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Jibril e il CNT

Non mettiamoci la mano sul fuoco ma la Libia sembra allontanarsi dall’Italia

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Sono trascorsi quasi otto mesi dall’inizio della rivoluzione anti-Gheddafi in Libia. Oltre all’attività strettamente militare i rivoluzionari libici hanno, fin dal mese di Febbraio, lavorato alla costruzione di organi addetti alla gestione del post-Gheddafi, di modo tale da non lasciare il Paese allo sbaraglio una volta cessato il fuoco. Il Cnt (consiglio nazionale di transizione) è nato proprio per questo scopo, riunendosi per la prima volta nel Febbraio 2011 a Beida, e spostandosi successivamente prima a Bengasi e poi nella Tripoli liberata. Le due figure di maggior spicco all’interno del consiglio possono essere individuate in Mustafà Adb-al-Jalil,che ha assunto fin dall’inizio la leadership del gruppo, e in Abd-al-Hafiz Ghoqa, avvocato esperto in diritti umani, che svolge principalmente il ruolo di portavoce. Nell’ambito dell’esecutivo creato dal Cnt per gestire provvisoriamente le dinamiche interne e i rapporti con i Paesi esteri, ricordiamo invece il primo ministro Mohammud Jibril.

Questi (e non solo), sono gli uomini della nuova Libia, coloro che dovranno, mattone dopo mattone, rimettere in piedi un Paese che annaspa nelle ceneri della guerra civile. Il compito che li attende non è certo dei più semplici, ma possiamo dire in tutta franchezza, che fino ad ora non hanno preso iniziative brillanti o meritevoli di plauso. La guerra infatti non è ancora finita; si combatte contro le ultime sacche della resistenza lealista che però non sembravo volersi arrendere, e di fatto, Sirte e Bani Walid non sono ancora passate sotto il controllo dei rivoluzionari, nonostante i titoli dei giornali celebrino ogni giorno i piccoli progressi nell’avanzata delle azioni di conquista. Era attesa inoltre per l’inizio della scorsa settimana, la comunicazione del varo di un nuovo governo, stavolta non più provvisorio, che potesse interfacciarsi con gli altri attori internazionali e parlare a nome del popolo libico. Nemmeno su questo fronte sembra si sia giunti ad una conclusione. Le voci di crescenti spaccature e numerose divergenze all’interno dei membri del Cnt, che circolavano in verità da tempo, sono state confermate non solo da diverse dichiarazioni alla stampa di personalità interne al consiglio che, naturalmente, hanno richiesto di restare anonime; ma ciò che realmente ha dissipato ogni dubbio sono stati i fatti.

E i fatti ci dicono che il nuovo governo che tutti aspettavano non è stato varato la scorsa settimana, e a quanto risulta dalle ultime dichiarazioni, non sarà nominato prima della conclusione dei combattimenti in ogni area del Paese. Alcun dei membri interni al Cnt che hanno rilasciato le dichiarazioni in forma anonima, hanno affermato senza mezzi termini che le dispute interne al consiglio non sono altro che il risultato di una vera e propria lotta di potere, perché si sa, chi detiene il potere, detiene anche la ricchezza. Ciò non giova di certo all’immagine del Cnt che sembra, per il momento, brancolare davvero nel buio. Un atteggiamento più forte e deciso i membri del Cnt, e in particolar modo il Primo Ministro Jibril, lo hanno sfoderato tuttavia in occasione dell’incontro degli scorsi giorni con il nostro Ministro degli Esteri Frattini, in visita ufficiale nella Tripoli liberata. È subito stata notata l’accoglienza piuttosto gelida della città che, solo un paio di settimane prima, aveva accolto Sarkozy e Cameron con un vero e proprio bagno di folla. Lo scudo usato per giustificare questa evidente differenza è stato il fatto che la visita di Frattini è avvenuta di venerdì,giorno di festa, in cui le strade della città sono solitamente semi vuote.

