppo grandi) dimensioni (penso abbia una capienza che supera i 300 coperti e non è un caso che stia riducendo il numero delle sale), la sera sempre alquanto affollato e, quindi, molto caciarone – per usare il lessico locale – anche per la non rara presenza di comitive a vocazione burina, sempre per esprimersi nell’argot del luogo. Se ne dovrebbe, quindi, fuggire a gambe levate, se non si riscontrasse un dato inoppugnabile: qui si mangia sempre decisamente bene e, sia pure dopo qualche lotta con camerieri tendenzialmente cortesi, ma costretti ad essere troppo frettolosi (ai quali, va detto onestamente, fanno da contraltare clienti tendenzialmente piuttosto distratti, più propensi a nutrirsi alla veloce che a ricercare gli ottimali abbinamenti cibo/vino) si può anche bere decisamente bene. Ecco, dunque, le ragioni del quasi compromesso: tra il nitore della piena coerenza ideologica e il solo (o quasi) vivo piacere dello stomaco, faccio senz’altro prevalere il secondo, a dispetto della sistematicità.

Ove poi si abbia la ventura, come recentemente mi è capitato, di poter accedere al ristorante in una nitidissima giornata feriale di inizio estate, in compagnia di un buon amico, per una colazione blandamente di lavoro e priva di tempi troppo contingentati, allora si ha veramente modo di scoprire (insieme a non più di un paio di decine di altri fortunati clienti, rinfrescati dal pigro movimento di grandi pale da ventilazione e direttamente coccolati anche da uno dei titolari) il piacere di pranzare in un locale che, quasi miracolosamente, sa ancora ritrovare una grazia antica, in questo sorretto dall’ininterrotta continuità dell’originaria proprietà. Ed in effetti, Natalino&Maurizio può orgogliosamente vantare un atto di nascita che reca scritto 1932, circostanza che ci consente di immaginarlo nuovo, apprezzato ristorante appena fuori porta, ma assai prossimo al quartiere Parioli, allora nel fulgore della sua modernista eleganza decò ed abitato assai più esclusivamente di quanto oggi accada (basti pensare che, sino a pochi mesi or sono, ci abitavo pure io ….).

Natalino & Maurizio, pur nell’ampia offerta di proposte e nella proclamata caratteristica di posto a vocazione parallela, tanto ittica quanto di carne, per me va considerato, in primo luogo, un assai valido ristorante per carnivori appassionati, caratteristica non comune in una città come Roma, dove, a dispetto di un’alluvionale quantità di locali, i posti per gustare un buon filetto o una succulenta costata sono assai meno numerosi di quelli dove trovare una gustosa orata di mare o un saporito branzino di paranza.

Spulciando il menù, tra gli antipasti vanno segnalati gli ottimi prosciutti, il fritto misto vegetale e (ma va “pescato” nella lista dei secondi piatti) un apprezzabile versione di vitello tonnato. Vasta e tutta consigliabile la proposta dei primi piatti, con gricia, carbonara e minestra di fagioli in tutta evidenza. Tra i secondi – ferma restando una presenza di pesce di qualità, sia alla piastra sia cucinato – la griglia ospita varie tipologie di carni (sempre gustosissimo il filetto di bue, da richiedere rigorosamente al sangue). Notevole anche l’offerta di carni cucinate, dall’abbacchio al forno al coniglio alla cacciatora, dal petto di vitello alla fornara al pollo con peperoni, dalle polpette – fritte o al pomodoro – alle varie preparazioni di filetto, senza disattendere straccetti, trippa alla romana, coda alla vaccinara e il più tranquillo spezzatino con patate.

Da segnalare l’offerta di formaggi e la prevalenza delle proposte di frutta rispetto a dolci e gelati, comunque tutti di qualità.

La cantina è valida, con alcune etichette fuori carta, su cui è consigliabile sempre indagare. I ricarichi dei vini sono senz’altro accettabili, al pari dei prezzi, in generale, del locale, che si colloca in una fascia di esborso media, con un ottimo rapporto qualità/prezzo.

Natalino & Maurizio – Roma – Via Carbognano, 4 – Angolo C.so Francia – telefono 06/3332730 – Chiuso la domenica