Home News Non lasciamo solo Caprotti contro le coop rosse

Non lasciamo solo Caprotti contro le coop rosse

16
3

Questo vegliardo (così si è autodefinito) signore di quasi 82 anni non va lasciato solo. Bernado Caprotti ha coraggiosamente e finalmente aperto uno squarcio profondo in quel vergognoso mondo di privilegi, commistioni e favoritismi rappresentato dal mondo delle cooperative “rosse”. Il suo libro, da pochi giorni in edicola, “Falce e carrello” non è solo un atto d’accusa, ma è il decantato rabbioso di una storia di soprusi, dove l’intraprendere è anestetizzato ogni giorno da un conflitto di interessi gigantesco che coinvolge a pieno titolo la sinistra italiana. Essa ha infatti creato un sistema di capitalismo di Stato ben localizzato e radicato, un vero e proprio regime capital-comunista, un apparato dove si intrecciano gli interessi, gli affari e l'egemonia politica, ed in cui gli stessi uomini hanno ruoli dirigenti nei Ds e nelle Coop, con fatturati plurimiliardari.

 
Caprotti, dati e fatti alla mano, snocciola anni di ritorsioni e soprusi, puntando il dito sullo scandaloso sistema di protezione di cui le Coop godono, privilegi fiscali e, non ultimo, il polmone finanziario inesauribile del prestito sociale, una fonte di finanziamento gigantesca che rappresenta un vero e proprio abuso nei confronti del cittadino-contribuente. Infatti, nonostante la legge vieti, l’esercizio attivo del credito, di fatto le Coop funzionano come fossero sportelli bancari, raccolgono i risparmi dei soci, li usano a loro piacimento e distribuiscono interessi che nessun istituto di credito si può permettere. Ciò perché l’imposta sugli interessi non è al 27% (come per i comuni mortali) bensì al 12.5%. Questa modalità per lo meno peculiare di finanziamneto, permette alle Coop di gestire una mole enorme di danaro senza essere soggette ai controlli delle autorità creditizie. Da questo sistema di privilegi arrivavano i soldi che sarebbero serviti ad Unipol per comprarsi BNL, con la benedizione e il supporto telefonico dei vertici DS (“abbiamo una banca”). Di questo sistema sono figli alcuni sottoprodotti della famosa lenzuolata di Bersani, i farmaci da banco e le pompe di benzina alla grande distribuzione, per non parlare del ritiro di alcune concessioni TAV, guarda caso quasi solo esclusivamenti per quegli appalti (pochi) nei quali le Coop non sono coinvolte.

L’intreccio è presto scritto: Coop, partito (ho difficoltà a scriverne il nome, cangiante ormai a ritmi triennali), amministrazioni locali, con le risorse che in periodo pre-elettorale vanno dalle Coop al partito per poi invertire la rotta, una volta che le amministrazioni si sono insediate. E’ così che in Emilia Romagna le Coop controllano quasi il 70% della grande distribuzione alimentare (in Lombardia nessuna catena arriva al 10%), nella provincia di Modena si supera il 70%, mentre in Liguria hanno il monopolio assoluto degli ipermercati. Ma uscendo dalla distribuzione alimentare, le cose non cambiano. Si scopre che anche nell’aggiudicazione degli appalti e nelle assicurazioni, le Coop hanno posizioni dominanti nelle regioni amministrate ormai da oltre mezzo secolo da giunte di sinistra.

Il legame tra le Coop rosse e la sinistra ha dato vita ad un impero politico-finanziario-aziendale. I numeri parlano chiaro: la Legacoop, che ha un giro d'affari di 45,7 miliardi di euro l'anno, costituisce poco più del 3 per cento del Pil, conta 401 mila dipendenti, 7 milioni e 350 mila soci e 15.200 Coop aderenti. Una vera potenza economica. Tanto per fare un paragone non capzioso, Mediaset ha un fatturato annuo pari a 3 miliardi di euro, paga le tasse come qualunque altra azienda e accede a linee di finanziamento non privilegiate.

