Pasqua. Card. Tettamanzi: “Libertà da una morte veramente beata”
04 Aprile 2010
di Redazione
"È proprio con una morte veramente beata che il Figlio di Dio restituisce gli uomini a libertà piena e perenne. In questo apparente paradosso è racchiuso il mistero della nostra fede". È questo un passaggio dell’omelia tenuta oggi in Duomo dall’arcivescovo di Milano, cardinale Dionigi Tettamanzi.
"L’Autore della Vita, il Vivente, non ci ha salvato dalla morte rimanendone estraneo, non lasciandosi toccare da questa esperienza che è comune a tutti gli esseri umani – ha aggiunto Tettamanzi -. Al contrario, l’ha voluta liberamente assumere, accettando di consumarsi sul legno della croce, nell’abbandono fiducioso al Padre".
"Cristo – ha proseguito l’arcivescovo di Milano – ha raggiunto così ogni uomo, anche ciascuno di noi che, nella nostra misera condizione di peccato, avremmo continuato a considerare la morte solo come una crudeltà, una tragedia, una fine fatale. Con la sua morte liberamente accolta, il Signore Gesù ha mutato in radice, ha totalmente sconvolto questa prospettiva angosciante. Si è lasciato ‘distruggere’ per affermare il primato dell’amore, che non pretende nulla per sé, ma si dona senza riserve, sino alla fine, inondando di luce la notte della nostra povera vita".
