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La morte del capo del GRU

Per gli agenti segreti russi farsi il bagno è una scommessa con la morte

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Quando si parla di servizi segreti russi sui giornali occidentali, salvo eccezioni, il riferimento corre veloce a FSB e SVR, gli uffici addetti allo spionaggio interno ed estero per conto di Mosca. Poca attenzione, dopo i fasti della Guerra Fredda, è invece deputata al GRU (Glavnoe Razvedyvatel'noe Upravlenie), l'agenzia d'informazioni delle forze armate, e quindi dipendente dal ministero della Difesa,  fondata nientemeno che da Lenin nel lontano 1918 col compito di fornire all'Armata Rossa le notizie fondamentali per stroncare le resistenze delle milizie controrivoluzionarie e coadiuvare il nuovo regime nella lotta alle potenze dell' Ovest.

Gli 007 impiegati al suo interno operano in 12 reparti che raccolgono materiale e producono analisi su e da tutti i punti strategici del globo; quattro direzioni speciali sovrintendono rispettivamente a sicurezza interna, reparti speciali (i famosi e temuti Spetsnaz), dipartimenti finanziari, Intelligence spaziale e navale. Il GRU,  i cui meccanismi sono stati narrati dagli scritti di Viktor Suvorov - secondo questo ex agente, tra l'altro, nessun segretario generale del partito comunista al potere aveva accesso alla sede centrale  senza prima essere stato accuratamente perquisito - e più recentemente dal colonnello Vyacheslav Baranov, è tornato alla ribalta dopo la diffusione della singolare dipartita del suo vice comandante, il generale Yuri Ivanov, perito, secondo la versione ufficiale fornita dalle autorità governative, intorno ai primi giorni di agosto  mentre, nel pieno delle meritate vacanze estive, era impegnato in una sessione di nuoto, sport del quale pareva essere assai esperto.

Il corpo del militare, classe 1957 e una lunga carriera, anche nella gestione delle operazioni clandestine, alle spalle dopo la laurea all' Accademia, sarebbe stato ritrovato da pescatori turchi, al confine tra il loro Stato e la Siria. Fonti vicine ai servizi segreti mediorientali, dopo aver sottolineato l'anomalia d'un bagno senza guardie del corpo,  ritengono che il generale non sia annegato ma che  sia stato gettato in mare dopo essere stato privato di vita in precedenza. Mentre gli amici del defunto piangono la sua tragica fine e provano timidamente a guardare oltre la cortina fumogena innalzata sul caso, altri ufficiali del GRU festeggiano. Il 21 agosto scorso, il colonnello Vladimir Kvachkov e alcuni sottoposti sono stati assolti dall'accusa del tentato omicidio di Anatoly Chubais, politico e uomo d'affari  già sodale della famiglia Eltsin, certamente  al corrente delle più torbide trame che avvolgono le gerarchie della Russia negli ultimi anni. Putin e Medvedev, secondo il miglior stile della casa, assistono impassibili, ma non disattenti, agli accadimenti.

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