Nelle parole di Padoa Schioppa le ragioni della sconfitta politica di Prodi
07 Maggio 2008
Il ministro dell’Economia Padoa-Schioppa si congeda con un’intervista sul Corriere della Sera di cui colpisce
la mancanza di un qualunque cenno di riflessione critica; la sua azione di
governo dell’economia risulta
ineccepibile, nelle sue parole. Anche la sconfitta sulla vicenda
Alitalia – ammessa senza perifrasi – viene imputata ad altri: i sindacati.
Il Governo, a suo avviso, ha fatto invece tutto il
possibile. In questa “convinzione” di operare sempre e comunque nel giusto che
trapela dalle parole del Ministro è
contenuta in nuce la ragione della sconfitta politica del dicastero guidato da
Romano Prodi.
Quella del Padoa Schioppa ministro è infatti la mentalità
elitaria, tipica del Padoa Schioppa super tecnico.
Individuato il problema lo
si analizza con cura e meticolosità, si individuano freddamente le
alternative, si persegue inflessibilmente la soluzione adottata. Tutte
caratteristiche pregevoli per il capo di una tecno struttura come la Banca
d’Italia o la Banca centrale europea a cui è demandato un compito preciso e ben
definito.
Carenze e limiti, invece, per chi abbia una responsabilità politica e
deve quindi essere in grado di portare a sintesi esigenze contrastanti, mediare
per migliorare, costruire consenso per sopravvivere.
Emblematica al riguardo la
grande soddisfazione che egli manifesta per il fatto che per la prima volta a
memoria d’uomo il giudizio di Bruxelles sulla finanza italiana è addirittura
migliore di quello del Governo italiano. Insomma si felicita del fatto che sul
piano tecnico l’operazione sia perfettamente riuscita. Peccato che il paziente sia morto!