In ogni caso, bagni di folla a parte, non si può certo dire che l’accoglienza degli esponenti del mondo politico post-Gheddafi sia stata poi così differente. Provvisori che siano, sono Jibril e simili a rappresentare il popolo libico per il momento, e nonostante le dichiarazioni (abbastanza di circostanza) sulla gratitudine per l’impegno italiano alla missione di liberazione del Paese, di fatto, non si sono sprecati con parole rassicurati, soprattutto relativamente ai futuri rapporti tra Libia e Italia. Nonostante gli imprenditori italiani non si siano prima d’ora mostrati particolarmente preoccupati per i loro interessi in Libia, considerando che queste partnership fanno comodo anche ai libici stessi, la visita di Frattini ha sollevato forse più dubbi rispetto a quelli che doveva dissipare. Jibril non ha infatti firmato il protocollo d’intesa che Frattini aveva preparato, considerando forse questa firma una pura formalità. Il Primo Ministro libico ha invece rimandato la firma, attendendo prima l’analisi che del documento, definito col termine “proposta”, dovrà fare il Ministero degli Esteri.

Insomma, le rassicurazioni sul mantenimento dei contratti tra la Libia e le aziende italiane, stipulati durante il regime di Gheddafi, non ci sono state. Jibril ha invece detto che i futuri contratti rispecchieranno non tanto i vecchi equilibri, ma i nuovi interessi e le esigenze del popolo libico. Al di là di immotivati allarmismi, queste parole non fanno sperare poi così tanto, né la freddezza diplomatica con cui sono state pronunciate. Non si può inoltre non pensare che di questo clima confuso e in perenne transizione, ne gioveranno di certo gli interessi economici di Francia e Gran Bretagna, nostre dirette concorrenti, che non a caso si sono buttate e capofitto nel conflitto, intravedendo prospettive di crescita post-bellica nelle collaborazioni sul piano economico-commerciale. Resta da vedere se il presentimento che ad andarci di mezzo sarà il decennale rapporto tra le aziende italiane (Eni,Finmeccanica,Anas e tante altre) e la Libia resterà tale o si realizzerà effettivamente sotto i nostri occhi, lasciandoci impotenti ad assistere al trionfo di Francia e Gran Bretagna.

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6 COMMENTS

  1. Il post Geddafi…
    Trovo criticabile l’articolo. Appare confuso, non dice nulla ed ignora la sostanza dei problemi, anzi no, ignorandola fa la stessa cosa che ha fatto una stampa come mai prima d’ora colpevole e complice di un’aggressione spudorata contro uno stato legittimo, con il quale avevamo appena concluso un trattato di amicizia. Ho seguito gli eventi molto meglio di Federica e credo di saperne più di lei. Quelle che è stato riconosciuto come attuale governo, il Cnt, altro non è che l’espressione di una banda prezzolata di tagliagole e traditori della Libia. Geddafi poteva essere quello che era, ma adesso rispetto a quelli che vorrebbero mettere dopo di lui, Geddafi diventa un Eroe, un Santo, un Martire del suo popolo, per il quale non si prospetta altro che quella servitù dalla quale Geddafi li aveva tenuti al riparo. A meno che Federica non mi venga a dire che la democrazia consiste nel mettere una croce su una scheda e che dunque i libici adesso saranno liberi di essere presi in giro da parlamentari come i nostri. Sarebbe lungo parlare del “bene” che Geddafi ha fatto ai libici e del male che adesso i libici si dovranno abituare a sopportare. Quanto poi all’Italia, non mi aspettavo nella mia generazione di veder rinnovata la fama di traditori e voltagabbana che ci ha sempre accompagnati. L’unica consolazione è che posso pubblicamente dissociarmi da un governo infame più di ogni altro che io ricordi. Perfino Berlusconi ha riconosciuto che lui la guerra non la voleva fare, ma che gliel’hanno imposta. E allora? Chi ci comanda? Siamo sovrani? Non posso più ascoltare neppure un minuto un presidente della repubblica che ha voluto la guerra e che dice che quella che ancora si svolge sotto i nostri occhi NON è una guerra. Anche un bambino può capire che Francia e Gran Bretagna non si sono mossi per lasciare le cose come prima, quando noi avevamo una relazione privilegiata con la Libia, grazia alla politica lungimirante di Enrico Mattei. Adesso sarà tutto come prima? Stipuleremo da traditori nuovi patti con un governo di traditori, gia pagati da Francia e Inghilterra per il loro tradimento ed in maggior debito con loro? E quando patti fra traditori sono stati affidabili? Quello che non capisco, o forse lo capisco, ma non me ne capacità, è il ruolo davvero deplorevole della stampa e dei media. In Parigi, perfino Jabril ha riconosciuto che era un falso televisivo quello diffuso da France24, che descriveva un falso ingresso dei ribelli a Tripoli. Candidamente, ha detto, l’infame, che si trattava di «stratagemmi di guerra»!!! Sarebbe da azzerare tutto il sistema dell’informazione occidentale! Ma tutto va come prima, con le stesse menzogne di prima… La situazione sul campo? Il caos totale, impossibile da seguire, stante la totale inattendibilità dei media grandi e piccoli, non importa di quale orientamento… Quel che mi pare certo è che ogni giorno di più, che la Resistenza libica riesce ad opporsi ai bombardamenti ed alle incursioni da Maramaldo di prezzolati tagliagole, si porrà sempre più un problema di politica interna italiana… Intanto il prossimo 15 ottobre si terrà in Milano una nuova manifestazione in favore della resistenza libica e di denuncia del tradimento italiano… Chissà, la situazione è in movimento e non è escluso che i nostri politici mascalzoni vengano chiamati a rendere conto delle loro cattive azioni.

