Nel capitalismo globale tutti cantano  la stessa canzone

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Nel capitalismo globale tutti cantano la stessa canzone

20 Aprile 2007

“Quanto tutto diviene strano, gli strani cominciano a pensare..”, Ridderstrale e Nordstrom cominciano così il loro nuovo libro fresco di traduzione italiana. Fortune li ha classificati al 21esimo posto tra i fifty thinkers più influenti nel mondo del business. I due  guru svedesi  escono anche in Italia con “Karaoke Capitalism”,manuale irriverente sullo stato della competitività dell’impresa nel nuovo millennio. L’impresa moderna deve essere in grado di sopportare una pressione competitiva senza precedenti, e nel mondo karaoke le best practices non sono più sufficienti.  L’era del capitalismo karaoke, offre a tutti l’opportunità di salire sul palco, di stare sotto i riflettori.

Il microfono del karaoke è lì, disponibile a chiunque, e le stanze di karaoke hanno una cassa di risonanza globale. Le business school di tutto il mondo, da Shanghai a San Francisco formano gli studenti sugli stessi libri di testo, li assuefanno alle stesse logiche, consolidando dei modi di pensare conformati alle best practices. La gran parte della classe dirigente fa affidamento sulle medesime chiavi di lettura, che si riflettono in organizzazioni statiche, che sciupano di giorno in giorno la loro linfa creatrice con pratiche di benchmarking dal sapore stantio. Competere con le armi tradizionali, ispirate ad un concetto di derivazione illuministica del pensiero aziendale razionale, non può rappresentare la via al successo. Le imprese che vincono nella competizione internazionale non sono più quelle che combinano le competenze per fare qualcosa al meglio, ma quelle che rivoluzionano i modi di fare esistenti. Il concetto di innovazione, sbiadisce al cospetto del concetto di  invenzione.

L’impresa moderna, “innovation inc.”, combatte una guerra bifronte: vincolata al giudizio severo dei consumatori diviene ostaggio dei suoi talenti super-individualizzati. L’individuo, il talento, è sempre meno simile al lavoratore disciplinato e  standardizzato di sindacale memoria, e sempre più simile ad una rock star. E le rock star sono irriverenti, viziate, egocentriche, ma creative. I due guru svedesi avvertono: “se il vostro direttore marketing non vi richiede come clausola contrattuale che nella sua stanza d’albergo i divani e la tappezzeria siano bianchi candidi, che gli venga servita solo frutta esotica al diffuori del mango e che l’acqua nella camera deve essere solo di marca Evian”, cominciate a preoccuparvi. L’azienda deve saper essere seducente per il consumatore e per il lavoratore. Questa capacità comporta la totale revisione di alcune categorie concettuali su cui l’impresa si basa. Ad esempio, la categoria spazio-temporale. Non più schemi rigidi che incasellano le pratiche lavorative in tempi determinati e spazi angusti e asettici. Ma libertà d’azione e autonomia professionale, ambienti volutamente eterogenei che intrecciano la classica strumentazione lavorativa con angoli di svago, come fossero piccole finestre su angoli di mondo lontani.

Lo svago e la contaminazione tra mondi diversi diviene una chiave fondamentale per l’invenzione. L’ispirazione spesso avviene per contaminazione o esportazione tramite pratiche anticonformiste: Innovation inc, deve saper cullare il genio creativo dei suoi lavoratori. Al contempo deve essere il centro di orientamento degli obbiettivi, luogo di composizione delle competenze eterogenee dei lavoratori. Innovation inc deve essere in grado di interiorizzare l’idea della sfida, per dotare la propria visione corporate di un’angolatura peculiare, diversa. L’azienda del nuovo millennio definisce uno status di appartenenza,  realizza una comunità esclusiva, alla quale tutti vorranno partecipare. Denominatore sociale per individui capricciosi sarà un dizionario valoriale, che connetterà i vari super-io, darà loro una ragione sociale per collaborare.

Combinare risorse  uniche intorno ad un idea è il veicolo per riuscire a “pensare l’impossibile”. Perché solo l’impossibile è ciò che emerge nel mondo del karaoke: il rapper più famoso è bianco; il più grande giocatore di golf  è un nero, la Francia accusa gli Usa di arroganza…. L’etere è gonfio di cover, e povero di novità. Tutti copiano, nessuno inventa. (www.karaokecapitalism.com)