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Papa: “Maria assunta in cielo è segno che Dio non ci abbandona”

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"Il cristianesimo dona una speranza forte in un futuro luminoso e apre la strada verso la realizzazione di questo futuro" e "noi siamo chiamati come cristiani a edificare questo mondo nuovo". È un messaggio di speranza per tutti i credenti quello che Benedetto XVI, nella messa celebrata questa mattina nella chiesa parrocchiale di San Tomma da Villanova, a Castel Gandolfo, ha voluto trarre dai significato dell'odierna solennità dell'Assunzione di Maria.

"Una delle più importanti feste dell'anno liturgico", l'ha definita il Pontefice nell'omelia, ricordando che il 1/o novembre di quest'anno ricorrerà il 60/o anniversario della definizione dogmatica dell'Assunzione in cielo della Vergine Maria da parte di papa Pio XII. E con questo dogma, ha spiegato Ratzinger, "noi crediamo che Maria, come Cristo suo figlio, ha già vinto la morte e trionfa già nella gloria celeste nella totalità del suo essere, in anima e corpo". Il Papa-teologo ha voluto soffermarsi sul fatto che "noi tutti oggi siamo ben consapevoli che con il termine 'cielo' non ci riferiamo a un qualche luogo dell'universo, a una stella o a qualcos'altro. Ci riferiamo - ha proseguito - a qualcosa di molto più grande e difficile da definire con i nostri limitati concetti umani. Con questo termine 'cielò vogliamo affermare che Dio non ci abbandona neppure nella e oltre la morte, ma ha un posto per noi e ci dona l'eternità". Secondo Benedetto XVI, "la nostra serenità, la nostra speranza, la nostra pace si fondano proprio su questo: in Dio, nel suo pensiero e nel suo amore non sopravvive soltanto l'ombra di noi stessi, ma in Lui e nel suo amore siamo custoditi e introdotti con tutta la nostra vita, con tutto il nostro essere per l'eternità È il suo amore che vince la morte e ci dona l'eternità - ha concluso -. Ed è questo amore che chiamiamo cielo".

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