Omicidio Williams, è un vero giallo quello che tormenta il Regno Unito
17 Settembre 2010
Sono settimane di grande movimento e tensione per i servizi segreti del Regno Unito. A Vauxhall Cross, storica sede londinese dell’MI6, proseguono le indagini riservate sulla tragica fine dell’agente Gareth Williams, brillante matematico in forza al reparto che sovrintende alle intercettazioni, trovato morto nel suo appartamento della capitale britannica alla fine di agosto.
Attorno a questa vicenda misteriosa, si susseguono colpi di scena, possibili depistaggi e rivelazioni da verificare. L’unica certezza è il rinvenimento del corpo esanime di questa spia esperta di tecnologia, accanto al quale sarebbe stato ritrovato (ma qui entriamo già nel campo dei dubbi) un kit per pratiche sessuali estreme. In questi giorni, i tabloid e i quotidiani locali, col gusto macabro che spesso li circonfonde, si dilettano a discettare sulla possibilità che il trentenne defunto possa essersi suicidato "alla ricerca del piacere erotico" ficcando la faccia dentro un borsone North Face.
Più concretamente, Scotland Yard e inquirenti vari sono alla ricerca d’una coppia di personaggi avvistati nella scala del palazzo dove risiedeva il povero Williams nell’imminenza della sua scomparsa.
Stando alle innumerevoli tesi complottiste, sorte dopo la pubblicizzazione del luttuoso evento, un uomo e una donna d’aspetto mediterraneo avrebbero iniettato un potente veleno nelle vene della vittima designata per toglierlo di mezzo coi suoi segreti scottanti. Ipotesi, certo, suggestiva, ma al momento non corroborata da prove, e forse nemmeno indizi concordanti.
L’MI5, addetto alla sicurezza interna del Regno di Elisabetta II, ha invece scoperto nei giorni scorsi d’essere sorvegliato da vicino – episodio sempre spiacevole per un’ agenzia di 007 – da un gruppuscolo d’ irriducibili nordirlandesi, l’ONH, presunto autore dell’ attentato esplosivo dell’aprile scorso contro una base di massima sicurezza governativa.
I membri della fazione terroristica hanno piazzato decine di telecamere in mezzo agli alberi che attorniano il costoso complesso adibito a base dell’ intelligence di Londra, dove sono al lavoro circa trecento unità, e con esse monitoravano gli spostamenti e i movimenti dell’odiato nemico, riuscendo persino ad identificare elementi operativi per poi catalogare le informazioni e colpire.
Dopo l’elezione di Cameron a premier, alcuni addetti ai lavori previdero un cambiamento ai vertici di tutti gli uffici riservati britannici. Chissà se gli ultimi avvenimenti invereranno quelle profezie.
