Home News Perché l’Europa ha censurato il creazionismo?

Perché l’Europa ha censurato il creazionismo?

0
9

I parlamentari dei 47 paesi del Consiglio d’Europa hanno invitato i loro governi ad “opporsi fermamente” all’insegnamento del creazionismo – che nega l’evoluzione delle specie per mezzo della selezione naturale – come disciplina scientifica equivalente alla teoria dell’evoluzione. Il Consiglio d’Europa ha lo scopo, tra gli altri, di tutelare i diritti dell’uomo e la democrazia “pluralista”. Naturalmente, detto Consiglio si è sentito in dovere di chiarire che “se non stiamo attenti, il creazionismo può diventare una minaccia per i diritti umani”. I parlamentari in questione, con un movimento logico-analitico che francamente credo che sfugga ai più, hanno asseverato con fermezza degna di miglior causa: “L’ “intelligent design”, presentato in maniera più sottile, cerca di far passare il suo approccio come scientifico, ed è proprio qui il pericolo”.

E quale sarebbe il nesso con la “minaccia per i diritti umani”? In altri termini: in che modo il creazionismo - che io non accolgo, in ciò aiutato dalle riflessioni ragionevoli e persuasive di Giorgio Israel, come ultimo dogma parascientista e di fatto specularmente costruito per creare un framework globale e totalizzante di spiegazione, nel senso dell’Erklären, dei misteri dell’universo – può nuocere ai diritti umani? E magari finanche alla democrazia? Leggo sul Corriere della Sera che Massimo Piattelli Palmarini, plaude alla decisione del Parlamento europeo, in data 4 ottobre, non senza, però, dover ammettere che “a prima vista, può apparire incongruo che si saluti come razionale e liberatoria una risoluzione che proibisce un tipo di insegnamento”. Com’è noto, excusatio non petita, accusatio manifesta. I gendarmi non custodiscono manu militari soltanto la memoria, come sostiene oggi Pansa, ma anche la scienza, anzi, di più, le procedure comunicative della scienza come fatto sociale e democratico universale. Il giacobinismo regna sovrano in Europa e nelle teste degli scienziati come Piattelli Palmarini, ma potrei aggiungere anche Veronesi, che sta tentando di far passare il testamento biologico come senso comune in modo da bypassare un Parlamento debole e incapace di dibattere la delicata materia del testamento biologico. Le vie extraparlamentari, al pari di quelle del Signore, sono evidentemente infinite… Detto questo, alcune osservazioni conclusive urgono.

Primo: di cosa ha paura il Parlamento europeo? La Chiesa è oggi sulla difensiva e il disegno intelligente come protocollo epistemico alternativo all’evoluzionismo riveduto e corretto non ha funzionato e non versiamo lacrime a cagione di ciò, ben altre sono le croci nella rosa del presente, per citare l’immarcescibile Hegel. Dunque, cosa teme il Politburo eurocratico? Evidentemente si rende conto che non è bastata la cancellazione delle radici cristiane dalla tavola della legge burocratica dacché è recente la presa di posizione di intellettuali qualificati, ultimo della serie Slavoj Zizek, che tutto è tranne che cristiano, in direzione contraria alla violenta decurtazione burocratica. Semplicemente perché così si trancia via la realtà e la storia, non tanto per accondiscendere alle buone ragioni della Chiesa. Non è bastato mettere retoricamente e burocraticamente la parola “fine” alla tradizione cristiana per cancellarla dalla memoria e dalle postmoderne inquietudini di personalità desiderose di verificare il percorso più che bimillenario dell’esperienze cristiana nei suoi oggettivi nessi con l’Europa. Dunque, ci voleva ancora un altro colpo, stavolta portato a qualcosa che di per sé traballa e non poco. Ma il gesto acquisisce valenza simbolica perché, in talune circostanze storiche, il simbolo è addirittura più importante della realtà.

Secondo: la censura non paga. Io sono della scuola del libero dibattito su tutto perché chi ha buone ragioni ha anche la ragione dalla sua parte e siccome la ragione è amica della verità non mi scompongo più di tanto, né capisco chi, anche in ambito cattolico, si straccia le vesti per le sortite del tal Odifreddi o del tal’altro Cacciari, ad esempio. Chi ha più filo tesserà e le ragioni oggettive sono dalla nostra parte, ergo più libertà di discussione introduciamo nel presente, più godo e, per giunta, mi diverto. La grande scuola tomistica, al pari di quella agostiniana, sono state fucine di spiriti liberi e spregiudicati, come ebbe a dirmi circa vent’anni fa il %0Aprofessore con il quale poi mi laureai a Pisa, il Prof. Iacono: “Mi piacciono questi gesuiti perché sono proprio spregiudicati, anche più di certi atei”.

Terzo: plaudo anch’io alla militaresca censura del Parlamento europeo perché essa mette a nudo la solita verità del “re è nudo” e infine indica a chi abbia ancora capacità di intendere e volere (la libertà) che a Bruxelles abitano anime morte che abbracciano Cesare perché Dio muoia. Abbracciano Darwin perché la Chiesa sia mortificata. Non è affatto un complotto, si badi, è la solita vecchia storia. Una storia che non si basa sull’intelligenza laica, ma anzi ogni volta riscopre qualche vecchio strumento dell’avversario. Qualcuno ricorda l’Indice?

  •  
  •  

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here