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Papa Francesco, viene prima la persona delle banche

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Davanti a duecentomila persone che lo acclamano, più di quelle che erano presenti il giorno del suo insediamento, tra bandiere e striscioni festanti, Papa Francesco parla chiaro: "La politica si occupa di finanza e banche, non di chi muore di fame". Senza etica, non c'è umanità. Il Papa ricorda un midrash (ricercare, esaminare) ebraico sulla Torre di Babele: "se cadeva un mattone era un dramma, se cadeva un operaio non succede niente".

I fedeli sono quelli dei tanti movimenti ecclesiali giunti a San Pietro per la veglia di Pentecoste. Bergoglio riprende i temi toccati ieri mattina durante l'udienza con la cancelliere Angela Merkel, parla a braccio, commuovendo e motivando chi lo ascolta: "Se cadono gli investimenti, le banche, tutti a dire che è una tragedia. Se le famiglie stanno male, non hanno da mangiare allora non fa niente... Questa è la nostra crisi".

"Ci sono più martiri oggi che nei primi secoli della Chiesa, fratelli e sorelle nostri che soffrono", incalza. "Fa male al cuore dire che trovare un barbone morto di freddo non è notizia mentre lo è uno scandalo; pensare che tanti bambini non hanno da mangiare non è notizia, questo è grave". "Ma il martirio non è mai una sconfitta, è il grado più alto della testimonianza che dobbiamo dare. Noi siamo il cammino e il martirio". Una Chiesa povera e per i poveri, dunque, che deve opporsi alla mentalità del denaro come misura della persona e dei consumi come unico espressione dell'umano.

Una Chiesa che non deve rinchiudersi in se stessa, perché è vero, "se uno va fuori, come quando va in strada, può succedere un incidente: ma io vi dico che preferisco mille volte una Chiesa incidentata che una Chiesa malata di chiusura". E ricorda: "La Chiesa non è un movimento politico, né una struttura ben organizzata né una Ong". In giornata parla anche il Presidente della Cei, il cardinale Bagnasco, che definisce il lavoro "lama penetrante e tagliente nella carne della gente", la prima urgenza della politica che deve dare risposta a una società che sta sbandando, dove i suicidi "sono segnali tragici da recepire".

 

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