Home News “Perché sull’immigrazione il Pdl non può essere la fotocopia della Lega”

D'accordo con Fini

“Perché sull’immigrazione il Pdl non può essere la fotocopia della Lega”

Non intralciare il lavoro che il Governo italiano sta portando avanti nell’assunzione di responsabilità da parte dell’Unione Europea sull’immigrazione. L’imperativo arriva da Mario Mauro, ciellino doc, già vicepresidente del Parlamento Europeo e oggi  Presidente dei Deputati del Popolo della Libertà sempre al Parlamento europeo. Mauro solitamente è misurato nelle sue esternazioni, ma alla Lega, eccessiva e sconveniente, e all’Unione Europea, miope e silente, non fa sconti.

Il Meeting è un grande osservatorio sull’attualità in cui confluiscono i temi forti del dibattito politico. Rimini ha accolto le posizioni leghiste sull’immigrazione. Cosa pensa del dibattito estivo che ha visto contrapposte le tesi del Carroccio e quelle dei vescovi?

Penso semplicemente che la Lega sbagli nel merito e nel metodo. Fare come fanno loro, sostenere nei fatti una posizione maturata in un contesto di Governo con una visione chiara delle cose e poi brandire nei confronti del proprio elettorato il mito che “cacceremo indietro chiunque” è un errore madornale. In più, a ognuno che ci ricordi che cosa è un uomo, dargli del comunista o peggio dirgli di aprire le porte della Chiesa di Roma è un’operazione demagogica che non può essere sostenuta in alcun modo ed è controproducente per il Governo Italiano che sta facendo uno sforzo enorme a livello europeo.

Quale?

Stiamo convincendo l’Unione Europea (tutti i 27 paesi) a farsi carico di questo fenomeno migratorio epocale. Già dal 2 settembre attendiamo delle proposte dalla Commissione Europea. Se il Governo italiano non ha la possibilità di manifestare il senso delle proprie proposte perché come coperte da una sorta di velo caricaturale che è quello che ne danno alcuni esponenti leghisti, si crea un danno enorme per il Paese. Con insensate sparate estive non si arriva da nessuna parte. Il Governo italiano di cui peraltro la Lega Nord è un indispensabile supporto ha sempre improntato le proprie proposte su una visione trasparente che è quella della centralità della persona e siccome quelle sulle barche che arrivano nelle nostre coste sono persone come noi, l’accoglienza che ne deriva è doverosa e sacrosanta. Questo non vuol dire che noi accettiamo indiscriminatamente, sulla base di un fenomeno epocale, che nasca una sorta di stato nello stato dove non ci sono regole per nessuno. Noi che siamo il Popolo delle Libertà e non il Pd, vale a dire un agglomerato ideologico che parla in astratto dei problemi senza entrare nel merito delle soluzioni, vogliamo che sia assolutamente chiaro come, sulla base delle direttive europee, perseguiremo l’intento di mettere in condizione chi viene qui, se richiedente asilo di avere nei tempi e nei modi risposta per il proprio bisogno, se clandestino di essere riaccompagnato indietro.

In questi giorni abbiamo assistito a una battibecco a distanza tra il ministro Frattini e l’Ue con relativo rimbalzo di responsabilità e tra il vicepresidente del Senato Emma Bonino e lo stesso Frattini, con la Bonino che ricordava come sui flussi di immigrati l'Europa non abbia alcuna competenza e il ministro che replicava “l’Ue ha piena competenza in materia d'immigrazione". Dove sta la verità?

Dalla parte del ministro Frattini. Nell’Unione europea alcuni governi, da sempre, fanno resistenza passiva su un’assunzione di responsabilità semplicemente perché sono più distanti dal focolaio principale, quindi tutto quello che si manifesta come fattore di crisi nel  Mediterraneo si illudono non possa toccarli perché si affacciano sul Baltico piuttosto che sul mare del Nord. In passato l’Europa ha assunto posizioni coraggiose. Ricorda le piazze piene di polacchi o albanesi? Quei problemi sono stati risolti nel primo caso con l’allargamento e nel secondo con forme di partnership particolarmente vantaggiose che hanno  convinto gran parte di quelle popolazioni a rimanere nel loro paese.

La prima soluzione non è praticabile per l’Africa, la seconda difficile da attuare. O no?

