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L'elezione alla presidenza dopo lo scandalo Wulff

Piccolo ritratto (ossequioso) di Joachim Gauck, neo-presidente della Germania

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La riunificazione della Germania è ora completata. A oltre vent’anni dalla caduta del Muro di Berlino e dopo l’elezione di un cancelliere proveniente dalla Germania dell’Est, la Repubblica federale tedesca ha eletto un cittadino della ex-DDR a Presidente della Repubblica. Il pastore protestante Joachim Gauck è l’undicesimo presidente tedesco. Un altro protestante, dopo Angela Merkel, ai vertici delle istituzioni tedesche.

Gauck ha ottenuto 991 voti sui 1228 dell’Assemblea Federale. Una larga maggioranza, ma comunque 103 voti in meno rispetto all’ampia coalizione (Unione, Socialdemocratici, Verdi e liberali) che l’ha sostenuto. La principale avversaria di Gauck, la giornalista Beate Klarsfeld, sostenuta soltanto dall’estrema sinistra (Die Linke), ha raggiunto 126 voti – tre in più rispetto ai voti della Linke. Olaf Rose, il candidato dell’estrema destra (NDP), ha ottenuto solo tre voti. In 108 si sono, poi, astenuti.

Ma chi è Joachim Gauck? Con i suoi settantadue anni, è il più anziano dei presidenti della storia della Repubblica Federale. Teologo apprezzato e pastore protestante, Gauck si è distinto per aver criticato duramente la Repubblica Democratica Tedesca (DDR). Dopo la caduta del Muro di Berlino ebbe anche il compito di dirigere la fondazione che gestisce l’archivio della Stasi. Un lavoro molto apprezzato in Germania e che permise a molti cittadini dell’Est di poter ottenere informazioni sui documenti segreti elaborati sul proprio conto durante il periodo comunista.

Anche se fu il candidato designato da socialdemocratici e Verdi contro la candidatura di Christian Wulff dell’Unione e dell’FDP, Joachim Gauck è uno spirito libero: sostenitore di buoni rapporti con gli Stati Uniti fino a spingersi a sostenere la guerra in Afghanistan, ha difeso, almeno in parte, anche le tesi di Thilo Sarrazin sugli immigrati che tanto hanno fatto discutere in Germania. Gauck si definisce “un conservatore liberale di sinistra”. Da sempre, infatti, Gauck lotta per la libertà, in tutte le sue forme e declinazioni. Fu la stessa Angela Merkel, tra l’altro, ha tenere la Laudatio in occasione del settantesimo compleanno di Gauck.

Dopo due dimissioni e uno scandalo logorante la Presidenza della Repubblica Federale Tedesca è un’istituzione politica danneggiata. Toccherà ora a Gauck ridarle prestigio e come ha commentato la Frankfurter Allgemeine Zeitung, il nuovo presidente sarà il padre spirituale della nazione tedesca. Nel suo primo discorso Gauck ha ricordato la corrispondenza della sua elezione a Presidente della Repubblica con le prime elezioni democratiche nella Germania dell’Est.

Rispetto alla votazione del 30 giungo 2010, durante la quale fu eletto Christian Wulff dopo tre sofferte votazioni, ieri il clima era molto più disteso. Eppure proprio Gauck fu uno dei protagonisti di quella elezione in quanto era uno dei due avversari di Wulff. La Germania sembra dunque aver “perso” quasi due anni. Dopo le dimissioni di Christian Wulff è stata proprio Angela Merkel a proporre un candidato di unità nazionale che fosse condiviso anche dall’opposizione.

E’ probabile che Angela Merkel non avesse in mente Jaochim Gauck, ma l’annuncio degli alleati liberali di appoggiare il nome in precedenza proposto da socialdemocratici e Verdi ha di fatto costretto la cancelliera a dover votare il candidato che meno di due anni fa aveva rifiutato. Speriamo che sia quello giusto.

 

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