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Il venditore di pensieri

Neanche le foto sul Sunday Times hanno placato gli zelatori del Cav.

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Neanche le foto sul Sunday Times di Berlusconi vecchio hanno aiutato i suoi zelatori per missione a capirlo un po’ di più. Nulla da fare. Viste le critiche, egli sembra che sia ancora una volta la password del Male: le dieci lettere per l’accesso al peggio universale.

Nella vita di tutti i giorni - imparando dal lessico teatrale - l’identità degli uomini viene tripartita in vera, finta e falsa. Il teatro è sempre finto e mai falso poiché non si chiede allo spettatore di crederlo vero, gli si chiede di credere a quel modo di rappresentare la vita in quel momento e in quel contesto.

Nella realtà ciascuno di noi o è vero o è falso, cioè si mistifica o, quando si rappresenta, è finto, con trucchi più o meno vistosi, dall’acconciatura alla cravatta, dai tacchi a spillo allo smoking. Così siamo tutti fintamente più simili a come desideriamo per soddisfare il nostro onesto bisogno di relazione. Onesto fino a quando - rappresentandoci - non falsifica la nostra identità. E nella vita politica ciò ha una importanza radicale.

Quindi, la domanda: c’è qualcuno tra gli avversari del Cavaliere che possa accusarlo d’essere falso per avere mistificato le proprie caratteristiche identitarie? Che possa dire che Berlusconi-mister Hyde abbia comunicato al mondo un Berlusconi-dottor Jekill invece che - com’è accaduto - un BerlusconiBerlusconi, cioè sui generis, che comprende l’onesta finzione del suo apparire?

Invece proprio in àmbito politico è esperienza di tutti avere riconosciuto, in personaggi visibilmente ineccepibili, emeriti seppur guardinghi cialtroni. Di truccatori di identità è pieno il mondo della politicae ciò è intollerabile perché la cosa pubblica ha bisogno di forza e non di debolezze travestite.

I ladri di verità e gli asfittici di intelletto sono le due affollate categorie che, sempre presenti nell’umaneria di ogni tempo, hanno preteso d’essere la voce nobile e sapiente degli ultimi venti anni italiani. Oggi, dinanzi all’ennesimo onesto “trucco” di Berlusconi - quello di mostrarsi vecchio - hanno gridato allo scandalo. E ancora una volta gli è andata male. Prima hanno dichiarato moralmente falso l’onestamente finto, oggi non hanno visto il vero.

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