Nel caso dei paesi africani la questione è molto più complessa, per carità, ma non cercare di affrontare il problema non pagherà. Il silenzio dell’Ue è assordante e dipende da meccanismi decisionali nel senso che non abbiamo regole con le quali prendere le decisioni. O meglio, le regole sono contenute nel trattato di Lisbona che però non riesce ad entrare in vigore perché ad oggi due  paesi, Irlanda e Polonia, non lo hanno ancora ratificato. Sul piano delle regole, l'auspicio è che in tempi ragionevoli potremo dotarci di questa nuova opportunità; sul piano politico invece i Governi possono fare moltissimo in un contesto di collaborazione, quella collaborazione che il Governo italiano sollecita e che la Lega dovrebbe far bene a non compromettere con sparate inutili.

Il vescovo di San Marino Luigi Negri ha detto come dietro questi traffici ci siano interessi islamici che è bene affrontare subito. Viene alla mente la polemica sulle moschee come centri di contropotere. Lei è un uomo fortemente credente, ritiene opportuno che siano così tante moschee nelle più grandi città italiane?

La libertà di culto deve essere sempre garantita perché questo è il presupposto di uno Stato democratico: è nel cuore dell’uomo il desiderio di mettersi in contatto con ciò che dà senso alla vita. C’è invece un problema di identità e io in questo caso mi soffermerei a parlare dell’identità dei cristiani piuttosto che di quella islamica perché se noi  viviamo un’identità completamente (o quasi) annacquata perdiamo terreno rispetto a un’identità solida come quella mussulmana o islamica, non abbiamo memoria cosciente di ciò che siamo. Detto questo, le moschee non sono per definizione solo un centro religioso perché nella tradizione della cultura islamica religione e politica coincidono...

E’ possibile che il suo profilo di uomo fortemente legato alla tradizione cattolica lo abbia penalizzato nella candidatura al Parlamento Europeo?

Non credo.

Perché abbiamo 161 procedimenti d’infrazione aperti a nostro carico, che qualora la corte di Giustizia Europea giudichi fondati, ci costeranno circa 1,5 miliardi di euro?

Perché ci occupiamo ci ciò che l’Ue fa solo dopo che lo ha fatto. Se invece seguissimo il processo decisionale europeo non ci troveremo così disarmati davanti a decisioni che abbiamo detto di aver condiviso durante quel periodo decisionale, salvo poi accorgerci che non avevamo neppure provato a interpretarle. 

  •  
  •  

8 COMMENTS

  1. A proposito di fotocopie…
    Per favore, qualcuno dica a Fini che il Popolo della Libertà non può diventare la fotocopia del Partito Democratico.

  2. Fini e la sua deriva laicista – radicalchic e terzomondista
    Il presidente Fini da alcuni anni ha effettuato una virata antropologico -culturale verso posizioni laiciste , terzomondiste e di contrapposizine verso
    il Pdl e la sua area politico – culturale!
    E’ evidente lo scopo strumentale di cio’: lisciare il pelo al centrosinistra
    in vista dell’ elezione al Quirinale !
    Il presidente Fini e’ passato dalla triade” Dio , Patria e Famiglia” alla triade ” dei , patrie ( meglio quelle degli altri ) e famiglie ( di fatto , gay , forse tra poco anche poligame ! ) ” .
    A questo punto , premesso che tutti sono liberi di cambiare le proprie posizioni politiche e/o ideologiche , coerenza e consequenzialita’ logica impone le seguenti operazioni :
    1 – chieda scusa a tutti i propri lettori ( tra cui io ) che lo hanno votato e sostenuto in questi anni , pensando di votare un politico di una precisa area culturale ;
    2 – si dimetta dal proprio incarico dato che non rappresenta piu’ il centrodestra che lo ha eletto Presidente della Camera dei Deputati ;
    3- si iscriva velocemente e senza indugi al Pd .
    E non mi si venga a dire che , comunque , e’ super partes ; ieri ha detto che tra una fotocopia e l’ originale e’ meglio la seconda !
    Ha ragione , per questo credo che in futuro votero’Lega, e non la fotocopia di un partito di centrodesta !
    Amici lettori che avete a cuore le sorti dell’ Italia , per favore , fatevi sentire !
    Distini saluti . Federico

  3. complimenti ad enzo sara
    Finalmente qualcuno che con due parole dice tutto. Fini e’talmente ubriacato di se stesso che ormai non vive che per la sua corsa solitaria nel suo impegno quotidiano di procurarsi consensi a sinistra per arrivare (secondo lui) chissa’ dove. E non si accorge piu’ del ridicolo di cui si ricopre erigendosi a maestrino..
    E’un ipocrita e se ne accorgera’ quando il popolo gli presentera’ il resoconto e la politica lo scartera’.
    Reato clandestinita’ non ha niente a che vedere con il razzismo cosi’ come la difesa della vita niente a che vedere con il clero.

