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Obama temporeggia, Assad tallonato da Mosca, alta tensione tra Langley e Isi

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Obama guadagna tempo sul fronte del possibile attacco d' Israele all' Iran. Il prossimo incontro tra il presidente americano e Bibi Netanyahu è stato fissato per il prossimo 28 settembre, a un mese e poco più dalle elezioni per la Casa Bianca. E' pensabile che lo Stato Ebraico, a prescindere dall' esito del vertice che si terrà a New York, attacchi gli impianti nucleari cari a Khamenei ed Ahmadinejad in quel breve lasso di tempo? Molto difficile, giurano fonti di Washington. A meno di eventi oggi imponderabili o provocazioni sconsiderate dal campo sciita -che non ne ha soverchio  interesse- il governo israeliano non dovrebbe accingersi a una mossa tanto azzardata e dirompente per gli equilibri interni americani. Probabile, invece, che nel previsto faccia a faccia tra Leon Panetta ed Ehud Barak si studino i dettagli di un' azione militare su cui Gerusalemme non intende mollare la presa. In questo contesto, non stupisce la notizia pubblicata dal quotidiano Haaretz, secondo cui l' esecutivo di David Cameron ha spedito recentemente un inviato speciale nella capitale israeliana per ribadire la contrarietà di Londra a rapidi interventi unilaterali contro Teheran. Plausibile che Obama e il primo ministro britannico abbiano concertato una linea comune per stemperare la fretta di Netanyahu.
Queste sono le ultime indiscrezioni su uno dei nodi cruciali della politica internazionale. Con sorprese sempre dietro l'angolo.

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Il generale siriano Manaf Tlass, già stretto collaboratore, nonché amico d' infanzia, di Bashar Assad, è da tempo sotto le cure dei servizi segreti francesi e non manca di lanciare esternazioni. Giorni fa il militare ha affermato che la DGSE lo ha aiutato a fuggire da Damasco, ringraziando gli agenti parigini. Tlass ha aggiunto di essere sempre stato contrario ad ingerenze straniere nel suo Paese, ma di ritenere ormai la situazione matura per una svolta. Sembra che l' ex ufficiale d' alto rango della Guardia Repubblicana stia continuando a fornire informazioni preziosi all' Intelligence che lo ha salvato dalle grinfie del dittatore alawita che, se solo non si trovasse in stato d' assedio, ne pianificherebbe volentieri l' eliminazione. Assad, nelle ultime ore, viene descritto come preoccupatissimo dalle nuove defezioni nei ranghi del regime, e sta ragionando sulle continue indicazioni che gli giungono da Mosca. Putin segue di persona, ora dopo ora, gli eventi in Siria. Gli 007 russi hanno ordine d' informare l' inquilino del Cremlino su ogni sussulto registrato nei dintorni del leader accerchiato. ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
L' Isi, il potente e ambiguo servizio segreto d' Islamabad, considera gli Stati Uniti il peggior nemico, precedendo persino l' odiata India. Parola del medico pakistano Shakeel Afridi, famoso per aver aiutato la Cia a mettersi sulle tracce di Osama Bin Laden, che si è confessato con Fox News da una prigione di Peshawar. Il personaggio ha poi accusato le spie dello Stato asiatico di foraggiare la Rete Haqqani, molto insidiosa nel Waziristan settentrionale. Altra benzina sul fuoco di un rapporto, quello tra Langley ed Isi, sempre molto complicato.





 

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