  2. Se berlusconi avesse baciato
    Se berlusconi avesse baciato la mano anche a Jibril durante la sua visita in Italia non saremmo a questo punto!

  3. Altra informazione
    Quello che segue non è un mio testo, ma è il copia ed incolla di un testo ricevuto per email. Ve lo ritrasmetto a dimostrazione – deo gratias – di una informazione diversa di quella che va per la maggiore: «ANCORA RESISTONO?!

    Il Cnt (il governo di transizione libico) mercoledi’ scorso annunciava che Sirte sarebbe stata conquistata “entro due giorni”.

    Tutte le principali agenzie hanno amplificato l’annuncio due giorni fa.

    Oggi quell’annuncio si e’ rivelato propaganda spicciola.

    Infatti Sirte non solo non e’ caduta ma si sta difendendo accanitamente con tutte le proprie forze, nonostante i pesanti bombardamenti della Nato.

    E’ in atto una resistenza a oltranza che deve far riflettere i piu’ entusiasti sostenitori della guerra lampo.

    E dobbiamo riconoscerlo chiaramente: siamo di fronte a crimini di guerra.

    Non si sta forzando la mano per un successo imminente. Si sta facendo strage e basta.

    Questi giorni di sangue ce li vorrebbero far digerire come “sofferenze di breve periodo”, tollerabili se compensate da un successo; sarebbero come le doglie inevitabili di un parto desiderato.

    Ma la realta’ e’ un’altra, basta seguire con attenzione la cronaca, densa di bugie di guerra.

    Il Cnt si sta caratterizzando per una propaganda spregiudicata, senza scrupoli, con falsita’ premeditate e annunci privi di conferme, finalizzati probabilmente a favorire il rifinanziamento della missione militare italiana (ancora non avvenuto).

    Personalmente – dopo la ricca quanto penosa antologia di bugie diffuse in questi mesi – vedo ormai nel Cnt una banda di bugiardi incalliti, di ex gerarchi di Gheddafi convertiti alla Nato per gestire il petrolio. E’ gente senza scrupoli che – come in passato – non ha problemi ora a massacrare il popolo libico in cambio di potere. Questi ex gerarchi sono al comando di tagliagole e criminali di guerra, ma godono della copertura di una stampa compiacente nonche’ di una copertura aerea Nato che terrorizza la popolazione inducendola a fuggire da Sirte per poi bombardarla a tappeto senza pieta’.

    Dietro l’ombrello Nato si celano corporation in competizione per il business. Si scrive ‘diritti umani’ si legge ‘contratti petroliferi’.

    Stanno violando le piu’ elementari regole del diritto bellico pur di vincere e spartirsi la torta.

    Il diritto internazionale vieta gli assedi per affamare la popolazione. Gli assedi sono “legali” solo se gli assedianti portano essi stessi acqua, cibo e medicine agli assediati, o se lo lasciano fare all’Onu e alla Croce Rossa.

    Ma l’Onu e’ assente, lascia massacrare, guarda dall’altra parte, guarda la Tv che ha smesso di far vedere i morti e i feriti.

    Gli storici diranno quello che i giornalisti di regime oggi dimenticano o omettono di dire e di far vedere.

    Non ho piu’ nessuna stima di questo Segretario Generale dell’Onu. Fa finta di non vedere la popolazione massacrata.

    E anche da Amnesty mi aspettavo molto di piu’.

    Questo assedio di Sirte e’ di gran lunga piu’ feroce di quello di Sarajevo.

    E’ sicuramente peggiore di quello di Saraievo.

    Non vi e’ alcun dubbio.

