In evoluzione

Ora anche Obama benedice Greta Thunberg

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A soli 16 anni, Greta Thunberg è già uno dei più grandi sostenitori del nostro pianeta. La sua età potrebbe avere qualcosa a che fare con questo. Con la piena conoscenza che la sua generazione porterà il peso più pesante del cambiamento climatico, non ha paura di credere che il progresso sia possibile e lotta per il cambiamento reale. Lei è un esempio del perché io e Michelle crediamo in un futuro che si forma dal coraggio e dalla speranza di giovani come Greta“. A parlare in questi termini esultanti è l’ex presidente Usa Barack Obama che ieri a Washington ha incontrato la giovane attivista svedese.

E con l’incontro con Obama l’evoluzione di Greta Thunberg, in odore addirittura di Premio Nobel per la Pace, pare ormai compiuta. Perché il contenuto della sua sfida sui rischi ambientali e sul riscaldamento globale (temi che vanno studiati con attenzione al di là delle tifoserie) è certamente nobile, ma i modi lasciano intravedere ben altro. Da ragazzina caparbia pronta a manifestare ogni settimana davanti al Parlamento svedese, in prima linea in una battaglia ambientalista di per sé sacrosanta, Greta si è – neanche troppo lentamente – trasformata in bandiera di una precisa parte politica, quella della sinistra progressista globale della quale Obama e la moglie sono i primi rappresentanti.

Una sinistra che evidentemente strumentalizza l’impegno sicuramente sincero di questa ragazza facendone un modello tout court della propria battaglia politica di parte: da paladina dell’ambiente a sostenitrice delle battaglie omosessuali care alla sinistra, ad esempio, il passo è breve. E la 16enne Greta lo ha compiuto in scioltezza, con un post di qualche settimana fa a favore del gay pride svedese. Come nulla fosse. Con la ingenuità spontanea di una ragazzina sulla quale altri, molto meno spontanei, speculano in termini politici.

E come nulla fosse la Thunberg ha viaggiato anche sulla barca di Pierre Casiraghi per partecipare al vertice sul clima delle Nazioni Unite del 23 settembre quasi che una traversata in barca basti a far dimenticare che i Casiraghi sono tra i proprietari della compagnia Monacair – Monaco Helicopter Charter Company. Un macigno sulla leggerezza di una 16enne i cui valori meritano ben altri sponsor.

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