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Mulini a vento

Pisapia, il comunista gentiluomo che da giovane amoreggiava coi terroristi

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Ebbene sì! Quando si sbaglia occorre riconoscerlo. E quello di Letizia Moratti nei confronti di Giuliano Pisapia è né più né meno che un errore. Accusare un proprio concorrente alla carica di sindaco di essere stato condannato per furto, quando il medesimo è stato invece assolto con formula piena (per non aver commesso il fatto) è un errore: un grave errore morale di per sé ed un grave errore politico, perché controproducente rispetto ai propri obiettivi politici.

Ma, fatta questa ineludibile premessa, occorre andare un po’ più in profondità. In realtà, la maldestra dichiarazione della Moratti non riguarda un semplice ed isolato, per quanto grave (sanzionato dal codice penale e financo vietato dai dieci comandamenti), episodio di violazione del precetto: “non rubare”. Anche se la cosa è rimasta sullo sfondo nei commenti giornalistici, il fatto di cui venne prima incriminato e poi assolto Giuliano Pisapia, riguardava la partecipazione ad un azione di tipo terroristico, un sequestro di persona per motivi politici.

Siamo sul finire degli anni ’70 e l’Italia è percorsa, ormai da un po’, da quelle tensioni e da quei conflitti che poi sarebbero tragicamente sfociati negli anni di piombo e nella cappa terroristica. Tensioni e conflitti che coinvolsero anche segmenti della buona borghesia milanese che, accecati dal furore ideologico comunista di quegli anni, non trovarono nulla di meglio da fare per annegare la noia del vivere che amoreggiare con l’estremismo violento e proto-brigatista delle formazioni dell’estrema sinistra. Anni nei quali un editore come Giangiacomo Feltrinelli moriva saltando su un ordigno che lui stesso stava maneggiando per far saltare un traliccio elettrico (essendo ormai stata smentita la patetica tesi difensiva secondo la quale sarebbe stata addirittura la CIA ad eliminarlo). Anni nei quali, lo stesso Corriere della Sera, storico baluardo della borghesia moderata e liberale lombarda viene attratto dalle correnti politiche comuniste. Gli anni dell’eskimo in redazione, del defenestramento di Giovanni Spadolini e della nomina di un nuovo redattore, Piero Ottone, assai più benevolo con la sinistra.

Ebbene, in questo periodo, secondo l’accusa Giuliano Pisapia è presente ad una riunione alla quale partecipano fra gli altri Roberto Sandalo (noto negli ambienti di Prima Linea come il Comandante Franco e responsabile di almeno tre omicidi terroristici) e Marco Donat Cattin (che partecipò all’omicidio del giudice Alessandrini) convocata per pianificare il sequestro di William Sisti, dirigente del Movimento Lavoratori per il Socialismo (al secolo MLS), reo di essere troppo moderato! Obiettivo dell’azione sarebbe stato anche quello di guadagnare crediti nei confronti della crescente organizzazione terroristica Prima Linea per poter entrare nella stessa.

In questo contesto, conta assai poco che Pisapia abbia effettivamente partecipato alla decisione di rubare il furgone. Conta poco anche il fatto che lui fosse effettivamente presente alla riunione (come sostennero alcuni dei partecipanti) ovvero, bloccato da un’ulcera, fosse in quel di Santa Margherita Ligure (come attestava un certificato medico dello zio di Pisapia). Su questo la magistratura si è già espressa in via definitiva e questo a noi basta (e avanza). Del resto il sequestro non ci fu e lo stesso autista del furgone fu bloccato dalla polizia. Del resto (ringraziando il cielo) la stagione degli anni di piombo è alle nostre spalle e non sentiamo alcun bisogno di riaprirla.

Quel che conta è il dato politico. Un uomo politico che in gioventù ha molto “amoreggiato” con ambienti terroristici o para terroristici è in grado di governare efficacemente la seconda città più importante d’Italia (secondo molti la più importante)? E’ sufficiente l’oblio del trascorrere del tempo ad emendare le colpe e gli errori commessi? Giuliano Pisapia, già deputato di spicco di Rifondazione Comunista, non ritiene doveroso fare pubblicamente e definitivamente i conti con una grande e tragica tradizione, quella comunista, che ha infestato la politica del secolo scorso ed in nome della quale sono stati compiuti crimini efferati? Il vero nodo che emerge dalla vicenda sono i tanti militanti e dirigenti della sinistra che pur avendo in gioventù partecipato, fiancheggiato o simpatizzato con i movimenti terroristici ritengono oggi di poter esporre una verginità politica o di proclamare una sincera fede liberaldemocratica senza aver mai compiuto pubblicamente un sincero mea culpa per una stagione che ha disseminato lutto e dolore nel Paese.

