Papa ai giornalisti: “Propagate la cultura del dialogo e del rispetto”

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Papa ai giornalisti: “Propagate la cultura del dialogo e del rispetto”

20 Settembre 2009

I giornalisti propaghino "una cultura del rispetto, del dialogo e dell’amicizia": lo ha detto papa Benedetto XVI, dopo l’Angelus domenicale a Castelgandolfo – parlando in polacco, in occasione della Giornata delle Comunicazioni sociali che si celebra in Polonia.

"Oggi, in Polonia, si celebra – ha ricordato – la Giornata dei Mezzi di Comunicazione Sociale. In quest’occasione, rivolgo particolari parole di gradimento e di riconoscenza alle redazioni cattoliche dei media in Polonia, che festeggiano il 20° anniversario della loro attività. Auguro a tutti gli operatori nel settore delle comunicazioni sociali – ha aggiunto – di propagare una cultura del rispetto, del dialogo e dell’amicizia".

Papa Benedetto XVI – prima dell’Angelus domenicale a Castelgandolfo – ha denunciato un clima di "diffusa tendenza all’aggressività, all’odio e alla vendetta" e una mancanza di rispetto per la "verità e per la comprensione e la stima per gli altri". Occorre – ha esortato – disintossicarsi dalle "scorie della menzogna e dell’egoismo" e ciò vale sopratutto "per chi è chiamato a essere promotore e ‘tessitore’ di pace nelle comunità religiose e civili, nei rapporti sociali e politici e nelle relazioni internazionali".

"Ai nostri giorni forse anche per certe dinamiche proprie delle società di massa, si constata non di rado un carente rispetto della verità e della parola data, insieme ad una diffusa tendenza all’aggressività, all’odio e alla vendetta", ha spiegato il Papa ai fedeli che si accalcavano nel cortile di Castelgandolfo. "Ma per fare opere di pace – ha osservato – bisogna essere uomini di pace, mettendosi alla scuola della ‘sapienza che viene dall’alto’, per assimilarne le qualità e produrne gli effetti. Se ciascuno, nel proprio ambiente, riuscisse a rigettare la menzogna e la violenza nelle intenzioni, nelle parole e nelle azioni, coltivando con cura sentimenti di rispetto, di comprensione e di stima verso gli altri, forse non risolverebbe tutti i problemi della vita quotidiana, ma potrebbe affrontarli pi— serenamente ed efficacemente".

"Perché – si è chiesto – non attingere dalla fonte incontaminata dell’amore di Dio la sapienza del cuore, che ci disintossica dalle scorie della menzogna e dell’egoismo? Questo vale per tutti, ma, in primo luogo, per chi è chiamato ad essere promotore e ‘tessitore’ di pace nelle comunità religiose e civili, nei rapporti sociali e politici e nelle relazioni internazionali".