Nove storie terribili sul Natale

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Nove storie terribili sul Natale

25 Gennaio 2009

Natale a rovescio. La principale festività dell’anno letta in negativo, appunto, come un “Natale nero”. Così s’intitola il volume che raccoglie nove storie terribili collegati a doppio filo al fatal  25 dicembre. Un volume spiritoso e un po’ sinistro. Un’opera che in realtà non far ridere, semmai incupisce.

In apertura, a mo’ di dedica, un micidiale passo del grande romanziere elvetico Friedrich Durrenmatt che recita nel seguente modo: “Era Gesù Bambino. Bianche e rigide le membra. L’aureola un giallo disco gelato. Presi il bambino in mano. Gli mossi in su e in giù le braccia. Gli sollevai le palpebre. Non aveva occhi. Io avevo fame: Mangiai l’aureola. Sapeva di pane stantio: Gli staccai la testa con un morso: Marzapane stantio. Proseguii”.

In un articolo su “La Stampa” di qualche mese fa, lo scrittore Mario Baudino raccontava che Babbo Natale, emblema del Nord, non è affatto un tipo raccomandabile, anzi è una specie di super mascalzone. Da parte sua, Luca Scarlini, curatore dell’antologia, ricorda che “nella realtà come nella fiction, Babbi Natale assassini, ladri, ricattatori, tangentisti, strozzini, rapinatori, pedofili, secondo un nero campionario degno della cupa gioia catalogatrice di Cesare Lombroso” non mancano davvero. E’ così, naturalmente, in “Nero Natale”. Leggere per credere, ad esempio, “Il ceppo” di Giovanni Pascoli, una sorta di horror postmoderno. Il delicato poeta di “Myricae”  racconta “un aspetto violentissimo della sua adorata Garfagnana, usuale patria ‘del bello e del buono’, scelta a tutti i costi come baluardo di una modalità più antica e ‘sana’ di vivere, contro il mondo che progrediva”. In una decina di paginette si descrive, con piglio cronachistico, di un infanticidio da parte di una servetta che mentre la sua signora “si reca alla messa di mezzanotte” si libera di un piccino non voluto. Il carattere particolarmente perverso del delitto è nella modalità con cui è congegnato. La domestica, infatti, approfitta della tradizione che vuole il fuoco del camino sempre acceso perché la Madonna se ne possa servire nell’eventualità di dover riscaldare la sua creatura celeste, per portare a compimento il suo progetto. La gran cattiva sarà prontamente smascherata, grazie a una trovata da stomaci decisamente corazzati.

Le altre storie sono nell’insieme meno hard. Formidabile la prima della serie “Banchetto di Natale” di Nathaniel Hawthorne, protagonista un magnate dalla carità segnatamente pelosa. Persino affettuoso il pezzo di Agata Christie, “L’avventura del dolce Natale”, con tanto di Hercule Poirot “più pedissequo e puntiglioso che mai”.

Luca Scarlini (a cura di), “Nero Natale”, Einaudi, pagine 196, euro 16.00