Giuliano Pisapia ci è molto simpatico, sia sul piano umano che su quello politico (basti pensare alle sue posizioni eterodosse in materia di giustizia). Ma in politica la simpatia non basta. In questa vicenda, la dichiarazione più singolare e (involontariamente) più cattiva è stata quella che ha reso il suo cuginetto Vittorio Agnoletto (evidentemente l'estremismo è nel DNA della famiglia) che, quasi a volerlo difendere, di lui ha detto “era un timido”. Ecco appunto. Non vorremo che la timidezza, il carattere gentile e la signorilità di Pisapia potessero diventare un comodo alibi per non fare i conti con il passato (anche il proprio), per non sobbarcarsi l’onere di definire un quadro di principi e di valori politici chiaro e da sottoporre agli elettori. Questo, assai più dell’improvvida uscita del sindaco in tailleur, sarebbe il segno del degrado della nostra vita politica.

 

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10 COMMENTS

  1. chi sapeva queste cose su Pisapia ?
    Diamo merito alla Moratti di aver sollevato un pò di polvere e fatto chiarezza sul passato del “buon” Pisapia : chi era al corrente di questi suoi trascorsi ?
    io no, per esempio

  2. il solito fango
    Anche il signor la russa da giovane girava con cappelli lunghi e bastoni…anche cota ha racimolato voti non corretti..ahhhhhhh

  3. La doppia morale…
    Un uomo politico che in gioventù ha molto “amoreggiato” con ambienti terroristici o para terroristici è in grado di governare efficacemente la seconda città più importante d’Italia (secondo molti la più importante)? E’ sufficiente l’oblio del trascorrere del tempo ad emendare le colpe e gli errori commessi? L’articolista si fa queste domande, ma vogliamo farle relativamente alla prima città d’Italia? L’articolista sa chi è stato da giovane l’attuale sindaco di Roma? Sa che Alemanno era un picchiatore fascista tutt’altro che “timido”? Ma quello era del centrodestra, andava bene, invece qui c’è il comunista per cui si va a scavare nel passato con dovizia di particolari (e di falsità). Fate le persone serie e parlate delle cose concrete o tacete se non avete argomenti migliori…


  4. Reo Silvio dice nè più nè meno il solo, ma enorme difetto di quest’articolo di un’intera impostazione di pensiero: il terrorismo non fu un fatto di ‘di sinistra’, fu tanto nero quanto rosso – così come la resistenza non fu soltanto, ugualmente, agita dai gruppi comunisti.
    Denunciarlo come la dimostrazione della presunta congenita violenza delle sinistre è da fessi, oppure da malfidenti. Immagino valga la seconda.

  5. Al pupetto Reo
    Una tecnica abbastanza banale è distogliere l’attenzione dal punto in discussione e fare un po’ di polvere. Questo è quanto fa questo Reo Silvio a cui da manforte Cecilia. Il buon Reo, invero, è un po’ buffo: tira in ballo Alemanno per giustificare Pisapia, dimostrando capacità dialettiche da bambino dell’asilo. Poi, vuole zittire gli altri ben nascosto dietro un nick buffo. Meno male che c’è Cecilia che lo capisce ….

  6. Almeno le parti storiche
    Almeno le parti storiche andrebero scritte bene, altrimenti va tutto in malora. William Sisti era finito nel mirino del gruppetto non certo perché troppo moderato – chiedere a destra e sinistra sulla sua moderazione – ma perché secono l’accusa aveva massacrato di botte un simpatizzante di un altro gruppo dell’estrema sinistra. Il resto è semplicimente ridicolo

  7. picchiatori
    forse molti non sanno che tra i vostri “moderati” tanto cari alla Moratti compare il picchiatore la russa….che moderazione!!!


  8. Meno male che ci sei tu ad illuminarci, Franco.
    Peccato però che si cominci proprio all’asilo ad imparare che usare qualsiasi scusa pur di aver ragione è… una bambinata, appunto. E che fare ‘gne gne’ al compagno antipatico non fa guadagnare punti.

  9. Calunniatore e diffamatore
    Pisapia venne prosciolto con piena formula dall’accusa di banda armata… accusa mossa tra l’altro da Spataro (che voi definite “toga rossa”).

  10. Una risposta gli elettori se
    Una risposta gli elettori se la sono data.

    Parlando di estremismo, giova ricordare che tra gli attuali ministri della repubblica c’è chi nei mitici ’70 organizzava manifestazioni dove si lanciavano bombe a mano contro i poliziotti, uccidendo e ferendo.

    Perchè non scrivi un bell’articolo anche su questo?

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