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Perché tanti cattolici dicono No al referendum costituzionale

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Il Comitato Difendiamo i nostri figli, che ha riempito le piazze contro la legge Cirinnà, e il suo leader, Massimo Gandolfini, hanno colpito nel segno. La campagna per il no al referendum costituzionale, inaugurata ieri a Roma sotto il simbolo “Famiglie per il no”, ha dato davvero fastidio, se i commenti dei media (ormai tutti, tranne rarissime eccezioni, sotto il controllo renziano) sono imbarazzati e un po’ astiosi.

Sembra che il no sia solo la meschina ritorsione di un popolo che non sa accettare democraticamente la sconfitta, non sa motivare nel merito la propria posizione, e vuole colpire l’indifeso presidente del consiglio. Questa pare essere la tesi più accreditata, con cui si cerca di depotenziare le ragioni di Gandolfini e dei suoi, riducendole a una questioncella quasi privata, una ripicca di poco conto.

Eppure il portavoce del Comitato è stato molto chiaro. La vendetta, ha spiegato, non appartiene a noi cattolici, è lontanissima dal nostro modo di essere; ma siamo preoccupati, profondamente preoccupati, di quello che può accadere su temi a noi cari, con il combinato disposto di legge elettorale e riforma costituzionale. Il premio di maggioranza esorbitante, l’eliminazione della seconda camera, il rafforzamento dell’esecutivo, pongono la questione antropologica, e quindi il futuro della condizione umana, nelle mani di un solo partito.

Non è solo una battuta sprezzante, quella con cui Renzi ha liquidato l’opposizione, che con la riforma sarebbe “spazzata via”: il nuovo sistema non offre sufficienti garanzie alla minoranza, che tanto minoranza non è, visto che rappresenta comunque una bella fetta di elettori. Bisogna anche considerare che abbinando premio e scarsa affluenza, il partito che prende il potere potrebbe rappresentare una percentuale di italiani piuttosto bassa.

La verità è che i metodi del premier hanno spaventato il popolo cattolico. L’approvazione delle unioni civili a colpi di fiducia, senza che i parlamentari abbiano potuto votare in aula un solo emendamento, ha lasciato un segno profondo e ha minato la reputazione e la credibilità di Renzi e Alfano. La Chiesa, con papa Francesco, ha fatto un passo indietro rispetto alla politica italiana.

L’invito del pontefice ai laici, perché si mobilitino senza aspettare la guida e l’appoggio dei pastori, è stato raccolto, e il risultato è che il Comitato di Gandolfini si muove in piena autonomia non solo rispetto alla Cei, ma anche rispetto alla galassia di movimenti e associazioni cattoliche che hanno, con la Cei, un rapporto più o meno diretto.

I contatti tra governo e rappresentanti della Chiesa naturalmente continuano a vari livelli, ma non portano più al governo il consenso dell’area cattolica: se monsignor Galantino approva pubblicamente la riforma, questo non significa che i fedeli la voteranno. L’autonomia è diventata reciproca, e rischia qualche volta di trasformarsi in distanza. In un clima di spaesamento del mondo cattolico, in cui si inserisce anche la crisi del centrodestra, il Comitato di Gandolfini acquista un ruolo fondamentale per discernere e giudicare, ed è forse più facile che siano le “Famiglie per il no”, a orientare le scelte dei pastori, piuttosto che i pastori a orientare il voto dei credenti.

 

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6 COMMENTS

  1. referendum costituzione
    Come in altri tempi e´successo che i fideles laici abbiano aiutato la Chiesa a non smarrire la sua vera essenza, anche oggi cristiani autentici potranno guidare il popolo abbandonato da certi pastori

  2. referendum costituzionale
    Commento di un non esperto. Sul referendum costituzionale sono orientato a votare per il si: purtroppo in Italia il Presidente del consiglia ha sempre avuto una notevole limitazione dei poteri (vedi il poco che ha combinato Berlusconi quando è stato al governo, per le notevoli limitazioni all’interno della sua maggioranza, su molti temi rilevanti, cosa che ha contribuito non poco alla debacle del centro-destra), per cui il fatto di avere una maggioranza stabile con cui governare mi sembra auspicabile. Il bicameralismo perfetto prolunga notevolmente il percorso parlamentare delle leggi, e le rende spesso contorte. L’alternativa di lasciare il sistema attuale affossando la riforma non mi sembra auspicabile. Come cattolici si fa la figura di difendere un sistema obsoleto.

  3. Da cattolico praticante: che
    Da cattolico praticante: che triste deriva. Inconsistente, insussistente, infondata. Non si può, certamente non in buona fede, a proposito di una riforma che cerca di razionalizzare alcuni aspetti istituzionali, parlare di “questione antropologica “: dov’è il legame? Se proprio vogliamo parlare di uomini e non di altro, non fa proprio venire nessun sospetto, e non solleva alcuna questione antropologica, a dei cattolici, votare come Salvini? Sicuri che sia per ragioni diverse? Certo, non è vendetta. Ma alla ripicca ci assomiglia molto…

  4. l’ora della riscossa
    Il popolo Italiano deve riappropriarsi del proprio paese in mano a i poteri forti che usano i loro burattini del PD ed altri. Ogni giorno che passa gli Italiani diventano sempre più imbambolati sotto questo regime che ci manipola sempre più vistosamente e spudoratamente. A ottobre sarà il momento in cui vedremo quanti sono rimasti svegli. Diamoci da fare. W Cristo RE.

  5. Il “cattolico” Renzi
    Spaventa anche me che non sono cattolico (non più, non riesco a sopportare per miei limiti personali probabilmente tutto l’apparato di vescovi e cardinali) la possibilità che una persona come Renzi, un “cattolico” che ha buttato a mare principi inderogabili per la sua fede nel modo che sappiamo (a colpi di fiducia! su temi che avrebbero richiesto invece addirittura una consultazione popolare e non a caso nella sua riforma costituzionale non c’è traccia di strumenti del genere, nonostante che lo stesso suo amato Foglio l’avesse proposta prima ), abbia la possibilità di far passare leggi e provvedimenti su questi temi così delicati senza che vi sia alcuna possibilità di interventi popolari. Cosa avverrà anche su problemi come il TTIP e cose analoghe che rischiano di essere decisi senza un’adeguata informazione? Possibile che una volta che si è giunti ad una revisione costituzionale lo si sia fatto ancora una volta in maniera pasticciata e partitocratica (basti pensare alla questione dei due referendum).
    Che amarezza! Ormai nemmeno i cattolici sono un baluardo contro relativismi e schifezze del genere e anzi il comandante in capo mi pare che contribuisca fortemente alla confusione.

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