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Nuova fase per il Pdl, al congresso di Bari vincono dialogo e partecipazione

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Un dibattito acceso, due coppie di sfidanti e tanta passione: eravamo a Bari, per il congresso cittadino del Popolo della Libertà, e la grande partecipazione che ha accompagnato i due giorni di congresso ha riportato alla memoria quel tempo in cui a definirsi amanti della politica non si diventava rossi in volto. Quello che resta nel padiglione ormai vuoto della Fiera del Levante è l’eco delle mille voci alternatesi sul palco che, ora, custodisce i verbali degli scrutini. The game is over, ma – possiamo dirlo con certezza – questa volta il conteggio finale dei seggi non ha, affatto, chiuso la partita: ha aperto la strada verso il nuovo corso del Pdl barese (e pugliese, ammettiamolo) perché da oggi non si potrà prescindere dal confronto e dalla discussione, non saranno ammessi diktat o accelerazioni.

Sguainata la sciabola e riposto il fioretto, durante il fine settimana appena trascorso sono stati ripercorsi gli anni difficili del centro-destra pugliese e ci si è interrogati, a lungo, sui motivi che hanno traghettato la Puglia verso sinistri lidi: meta insolita per una terra fertile per la destra, una regione che in passato sarebbe stata marchiata con facilità di conservatorismo e che oggi è, invece, sede sperimentale dell’improbabile nouvelle vague del post comunismo italiano. Gli errori che il centro-destra ha commesso negli ultimi anni non si ripeteranno più ed è forte la volontà di cambiare pagina per far sì che il Pdl, insieme a tutti gli altri partiti che si oppongono al dominio vendoliano, possa ritornare a vincere. È questa la promessa che accomuna i due candidati alla carica di coordinatore, entrambi giurano, infatti, di lasciare da oggi anche la sciabola accanto al fioretto, per il bene di Bari.

Luigi D’ambrosio Lettieri e Claudio Sgambati sono l’espressione dei due mondi confrontatisi a suon di preferenze per il primo storico congresso cittadino: storie molto diverse che conviveranno nel nuovo coordinamento cittadino di Bari Grande Città. Sarà questa la novità più grande dei prossimi, decisivi, anni del centro-destra levantino, poco incline fino ad ora a riconoscere l’esistenza di una minoranza che è oggi, invece, certificata dal risultato congressuale. Come nella migliore delle tradizioni elettorali, dopo un susseguirsi di proiezioni e calcoli probabili, possibili ed auspicabili, a tarda serata sono arrivati i numeri definitivi, quelli tondi che hanno il dono dell’inconfutabilità: 66,5 per la mozione capeggiata da D’ambrosio Lettieri, 33,5 per gli sfidanti guidati da Claudio Sgambati.

Un risultato che testimonia, certo, la vivacità del Popolo della Libertà e che impone l’inizio di quel processo dialettico, tutto interno, venuto meno negli ultimi, lunghi, anni. È stato questo, infatti, il tallone d’Achille – o forse molto più – che ha bloccato la crescita culturale e politica del Pdl a Bari: grazie a questo congresso, celebrato con gli onori del caso, tutti gli attori del teatro della Politica potranno recitare la stessa parte, senza che nessuno debba sentirsi spettatore non pagante. I delegati eletti che andranno a comporre l’ufficio di coordinamento saranno espressione di quei mondi diversi che si sono scontrati fino a poche ore fa, ma puntano dritto verso un obiettivo comune, che è quello di migliorare il futuro della loro terra. Saranno venti i consiglieri legati alla lista vincente, dieci quelli che, secondo il linguaggio cinico e beffardo della politica, sono chiamati sconfitti.

A dire il vero, però, la Sala Tridente della Fiera del Levante, ieri, non ha visto sconfitti. Ha vinto la partecipazione politica, riscoperta anche dalla destra nazionale: ha vinto il dibattito interno e la critica, quella bellissima capacità di giudicare prima di tutto se stessi.

Nulla, insomma, è finito perché da oggi la politica a Bari sarà diversa: è stato davvero bello riscoprire la dialettica e i sostenitori di Claudio Sgambati non si lasceranno sfuggire questa ghiotta occasione per poter incidere, ancora una volta, nel dibattito interno del Popolo della Libertà. The show goes on, c’è da scommetterci.

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