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Niente veti e un programma condiviso: il Centrodestra del futuro riparte così

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Ultima settimana prima del voto, ultimi giorni di campagna elettorale e poche ore per convincere gli elettori che sia possibile scrivere una pagina nuova nella storia del centrodestra italiano. In che modo? Semplicemente riconoscendo la bontà di un progetto al quale stiamo lavorando con passione e determinazione. Dare vita a un centrodestra diverso, il centrodestra del futuro, ancorato a principi e valori del popolarismo europeo e lontano mille miglia dai facili slogan e dal populismo demagogico di quanti preferiscono speculare sulla crisi che ancora morde, o sulle paure degli italiani, pur di riempire il proprio serbatoio elettorale.

In cinque regioni al voto, Area Popolare si presenta con il volto di figure che hanno fatto della passione per la politica, dell'unione con movimenti civici e corpi intermedi la ragione stessa del loro impegno pubblico. Flavio Tosi, Gian Mario Spacca, Giovanni Lamioni, Claudio Ricci, Francesco Schittulli: uomini convinti, anche loro, che sia necessario edificare in quel grande spazio tuttora privo di rappresentanza, abbandonato da milioni di cittadini-elettori che hanno preferito in questi anni rifugiarsi nell'astensionismo. Se il centrodestra deve essere ricostruito, e su questo siamo tutti d'accordo, resta da capire quale percorso seguire per dare fiato e concretezza a questa opera di ridefinizione.

Ridefinizione, proprio così. In primo luogo culturale e valoriale, nel momento in cui i valori sembrano cedere di nuovo il passo alle visioni ideologiche che snaturano, secondo prassi consolidate, quel che resta del nostro patrimonio identitario. E poi ricostruire con chi? Anche qui occorre fare chiarezza: una proposta politica la si definisce non in ragione dei veti ma in base alla visione che pretende di incarnare. Ecco perché, a differenza sua, noi non diciamo sic et simpliciter "mai con Salvini". 

Diciamo, piuttosto, "no" ad alleanze trainate dal segretario leghista, "no" ad un progetto che pretenderebbe di farci uscire dall'euro, di farci rinunciare al solidarismo in nome di una anacronistica chiusura delle frontiere. Per noi assume rilevanza strategica la condivisione di un programma politico chiaro attorno al quale aggregare le forze che si sentono alternative alla sinistra renziana. Consapevoli che il nuovo centrodestra debba essere ricostruito su un'ipotesi vincente. Un'ipotesi, appunto, popolare.

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