    E per giustificarne la crudelta’ inusuale ne annunciano la brevita’ (mentendo).

    Durante l’assedio di Saraievo potevano passare gli aiuti, anche se con difficolta’. I giornalisti potevano fare i reportage.
    A Sirte invece non entra neppure la Croce Rossa. Questo assedio di Sirte gode della complicita’ di gran parte della sinistra europea. Questo e’ un dato drammatico su cui riflettere, perche’ una sinistra che giustifica chi uccide non puo’ essere votata. Che si uccida in nome dei diritti umani non cambia il risultato finale. Aberrante risultato, capace di squarciare il velo di ogni retorica e di ogni ipocrisia.

    Quando i carri armati entrarono a Praga generarono turbamento.
    Vi fu un sussulto morale.
    Chi era comunista si chiese se stavano facendo bene o male.

    Nonostante tutto, i dubbi, le condanne, le proteste si levarono.

    Oggi che avviene di peggio non vi e’ alcun dubbio?

    Praga non fu bombardata, in queste ore avviene qualcosa di enormemente piu’ crudele, il Cnt e la Nato che cannoneggiano e bombardano Sirte sono capaci di fare ombra persino alla tragedia di Praga.

    Ma per Praga e per Sarajevo ci fu un moto di indignazione che non vediamo per Sirte.

    Cio’ dimostra di quanto si puo’ assottigliare la coscienza quando in ballo c’e’ la spartizione del petrolio. E’ in atto una competizione capitalistica per l’accaparramento delle risorse energetiche, e’ una cinica guerra neocoloniale coperta di sangue e di retorica dei diritti umani. Di ipocrita retorica.

    Le imprese premono sul grilletto della Nato. I governi eseguono, docili comitati di affari, dando ragione a quanto diceva il vecchio Marx.

    La Carta dell’Onu e’ stracciata, la Costituzione pure. E’ una pagina nera per una fetta di socialdemocrazia europea inzuppata di potere. Si salva la Germania e qualche partito e personalita’ piu’ decente. Per il resto e’ una pagina neocoloniale scritta con gli stessi pretesti delle vecchie guerre coloniali. Queste socialdemocrazie col colpo in canna non sono neppure creative, riciclano vecchie ipocrisie.
    Anche per la guerra di Libia del 1911 la scusa era quella dei diritti umani. Giolitti diceva che andavamo a liberare gli schiavi, che era una vergogna vederli venduti a Tripoli.

    Ma allora la sinistra non se la beveva, oggi invece fa i gargarismi con i diritti umani, e intanto la Nato massacra la gente lanciando le bombe su Sirte e Bani Walid.
    Che orrore.
    Che pena.
    Che vergogna.

    A.», ==== Eccellente informazione. Ringrazio qui il suo autore, che assolutamente non conosco.