E non mi si venga a parlare del ruolo sociale della cooperazione, rigurgiti sociologici che non incantano più nessuno. Questi intrecci d'affari, non sono cooperazione. La cooperazione, quella vera, è tutt’altro. Ha come sua finalità originaria l'aggregazione dei lavoratori su progetti d'impresa, lontani da spericolate operazioni finanziarie e speculative, con l’obiettivo di recuperare il principio dell'etica mutualistica, tipico del riformismo liberale, e mettersi al servizio dei cittadini, dei consumatori e dei produttori. Insomma, un bagliore di sussidiarietà ante-litteram.

Questo è il regime, questo è l’abuso di potere, l’intreccio e la cooptazione di interessi che reggono da decenni le amministrazioni rosse, basate su un’economia delle clientele che non ha eguali e che nel caso Unipol ha tentato anche di scalare il potere economico nazionale. Nelle Coop rosse infatti il management ha margine di manovra pressochè illimitati: può fare alleanze fino ad identificarsi col potere politico-partitico, con tutto quel che ne consegue in termini di mancanza di trasparenza e responsabilità. Il danno viene arrecato anche ai soci delle Coop, che, rispetto agli azionisti delle società di capitali, non hanno veri poteri di controllo sul management

Attenzione perché, il virus di questo regime è sempre più pericoloso e si sta espandendo anche a regioni che solo più recentemente hanno conosciuto questo genere di approccio, come la Campania di Bassolino, due volte sindaco di Napoli  e rieletto con più del 60% dei voti presidente della Regione, nonostante la diossina da rifiuti urbani infesti l’aria e la criminalità sia ormai padrona del territorio.

Per tutto questo, e per tutto ciò che questo comporta, la battaglia di Caprotti va sostenuta con forza, è una battaglia di civiltà contro il più grande e devastante conflitto di interessi che il nostro Paese conosca.

  •  
  •  

16 COMMENTS

  1. Da che pultpito! Caprotti è un finanziatore di Forza Italia
    Tralasciando che:
    – la questione da LEI trattata non è ascrivibile nell’ambito del “conflitto d’interessi” correttamente (e non faziosamente) inteso,
    – un luogo comune dei (ahimè) molti berlusconati è che “ma il Pres. Berlusconi ha dato da lavorare con la Finnivest ad x-mila persone”; che dire allora dei 401 mila dipendenti???.
    Orbene, una volta tralasciati a titolo d’esempio tali aspetti (ma potrei, se avessi tempo, obiettare altri passaggi del suo articolo), si porebbe affermare che tali indagini siano opportune al fine di rendere trasparente l’operato delle COOP, con il vincolo, TUTTAVIA, CHE TALI INDAGINI NON SIANO CONDOTTE DA UN BERLUSCONES FINANZIATORE DI FORZA ITALIA, SUPPORTATE DA G. ALVI CHE SCRIVE SUL GIORNALE DI FAMIGLIA BERLUSCONI, NONCHE’ PROPAGANDATE DAL MEDESIMO GIORNALE E DALLE TV DELLA MEDESIMA FAMIGLIA BERLUSCONI, tra cui il Tg di Italia 1 che ne ha parlato tra un posteriore di una velina, una notiziola di cronaca degna di un giornaletto di un paesello di 10.000 abitanti ed il seno di una qualche concorrente del Grande Fratello(e poi il direttore di tale TG è fermamente cattolico)..

  2. bravo sig. Caprotti
    Non sono mai andata alla Esselunga perchè nella ns. provincia (bergamo) non ce ne sono. Da questa settimana farò qualche km in più e andrò a Gessate (Milano) per diventare cliente della esselunga e quindi del sig. Caprotti. Per principio e per manifestare la mia piena solidarietà.

  3. Era ora che si aprisse con
    Era ora che si aprisse con dettaglio la conoscenza sul mondo delle COOP che ormai di cooperativo non hanno più nulla essendo delle vere e proprie imprese e perciò debbono pagare le tasse come le altre imprese

    Anonimo

  4. Caprotti io sono con te
    Non posso fare gran chè per aiutarvi a sostenere questa battaglia, ma voglio che sappiate che la seguirò con attenzione e laddove possibile cercherò di dare il mio contributo informativo e materiale.

  5. Iniziamo a farci sentire
    Basta con i soprusi dei finti moralisti che continuano a governarci sulle menzogne. Facciamo sentire forte la voce di milioni di cittadini stanchi di pagare i privilegi di caste inviolate.
    E’ ora di tirare fuori il coraggio e disarcionare i prepotenti al potere.

