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Panetta può fare il gioco di Obama ma non è detto che i conti tornino

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Il prossimo 30 giugno Robert Gates lascerà il suo incarico di capo del Dipartimento della Difesa americano. Già da tempo è noto il nome del suo successore, Leon Panetta, attuale direttore della CIA.  Ora che se ne va in pensione, Gates lascia una grossa matassa da sbrogliare al suo successore; Panetta dovrà infatti ridimensionare la Difesa Usa, ritirando forse molte delle promesse contenute nel programma di chi lo ha preceduto, e facendo di tutto per far quadrare i conti. Un compito impopolare ma, secondo Obama, necessario.

Panetta dovrebbe riuscire a gestire i 3 conflitti in cui gli USA sono impegnati nonostante il Presidente sia intenzionato a tagliare i fondi destinati alla difesa di 400 miliardi di dollari in 12 anni. Secondo il mensile Wired il primo obiettivo del nuovo capo del DOD sarà, appunto, come trovare il modo di impiegare un budget inferiore a sostegno di una strategia militare sostenibile nel lungo periodo. Per esempio, Panetta dovrà chiedersi se è necessario mantenere 32.000 soldati in Europa e quale ruolo dare alle sempre più importanti tecnologie informatiche. Se il budget rimane sostanzialmente invariato così come l'entità delle missioni militari, il taglio si potrebbe effettuare sulle acquisizioni o i costi per il personale, che raggiungono circa 100 miliardi di dollari l'anno. Secondo Wired, tuttavia, Panetta non arriverebbe a tagliare le spese per il personale, se non altro per non farsi nemici.

Di certo, il compito che lo aspetta non è dei più semplici, considerando la congiuntura economica negativa e il crescente impegno militare degli Stati Uniti, che si sono accollati una ulteriore spesa aderendo negli scorsi mesi alla “spedizione punitiva” contro Gheddafi in Libia. Tuttavia Panetta, il cui cognome richiama immediatamente origini italiane, potrebbe essere l’uomo giusto al posto giusto, in virtù della sua lunga esperienza come politico, (iniziata tra le fila dei Repubblicani ai tempi di Nixon, e poi confluita in direzione democratica dopo lo scandalo Watergate). Secondo alcuni invece, l’avvocato Panetta non sarebbe adatto a ricoprire il nuovo ruolo che gli è stato affidato in quanto gli manca l’esperienza in ambito militare.

Ripensando, però, all’ottimo lavoro svolto nella Cia e al raggiungimento di un traguardo così importante, come lo scacco matto fatto a Bin Laden pochi mesi fa, ci si rende conto che, pur mancandogli forse le nozioni teoriche, Panetta ha di certo imparato sul campo. Essendo stato inoltre membro dello U.S. House Committee on the Budget dal 1979 al 1985 - e presidente del medesimo dal 1989 al 1993- chi meglio di lui potrebbe traghettare la riconfigurazione economica del Dipartimento della Difesa, proprio adesso che la scarsità di fondi rende la situazione particolarmente delicata? Il suo sentito appoggio al presidente Obama inoltre (a differenza di Gates che si è sempre dimostrato politicamente più indipendente), lascia prevedere che i rapporti tra i due saranno buoni, il che non potrà che giovare alla buona riuscita del suo compito al DOD. Le premesse dunque, sono senza dubbio delle migliori, e la grinta di questo anziano signore, che coltiva noci nella sua tenuta a Carmel Valley Village in California, potrebbe sorprendere positivamente tutti quanti.

 

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