  4. in occidente la democrazia
    in occidente la democrazia è il mettere una croce su un foglio, e l’italia e l’america ne sono la realtà più rappresentativa.
    Chi in Italia ha deciso l’indulto? Chi ha mandato i soldati contro i cittadini a Napoli invece che contro i camorristi e i politici corrotti? Chi ha svenduto Alitalia? Chi ha riformato la giustizia per allungare sempre di più i processi? Chi ha diminuito costantemente i soldi per la polizia, la scuola e gli ospedali? Chi ha deciso di intervenire nelle guerre in Kossovo, Afghanistan, Iraq e Libia? Di certo non il popolo italiano, e se fosse stato consultato non avrebbe dato il suo assenso a nessuna di queste decisioni, ma il popolo non ha alcun modo di partecipare al governo, il massimo che è stato raggiunto è stato il referendum contro il nucleare e la privatizzazione dell’acqua, e anche in quel caso appena dopo il referendum i politici hanno detto che tanto l’unione europea aveva decretato che bisognava privatizzare quindi il referendum non avrebbe avuto alcuna utilità, e Berlusconi ha provato lo stesso ad andare avanti col nucleare tentando uno stop di un’anno per poi riprendere la proposta quando il ricordo di Fukushima sarebbe stato ormai lontano.
    Gheddafi sotto molti aspetti aveva un governo di tipo più democratico: socialista, con dei comitati popolari che potevano prendere delle decisioni amministrative importanti e che erano aperti a tutti i cittadini, ma questo è stato sempre nascosto. Qualche settimana fa Gheddafi in uno dei suoi discorsi aveva detto che il potere legittimo era nelle mani del popolo libico e dei comitati popolari, ma in quasi tutti i giornali si è evitato accuratamente di citare la frase intera, perchè gli italiani non devono sapere che i libici avevano più libertà di quanta ne abbiano loro. Gheddafi si limitava ad essere un simbolo dell’unione del paese, a rappresentarlo all’estero stringendo alleanze e facendo visite, e dando in generale una direzione alla politica libera, ma come ha più volte detto non aveva nessuna carica politica ufficiale. Non era certo un capo militare a comando di una dittatura militare, il titolo di colonnello gli era rimasto dalla rivoluzione libica (quella vera) ma era un titolo e basta, a differenza di Saddam Hussein che basava il suo potere sull’esercito Gheddafi lo basava sul popolo, infatti ai ribelli ci sono voluti 6 mesi con i bombardamenti della nato per raggiungere Tripoli proprio perchè non avevano nessun appoggio popolare, i primi giorni i telegiornali hanno fatto vedere qualche manifestazione contro Gheddafi nelle città insorte, e con molti dubbi dei giornalisti, poi hanno evitato di continuare a farlo perchè sarebbe parso evidente che quella gente manifestava solo perchè aveva i mitra puntati contro e la paura che anche la loro città sarebbe stata bombardata se si fossero ribelllati. Le manifestazioni a Tripoli a favore di Gheddafi con centinaia di migliaia di persone invece sono sempre state ignorate.
    Il fatto che il regime di Gheddafi fosse violento e censorio è in parte dovuto al fatto che la Libia, con le sue divisioni tribali, non può che essere gestita con un polso forte, altrimenti è il caos; molto deriva però dalla pressione esterna, come in altri paesi come ad esempio Cuba, perchè se c’è il costante pericolo di invasioni militari straniere e di operazioni della cia o di altri servizi segreti per uccidere Gheddafi (o Castro a Cuba) e destabilizzare il paese è chiaro che non puoi lasciare molta libertà alla gente e devi sospettare di tutti. I paesi poveri, o, come nel caso della Libia, ricchi ma che non sono fanno parte dei paesi tradizionalmente democratici in europa ed america, non possono organizzarsi in altro modo: o mettono insieme una democrazia con politici fantoccio corrotti dai governi stranieri cedendo tutte le ricchezze del loro paese alle multinazionali straniere e indebitando lo stato col fondo monetario e i paesi ricchi, o trovano un uomo forte che caccia le aziende straniere e le basi americane, nazionalizza tutti gli impianti minerari, di estrazione del petrolio e simili, nazionalizza le banche, e governa a favore del popolo; ma per poterlo fare, anche non volendo essere un dittatore crudele, è costretto a usare la forza per essere sicuro di mantenere la libertà del paese, che viene ad identificarsi con il suo potere.
    Il mondo occidentale considera barbari tutti quelli che vivono al di fuori, infatti l’attentato alle torri gemelle viene ricordato come qualcosa di enormi proporzioni perchè sono morti tremila americani, in Iraq sono morte mezzo milione di persone durante la guerra e un milione nel decennio di occupazione ma nessuno lo ricorda, non è una grande tragedia né una svolta epocale nella storia: sono arabi, è normale che muoiano, e anzi dovrebbero essere felici di morire in uno stato democratico, molto meglio che vivere sotto Saddam. Questa è la ragione fondamentale per cui i media possono ingannare facilmente gli italiani ma anche gli altri occidentali: basta che dici che un pilota e il capitano di una nave hanno ricevuto l’ordine di bombardare le città e hanno disertato e tutti ti credono, anche se non porti nessuna prova e questi soldati nessuno li ha mai visti; dici che Gheddafi usa i