  6. A Caprotti GRANDISSIMI
    A Caprotti GRANDISSIMI COMPLIMENTI per quanto ha saputo realizzare nella sua lunga e preziosa vita, ma più ancora per il coraggio che ha mostrato portando accuse verso chi compie quotidianamente illegalità e soprusi, mai riferiti e mai colpiti perchè l’informazione e la giustizia in Italia vanno in una unica direzione
    Io vivo in Trentino dove non c’è Esselunga, e Verona è troppo lontana.Mi auguro di vedere l’Esselunga anche nella mia terra, dove stanno sparendo tutti i negozi di qualità sostituiti da innumerevoli coop, nelle quali tutti i prodotti con marchio vengono rimpiazzati da prodotti con marchio “coop” .I miei ricordi vanno indietro di 25 anni quando all’Esselunga di Milano trovavo un banco vini inimmaginabile per un supermercato dell’epoca insieme alla qualità indiscutibile dei prodotti.FORZA CAPROTTI

    Per andrea : a chi vomita bile appena si mette in evidenza la realtà dei fatti,ricordo che causa di tutta la patologia che provoca vomito acido e maleodorante non è il virus “BERLUSCA”.Invece la vera causa risiede nella malformazione mentale e nei circuiti nervosi cerebrali impazziti per l’inserimento di una sostanza estranea, da quasi 1 secolo nota, dai più chiamata comunismo.Con i sistemi di potere del”popolo” a nulla è servita l’esperienza economica, politica, culturale, ambientale ecc.fatta da quasi 2 miliardi di persone nel mondo.Certo, chi non era scomparso nei campi di sterminio rientrava tra gli stipendiati dello stato. Solo pochi hanno potuto mantenere i loro circuiti cerebrali sani e hanno potuto DISSENTIRE. Tra questi il grande Aleksandr Isaevič Solženicyn che ci ricorda “Per noi in Russia il comunismo è un cane morto, mentre per molte persone in occidente è ancora un leone vivente ”

  7. Malgrado la foglia di fico
    Malgrado la foglia di fico della cooperazione, quando in una tecnostruttura, e non c’è dubbio che le cooperative lo siano, non c’è alcun controllo della proprietà sul management il pericolo che diventi una organizzazione malavitosa è molto elevato. E’ necessario che le Coop diventino delle società in cui sia chiaro chi sono i proprietari chi sono i manager e soprattutto a chi riferiscono altrimenti scivoleremo poco a poco in una nuova forma di comunismo che sarà anora più funesto di quello che ha disastrato decine di paesi e milioni di persone

  8. per andrea: fatti una birra
    Orsù Andrea, fatti una birra (magari comperata all’Esselunga) e rilassati quel tanto per non farti subito prendere dal furore contro Beelzebù-Berlusconi.
    Renditi conto che il Cavaliere non è l’unico anticomunista (fortunatamente per tutti – comunisti compresi).
    Ma soprattutto vorrei farti osservare che quanto da te AUSPICATO (che le indagini sulle COOP non siano svolte dai Berluscones) è la stessa identica richiesta reiterata molte volte dal Cav. e da Previti, quando chiedono di essere indagati e/o processato da Magistrati a loro non pregiudizialmente ostili.
    Oppure, dal momento che usi gli stessi argomenti liberali, si può supporre che anche tu sei un … Berluscones?

    Alla tua salute

  9. regali di natale
    tre libri da regalare a natale in un unico kit:

    -LA CASTA-Rizzoli
    -FALCE E CARELLO-Marsilio
    -VOLEVO SOLO VENDERE LA PIZZA-Garzanti

    e ho detto tutto! totò docet.

  10. Il Sig.Andrea,da buon
    Il Sig.Andrea,da buon sinistro.è refrattario a qualunque logica.Basta poter tirare dentro Berlusconi,anche nel modo più sciocco,che tutto gli torna.Le imprese di Berlusconi non hanno mai goduto di vantaggi fiscali.A parte questo io mi rammarico,anche perchè non ne capisco la ragione,del fatto che,in 5 anni di governo,il centrodestra non abbia smantellato tutto questo.Privilegi fiscali,potere di interdizione delle amminstrazioni locali sul diritto di intraprendere.Caprotti è l’esempio di come l’Italia potrebbe essere, se avesse veri imprenditori e non imprenditori consociati al potere politico.Imprenditori “capponi”.

