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Nel mondo alla rovescia dell’Onu Ahmadinejad diventa il leader dell’antirazzismo

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Coinvolgere Mohammed Ahamdinejad, il negatore dell’Olocausto, nella preparazione dell’assemblea mondiale contro il razzismo è idea tanto oscena che poteva solo essere partorita dall’Onu, e così è stato. Il 27 agosto a Ginevra i rappresentanti iraniani si siederanno infatti a fianco dei membri del Consiglio per i diritti umani dell’Onu per organizzare una nuova Conferenza mondiale contro il razzismo.

 E’ questo il frutto avvelenato, a scoppio ritardato, della schifosa gestione della carica da parte di Kofi Annan che decise di concludere la sua pessima carriera riformando, appunto la Commissione Onu di difesa Diritti Umani che era arrivata al punto di eleggere alla sua presidenza la Libia di Gheddafi. Carica ricoperta proprio nel momento in cui, come ha confessato lo stesso figlio del raìs, a Tripoli su torturavano le infermiere bulgare.

 Come tutte le attività assembleari Onu e le iniziative di Kofi Annan, la riforma fu uno spregio alla democrazia e al rispetto dei diritti umani, cambiò solo il nome, cambiarono le procedure e il 5 settembre del 2006 il nuovo baraccone, iniziò la sua attività. Grandi responsabilità ebbero in quell’occasione i membri permanenti, la Gran Bretagna e la Francia innanzitutto, che non sostennero la dura battaglia contraria alla falsa riforma condotta da Bolton e dagli Usa che si rifiutarono di “coprire” questa riverniciatura, polemizzarono per i criteri di scelta dei membri e decisero di boicottare  i lavori. La Cuba che imprigiona i marielitos e i dissidenti e l’Azerbajan, si affiancarono così a paesi in cui si massacrano i detenuti con pene corporali come l’Arabia e il Pakistan, in cui, come in Malaysia i convertiti al cristianesimo vengono reclusi in “campi di rieducazione”, nel consesso che dovrebbe difendere i diritti umani nel mondo. Uno scherzo di cattivo gusto.

 Oggi però, la decisione di invitare l’Iran degli ayatollah, che non fa parte del Consiglio, a organizzare la nuova Conferenza contro il razzismo, segnala un passo ulteriore. Il precedente di Durban nel 2001, infatti, è pericolosissimo e spiega il perché di quest’invito. Allora, infatti, il fronte dei paesi più integralisti e antidemocratici del mondo, tentò di fare approvare risoluzioni tanto ferocemente antisraeliane, da essere palesemente  anche antisemite. Fu il trionfo della peggiore ideologia no global, in cui si saldò un fronte dei paesi più torturatori, fondamentalisti e dittatoriali, con una parte consistente delle Ong “antimperialiste” dell’occidente e si assistette ad uno spettacolo tanto disgustoso –sotto la tollerante regia di Kofi Annan- che alla fine  l’Italia e altre nazioni dell’Europa dovettero intervenire con l’esplicito scopo di boicottare il tutto e non fare approvare alcuna risoluzione.

 Tutto questo, prima dell’11 settembre.

 Ma oggi, il “fronte di Durban” si è enormemente rafforzato: il Venezuela e Cuba hanno stretto alleanze formali, ideologiche e militari, con l’Iran di Ahmadinejad che intende dotarsi dell’atomica per distruggere Israele e nega, coerentemente, la Shoà.

 Quel movimento scomposto ed estremista che si era già preso la scena a Durban, si è strutturato, persino sul piano diplomatico e ha trovato proprio nell’Iran di Ahmadinejad la sua punta di lancia. Non solo un paese islamico con una politica militaresca e aggressiva, ma anche una leadership in grado di riscuotere enormi consensi popolari nella umma sulla propria piattaforma ideologica totalitaria, di cui l’antisemitismo più indegno è l’architrave. La Conferenza di Durban non aveva un leader, ma oggi quel leader c’è, ed è proprio l’Iran di Ahamadinejad; invitarlo in sede Onu per preparare la Conferenza significa dargli da subito il microfono in mano per gestire una enorme, grottesca farsa che culmini in un processo a Israele e agli Usa, nel nome dei Diritti umani. Un processo condotto da chi fustiga i peccatori, impicca i gay, imprigiona i cristiani, lapida gli adulteri.

 Ban Ki Moon, al momento, non si è pronunciato, costretto com’è a gestire l’eredità avvelenata del suo predecessore, ma è indispensabile che tutti i paesi, a iniziare dall’Italia, si muovano immediatamente per impedire che questa orrida farsa vada in scena.

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