caccia contro la folla senza mostrare nessun video o citare nessuna fonte e tutti ti credono; tutti ti credono perchè partono dall’idea che gli arabi sono incivili e subumani, che sono capaci di tutto, che si uccidono tra loro e quindi possono anche essere uccisi senza che questo sia un assassinio. Gli occidentali si lamentano che in paesi come la libia non ci sono governi civili e giusti, ma il loro modo di concepire quelle popolazioni è inumano: non gli si dà il diritto di poter scegliere del loro destino, di essere proprietari delle loro risorse, di organizzarsi politicamente come meglio credono, non gli si vuole nemmeno dare il diritto di combattere per la loro terra, come in Afghanistan e in Iraq dove gli americani si aspettavano di essere accolti come liberatori dalla gente dopo aver bombardato le loro case, e tutti quelli che combattevano contro di loro sono sempre stati bollati genericamente come “terroristi” perchè non ci possono essere partigiani nel mondo arabo, nessuno può combattere per il proprio paese, per la propria libertà, o anche solo per il proprio partito come nel caso dei talebani, perchè solo i popoli civili possono combattere per degli ideali, gli arabi sono peggio degli animali quindi non possono avere nessun ideale per cui combattere.
    Gheddafi difficilmente riuscirà a sopravvivere alla guerra, e in ogni caso ha la sua età quindi di qui a qualche anno morirà comunque almeno di vecchiaia, ma il suo combattimento rimarrà comunque un simbolo per gli africani, anche se dovesse perdere, perchè ha dimostrato che il popolo può opporsi agli stranieri e vincere se è abbastanza determinato, perchè la nato è fatta di paesi assassini che pretendono di uccidere senza subire nessuna perdita, facendo le cose rapidamente e spendendo pochi soldi, perchè per nessun ideale vale la pena di dare la vita. Se gli occidentali si trovano di fronte una strenua resistenza finiscono per cedere, bollando gli avversari come fanatici perchè non si sono arresi. Questo è già successo in Afghanistan e in Iraq, dove all’inizio la gente pensava di portare la democrazia, e oggi pensa che non ne valga la pena, che sia stato un errore perchè sono popoli troppo primitivi per potersi organizzare in maniera diversa; così anche con la Libia, all’inizio molti erano d’accordo sull’intervento, poi col passare dei mesi queste persone hanno incominciato a dire “ma che ce ne frega alla fine della Libia?”, “ma perchè durante la crisi dobbiamo spendere i nostri soldi per le bombe contro Gheddafi?”, a dimostrazione di come gli occidentali siano dispostissimi ad uccidere per aiutare gli altri in nome dei loro presunti ideali, ma quanto si tratta di rischiare di essere uccisi o dover pagare salato per interventi militari prolungati cambia tutto.
    Gli americani hanno voluto attaccare la Libia proprio per destabilizzarla, non fa differenza per loro se la controllano o è nella guerra civile, l’importante è che non sia forte e con a capo Gheddafi perchè altrimenti potrebbe realizzare quella unione dei paesi africani che gli europei temono dagli anni ’60: era già allo studio dell’unione africana il progetto di creazione di uno stato federale africano simile agli stati uniti, con la Libia che avrebbe dato i soldi e garantito la stabilità economica, con il dinaro come moneta e il ripagamento dei debiti dei vari stati. Questa è una ipotesi che fa paura a tutti, sia perchè economicamente l’africa è la gallina dalle uova d’oro e rappresenta il motore dell’economia mondiale con le sue risorse minerarie, sia perchè sarebbe anche una potenza militare, che potrebbe magari anche ottenere testate nucleari da Russia o Cina per puntarle sull’Europa, e gli africani avendo uno stato loro avrebbero voglia di rivalersi su chi li ha schiavizzati direttamente o indirettamente per secoli; inoltre l’africa ha milioni di soldati che hanno combattuto nella varie guerre civili e tribali, è gente che sa combattere (come dimostra la resistenza di Gheddafi) ed è abituata ad uccidere e rischiare di rimanere uccisa, mentre gli occidentali sanno uccidere solo con i bombardamenti, se si trovassero di fronte una armata che per una volta li attacca, che è disiplinata e numerosa, i militari occidentali scapperebbero perchè non ci sono abituati, è incomcepibile per loro essere vittime e non carnefici.

  5. Altra informazione, ovvero controinformazione seria e verificata
    L’articolo riportato da Carbonaro è stato pubblicato il 6 ottobre sulla lista News di Peacelink da Alessandro Marescotti, uno dei responsabili di PeaceLink – Telematica per la pace, fonte di informazione strutturata in varie liste di informazione sulle tematiche pace, disarmo, armamenti, economia, geopolitica, ecc.
    Il loro lavoro è aperto, cioè si avvale di contributi e di collaboratori esterni oltre che di informazione prodotta direttamente da PeaceLink.
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    Trovate tutto partendo da http://www.peacelink.it/
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    Saluti, Jure

  6. Guerra mediatica ed ipocrisia occidentale
    Onori al popolo Libico di Gheddafi, che da 7 mesi combatte e resiste contro tutto il mondo “democratico e umanitario”.

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