Per Montezemolo la Fiat non ha mai avuto soldi dallo Stato. E scoppia la polemica

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Per Montezemolo la Fiat non ha mai avuto soldi dallo Stato. E scoppia la polemica

05 Febbraio 2010

"Da quando sono alla Fiat non abbiamo ricevuto un euro dallo Stato, ma non voglio entrare in polemica, preferisco il dialogo". Luca Cordero di Montezemolo spiazza un po’ tutti, probabilmente anche i partecipanti al tavolo tra azienda, governo e sindacati sul destino dello stabilimento siciliano di Termini Imerese, riuniti al Ministero dello Sviluppo Economico. Una dichiarazione importante, quella del presidente della Fiat sugli incentivi, che arriva in un momento altrettanto importante, se si considera che dal tavolo tecnico ci si aspettano risposte non solo per la fabbrica che la Fiat ha deciso di chiudere ma per tutto il polo industriale di Termini Imerese.

Soprattutto, dall’incontro di oggi si dovrebbero conoscere maggiori dettagli sulle proposte – sarebbero sette al momento – presentate da aziende interessate ad insediarsi nella zona industriale termitana al posto della Fiat (la maggior parte riguarda la mobilità delle persone ma secondo indiscrezioni ci sarebbe anche un’industria cinematografica che ha presentato un suo progetto di sviluppo nell’area siciliana).

Intanto, secondo le prime indiscrezioni emerse dall’incontro al ministero dello Sviluppo economico, circa il 50% dei lavoratori diretti dello stabilimento Fiat di Termini Imerese avrebbero diritto alla mobilità con pensione. Rappresentanti del gruppo di Torino avrebbero detto che 806 operai dei 1.658 dipendenti Fiat della fabbrica siciliana potrebbero accedere alla mobilità con pensione.

Tornando alle parole del presidente della Fiat, per quanto riguarda gli incentivi, secondo Montezemolo è arrivato il momento di “uscire dall’approccio demagogico e affrontare la realtà". Poi la “rivelazione”: "Da quando noi siamo alla Fiat non abbiamo preso un euro dallo Stato e non voglio entrare in polemica. Ho visto cifre che dicono che gli incentivi che vanno ai consumatori e alle aziende sono andati al 70% alle aziende straniere e solo il 30% alla Fiat, quindi credo che dobbiamo uscire dall’approccio demagogico e affrontare la realtà così com’è".

Pronta la replica (la prima di una lunga serie di reazioni) del Ministro per la Semplificazione Normativa e Coordinatore delle Segreterie Nazionali della Lega Nord, Roberto Calderoli. "Cosa??? – ha detto – Se è una barzelletta la dichiarazione di Montezemolo per cui la Fiat, da quando c’è lui, non ha ricevuto un euro dallo Stato, allora la barzelletta non fa proprio ridere. Se invece Montezemolo non scherza e parla sul serio allora la faccenda assume contorni ’sanitari’. Non mi attendevo, sicuramente, della riconoscenza – ha concluso – ma la negazione dell’evidenza mi porterà ad assumere, a titolo personale, un atteggiamento completamente diverso e intransigente rispetto ad un’azienda, quale la Fiat, che i nostri padri consideravano un’azienda di Stato proprio per via degli interventi statali che ha ricevuto nel corso degli anni".

Secco anche il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni: “Non voglio entrare in polemica con Montezemolo, ma la Fiat ha sempre goduto di aiuti statali per impostare la sua produzione in Italia. E tutti gli italiani questo lo sanno".

Montezemolo ha parlato anche dell’italianità di Fiat, che "è e rimane italiana", ha garantito a margine dell’inaugurazione dell’anno accademico della Luiss, spiegando, in merito "al chiacchiericcio sull’italianità" dell’azienda: "Fiat è e rimane italiana, non solo perché è l’unica azienda il cui nome è Fabbrica italiana auto Torino ma anche perché da quando sono presidente e Marchionne è amministratore delegato, cioè dalla metà del 2004, abbiamo investito nel mondo 25 miliardi di euro e in Italia oltre 16". "Oltre due terzi sono stati investiti in Italia e intendiamo andare avanti su questa strada”.