Home News Pensioni, Prodi pesca dalle tasse i soldi per lo scalone

Pensioni, Prodi pesca dalle tasse i soldi per lo scalone

0
7

Come da copione (della sinistra radicale), lo scalone Maroni verrà abolito. Ma in autunno. Il governo ha infatti trovato in extremis le risorse per superare l’innalzamento dell’età pensionabile da 57 a 60 anni (con 35 anni di contributi)  dal 2008 e per aumentare le pensioni minime.

La notizia è arrivata al termine dell'incontro di maggioranza a Palazzo Chigi sul Dpef. Mentre per tutta la giornata si erano susseguite le dichiarazioni (o richieste) dei vari esponenti della maggioranza in merito a pensioni e Dpef:  Margherita e Udeur chiedono un taglio dell’Ici;  Sd, Pdci, Prc e Verdi sottolineano che è sufficiente «mantenere un rapporto deficit/pil sotto il 3%; la sinistra radicale chiede «lotta all’evasione fiscale», un «intervento sugli studi di settore» e smantellamento della Legge Biagi.

Le manovre sono cominciate di primo mattino. Quando il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Enrico Letta ha incontrato i sindacati a Palazzo Chigi sulle pensioni per fare poi il punto con il ministro dell’Economia Tommaso Padoa Schioppa e quello del Lavoro Cesare Damiano. L’incontro ha portato alla decisione di aumentare le pensioni  più basse con un decreto legge che il governo varerà a settembre (la proposta allo studio del Governo prevederebbe un "anticipo" di circa 250 euro a settembre e, dal 2008 un aumento a regime di 40 euro al mese, con una rivalutazione annuale). Mentre le norme sullo scalone verranno modificate solo con la Finanziaria 2008 in quanto la modifica della riforma Maroni sulle pensioni comporterà un cambiamento da apportare al bilancio dello Stato. “Un Governo, unico al mondo, che decide di abbassare l'età minima per il pensionamento, dimostra la sua colpevole indifferenza nei confronti dei più  giovani. Pensare poi, come intende fare Prodi, di utilizzare il presunto tesoretto per finanziare l'operazione è da scellerati”. Ad affermarlo in una nota è il presidente dei Riformatori Liberali e deputato di Forza Italia, Benedetto Della Vedova sulle pensioni. In questo modo, aggiunge l'esponente di Forza Italia, “si finanzia transitoriamente un aumento strutturale di spesa pubblica con entrate non previste, cioé straordinarie”.

A fare luce sulle risorse da impiegare, è stata Anna Finocchiaro, capogruppo dell'Ulivo al Senato, secondo cui "le risorse verranno dal riordino complessivo degli enti previdenziali e del sistema". E permetteranno al governo di impegnare fondi superiori ai 2,5 miliardi promessi finora per pensioni e welfare, come ha detto Manuela Palermi (Pdci) al termine della riunione di maggioranza.

Parla di “toppa peggiore del buco” Adfolfo Urso (An), secondo cui “si dilapida il tesoretto nel tentativo disperato di recuperare consenso, con misure che contrastano in modo palese con le indicazioni europee e con le necessità di risanamento dei conti pubblici, mentre la resa dei conti sullo scalone viene rinviata a quello che si profila come un autunno caldissimo”.

Intanto, in mattinata, c’è stato anche un incontro tra il vicepresidente del Consiglio, Francesco Rutelli, il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa ed il capogruppo dell'Ulivo alla Camera Dario Franceschini. Rutelli ha consegnato a Padoa-Schioppa un documento contenente alcune proposte «qualificanti» della Margherita sul fronte economico-finanziario, anche in vista appunto dell'approvazione del Dpef. Nel documento la Margherita evidenzia come il Dpef deve essere costruito tenendo presente che non dovrà esserci alcuna manovra in autunno, la revisione dello scalone andrà affrontata con «misure assai graduali», ricorrendo comunque a «risorse interne al sistema» ed è «impensabile» il superamento dei coefficienti della Dini.

  •  
  •  

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here