  11. La vita monotona del Sig. Andrea
    IL Sig. Andrea fa parte probabilmente di quella schiera di persone che dovrebbero ringraziare Berlusconi per la sua discesa in politica. Berlusconi è la loro ragione di vita, l’antiberlusconismo è la loro politica, la demonizzazione dell’avversario il loro riformismo. Sono talmente accecati che hanno preferito eleggere(?)Prodi e quel accozzaglia virulenta, antistorica e ridicola della sua maggioranza. Ma non si preoccupi Sig. Andrea, non faremo prigionieri, faremo solo in modo che le coop paghini le tasse come le paga il gruppo Mediaset. Mi dispiace non avrete mai una banca!

  12. combattiamo
    L’intreccio tra Coop e politica è una delle due piovre (l’altra è la triplice sindacale) che stanno stritolando il Paese. Boicottiamo come liberi cittadini le Coop e chiediamo con forza di abolire privilegi fiscali e normativi per questi “mostri”. Non può esistere cooperazione vera per gruppi maggiori di poche decine od al massimo di qualche centinaio di persone.

  13. Poche speranze
    Sto dalla parte di Caprotti. Ma quando si parla di conflitto d’interessi, purtroppo ci siamo dentro fino al collo dall’una e dall’altra parte.
    Le Coop: è uno scandalo che possano essere gestiti capitali ingenti con questo sistema societario, ma se Berlusconi in 5 anni di governo non ha pensato di mettere mano a questo sistema mi viene da pensare che, nonostante i proclami, facciano comodo anche a lui.

  14. Nessuno ha mai creduto che
    Nessuno ha mai creduto che PCI, PDS, DS si mantenessero con i tortellini della festa dell’Unita’. Ma comprarsi una banca con i soldi delle tasse non pagate dalle coop, e’ troppo.

  15. Certe cose non accadono solo a Bologna
    Nel 1996 ero candidato Sindaco a Pavia per il centro-destra. La campagna elettorale della sinistra fu in gran parte imperniata su un tema che doveva avere un forte impatto sui commercianti: non votate Rossetti,perchè quale direttore dell’Unione Industrali che si è autospeso da tale incarico per candidarsi certamente favorirà l’insediamento di un supermercato in una certa area industriale in fase di dismissione. Era falso ma fece presa.
    Finì così: immediatamente dopo le elezioni, vinte dalla sinistra, si aprì un cantiere e sorse un grande supermercato. Coop naturalmente.

  16. Ma quanto siete suscettibili!
    Rileggo dopo alcuni giorni (è domenica mattina ed ho tempo libero..), con estremo stupore, le invettive contro di me:
    ebbene, mi dispiace deludervi, ma io non sono MAI STATO COMUNISTA (non votavo ai tempi del PCI e non ho mai nemmeno preso in considerazione di votare per la “sinistra comunista”, anzi sono fermamente convinto che il PD non dovrà mai allearsi con la Cosa Rossa a costo di stare all’opposizione per 30 anni..)nè, tantomeno, mi interessa “demonizzare” Berlusconi(anche se, analogamente, non ho mai preso in considerazione di votare per lui, per i Leghisti o per i post-fascisti..)
    Forse mi sono spiegato male e con termini un pò forti (tuttavia penso veramente che il TG di Italia 1 sia uno schifo..), o forse chi mi ha risposto in tal modo è così cocciutamente berlusconiano o ossessionato (in questa società italiana dove regna la paura..) dal “pericolo comunista” (cui ricordo che siamo nel 2007, quasi 2008..);mi sono, infatti, limitato a rilevare che, sebbene la richiesta di trasparenza nell’operato delle COOP sia leggittima, tuttavia l’iniziativa di Caprotti (finanziatore di FI) e l’appoggio di giornalisti di Centro-Destra appare più un attacco alle cd. “COOP ROSSE” che una obiettiva indagine sull’agire delle COOP (indagine che andrebbe estesa anche al competitor in questione delle COOP alla luce di una certa sentenza del Tribunale di Milano che condanna alcuni dirigenti della EsD).
    Saluti

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here