  4. Completamente d’accordo con
    Completamente d’accordo con i commenti.Per quanto riguarda Mauro,evidentemente abbiamo ricordi diversi sul programma con cui il pdl si è presentato alle elezioni.Io vedo che, su questi temi, il pdl gioca sempre al ribasso e lo impone alla Lega.Non vi sono piani,come in Francia, di rimpatrio dei clandestini.Berlusconi ha già fatto due gigantesche sanatorie.Ma gli anziani li ha solo l’Italia?Gli altri paesi fanno sanatorie?Meno male che il trattato di Lisbona non è in vigore.Meno male che Mauro non è presidente del parlamento eurabico.Meno male che la Turchia,nonostante l’amico Berlusconi non entrerà mai,almeno credo,in europa.L’assalto furioso alla Lega, da parte anche dei laicisti ad intervalli e di quei grandi democratici dell’idv,ha portato a far fare alla Lega una marcia indietro.Ma quello scritto da La Padania è sacrosanto.Quando qualcuno parla a nome del Vaticano,parla a nome di uno stato estero,che deve all’Italia il rispetto che porta agli altri paesi e che l’Italia porta a lui.Nessuno si è sognato di attaccare il Vaticano per la scandalosa presenza a durban 2,ma ogni giorno,esponenti del Vaticano attaccano il governo italiano.Mauro può pensare a rafforzare l’identità religiosa dei cristiani.A me interessa che il governo pensi all’identità del paese,nei termini in cui pensava Oriana Fallaci,anche a proposito delle moschee.

  5. Intervista a Mario Mauro
    Non è possibile che il successo della Lega dovuto a sentimenti xenofobi che tutti i paesi europei hanno conosciuto e in parte anche già assorbito, si ripercuota negativamente sul PdL di cui mi onoro di essere rappresentante istituzionale. Il successo del Carroccio dovrebbe servire al movimento di Bossi per confrontarsi con i reali problemi della vita e ad abbandonare la politica degli slogan per quella dei fatti; invece è il PdL che, temendo sorpassi, rischia o di andare troppo in difesa dando troppo séguito e credito alle tesi leghiste, o di scavalcare la sinistra avventurandosi pericolosamente su terreni minati come sta già facendo Fini. Tutti i governi di destra in Europa hanno già conosciuto questa crisi, che è molto importante risolvere al più presto.

  6. Fini la fotocopia sei tu
    Ha perfettamente ragione Enzo Sara, Fini parla di fotocopie, proprio lui che è la fotocopia vivente del PD, anzi è peggio, dato che Fassino al contrario di Fini almeno era favorevole ai respingimenti dei barconi di clandestini (visto che sono stati effettuati anche durante i governi di centro-sinistra).
    Bisogna rendersi conto che l’indiscriminata immigrazione che subiamo è uno dei maggiori problemi che abbiamo e che in futuro si farà sentire sempre di più, il PDL non deve essere la fotocopia di nessuno (nè della Lega nè tantomeno del PD), ma in materia di immigrazione devono comunque essere presi provvedimenti ancora più rigorosi.

  7. Grigio e sordo.
    Codesto Signor Mauro non risulta aver mai partorito una visione complessiva, diciamo pure ideologica della Società: cos’è una Nazione, cos’è un Popolo, la Tradizione, la Storia, il Comune Sentire….. e infatti egli si nasconde dietro tecnicismi e cavilli.
    E ci conferma che i “tecnici”, e coloro che si atteggiano a tali, sono pericolosissimi.
    Con i codici e i cavilli continueremo a farli entrare.
    Ma fino a quando ?
    Li fermiamo quando saremo 80 milioni ?
    100 milioni ?
    150 milioni ?
    No, non si fermeranno: butteranno a mamre noi.

  8. evitare la litigiosità interna
    col PD imbambolato,sarebbe ridicolo metterci a discutere seriamente dentro al PDL,dandogli Noi delle tracce intelligenti su come combatterCi,particolarmente in materie legislative che andrebbero inquadrate nell’agenda di governo,parlando al popolo non più che per migliorare la Nostra immagine

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here