Nordest, la locomotiva d’Italia che non si ferma mai

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Nordest, la locomotiva d’Italia che non si ferma mai

Nordest, la locomotiva d’Italia che non si ferma mai

07 Agosto 2022

Il Nordest continua ad essere la locomotiva dell’economia italiana. Lo dimostra l’ultimo studio della CGIA di Mestre sulla crescita di province e regioni italiane nel 2022. Brillano Gorizia (+4,4%), Trieste (+4,3%), Sondrio (+4,1%), Monza e la Brianza insieme a Verona (+4%).

Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, sono le aree del Paese che tirano il Pil nazionale. “Ancorché gli scostamenti tra le previsioni di crescita delle singole regioni siano minimi, il Nord-Est torna a trainare l’economia del Paese”, sottolinea l’Ufficio Studi della CGIA.

La stima sul Pil del Veneto nel 2022 è +3,4% cento, meglio di tutte le altre regioni italiane. Subito dopo la Lombardia con +3,3% e l’Emilia Romagna con il 3,2%. Nel 2022, sottolinea Cgia, “solo 7 regioni su 20 recupereranno il livello di Pil che avevano prima dell’avvento della pandemia”.

L’autunno però “sarà particolarmente difficile”. “Il caro energia, l’inflazione galoppante, gli sviluppi della guerra in Ucraina e una possibile recrudescenza del Covid rischiano di ‘frenare’ con più forza di quanto previsto lo slancio economico maturato in Italia nella prima parte di quest’anno”.

Rispetto alle previsioni presentate in queste ultime settimane dai principali istituti economico-statistici nazionali, le stime di crescita del Pil della CGIA sono più prudenti. “Nel 2022 la crescita media del Pil italiano è stimata al 2,9 per cento. Un livello inferiore a quello ipotizzato, ad esempio, nelle settimane scorse dalla Banca d’Italia (+3,2 per cento) o al dato sulla crescita acquisita dall’Istat (+3,4)”.

Vanno bene il turismo, gli investimenti nel settore delle costruzioni, l’export. Il Dl Aiuti del Governo Draghi servirà a contrastare la crisi sociale ed energetica. Sono “le voci più significative che stanno puntellando la ripresa economica in atto”. Almeno nel Nordest.

I consumi delle famiglie crescono in Lombardia e Veneto (+3,4 per cento) e nella Valle d’Aosta (+3,3). Lombardia ed Emilia Romagna aumentano gli investimenti del 10%. Certo la prudenza sulle stime economiche è d’obbligo. Prendiamo il caso di Verona.

La stima sulla produzione elaborata da Confindustria Verona per il 2022 era del 5,7%. Il risultato nel secondo trimestre è stato invece del 3,4%. Le imprese che hanno dichiarato di aumentare la produzione si sono ridotte (50% contro il 56% rispetto alla precedente rilevazione).

Le vendite interne tengono (+5,8%). L’export verso la Ue è positivo, +9,6%, ma era +13,9% all’inizio dell’anno. Frenano le esportazioni verso i Paesi extra-Ue: dall’11,4% all’1,83%. Il calo di vendite verso Russia, Cina ma anche Giappone e le difficoltà nel commercio globale pesano.

“Sono convinto che si tratti di una sorta di effetto Draghi”, dice il presidente di Confindustria Verona, Boscaini, commentando i dati sulla crescita economica. “Solo lo standing di Mario Draghi ha potuto dare al nostro Paese fiducia e soprattutto credibilità. Ora, invece, ci troviamo ad affrontare una campagna elettorale estiva e, passati questi due mesi, sarà necessario formare il prima possibile un nuovo Governo”.

“Sarà necessario dare stabilità al Paese e dare seguito al percorso intrapreso. Serviranno coesione, serietà e credibilità. Una campagna elettorale violenta credo sia la peggiore premessa per tutto questo”.

“Quello che i numeri ci stanno trasmettendo, infatti, è una sorta di situazione sospesa che pur se positiva sta lentamente peggiorando ed è una rotta che deve essere invertita”. Insomma gli imprenditori del Nordest vogliono certezze ma sono abituati ad andare avanti da soli. Imprese vere, dinamiche, coraggiose. Un mondo produttivo che punta a crescere migliorando la vita delle Comunità.