Quando la Tradizione è una patacca
26 Settembre 2011
<Siamo l’ombra d’un sogno>, diceva il grande Ernest Renan. Leggendo i nostri pubblicisti ‘non conformisti’, di destra e di sinistra, si ha spesso l’impressione (penosa) di trovarsi dinanzi fotocopie sbiadite di scrittori essi stessi plagiari. Dispiace dirlo perché ‘Il Foglio’ del sabato è uno dei più interessanti periodici culturali che si possano leggere in Italia ma fa una certa impressione trovarvi, nell’ultimo numero, l’articolo di Pietrangelo Buttafuoco, Se il cristianesimo è un’agenzia di assistenza sociale, Dio dov’è?. L’autore, infatti, è un concentrato, spesso supponente, dei più diffusi luoghi comuni della destra cattolica e tradizionalista, che condisce con un umorismo e con una finta ‘leggerezza’ che denunciano lontano un miglio la patetica voglia di <épater les bourgeois>.
Purtroppo, però, il nostro redivivo Giovanni Papini versione Trinacria non stupisce nessun borghese in un paese, come il nostro, in cui i valori piovono dall’alto o pullulano dal basso senza che nessuno ci faccia più caso. Sei avverso al Risorgimento? Vedi in Garibaldi un avventuriero spregiudicato? Rimpiangi il Regno delle Due Sicilie? Ritieni che il Concilio Vaticano Secondo sia stato, per la Chiesa, uno tsunami? Fatti tuoi. Puoi comunicare liberamente le tue esternazioni nelle sedi pronte a ospitarti ma non farti illusioni sulle ‘provocazioni’. Non provochi nessuno ma, tutt’al più, indurrai quanti la pensano come te a compiacersi dello ‘scandalo’—del tutto immaginario–che le tue parole susciteranno nei benpensanti, che non si sa più chi siano.
Non varrebbe la pena di occuparsi di Buttafuoco se nell’articolo in questione non riproponesse uno stanco luogo comune: i musulmani sono appassionati credenti e, pertanto, sono disposti a morire per la loro fede e invece i cristiani, gli occidentali in genere, non credono più a nulla e faranno la fine dei Romani della decadenza, invasi e sottomessi dalla sana barbarie germanica. La colpa, viene spiegato con parole che paiono una caricatura di noti scritti di Evola e di Guenon, sarebbe del Cristianesimo, <che porta a compimento un delitto iniziato con la dissoluzione dell’Impero e continuato nella storia della secolarizzazione occidentale. Alleandosi, di fatto, con il liberalismo e l’edonismo, fosse solo per distribuire viagra a qualche sceicco, partecipa all’annientamento del Sacro.
Con un accanimento che mira alla cancellazione della radice originaria della sapienza tradizionale>. Ecco svelato l’arcano: il cristianesimo ha prodotto il liberalismo e il liberalismo, con buona pace del credente John Locke e dell’ascetico Immanuel Kant, è sostanzialmente edonismo e <secolarizzazione selvaggia>, cieco egoismo, individualismo sfrenato, idolatria del dio Mammona ovvero del denaro e del mercato. Una società fondata su questi (dis)valori come può reggere alla sfida di chi rimane legato alla Tradizione e non è disposto a separare Cesare da Dio, la religione dall’etica, l’etica dalla politica, la politica dal diritto? C’è solo un insignificante risvolto della medaglia che i drogati della Tradizione — senza pere intellettuali è difficile prendersi sul serio — non sembrano prendere in considerazione: chi è disposto a farsi ammazzare per una divinità, si tratti di Dio, della Storia, della Tradizione, del Progresso sociale, è altrettanto disposto ad ammazzare e…. ad ammazzarne tanti.
Forse è questa la saggezza maturata dal disprezzato Occidente: <noi troppo amammo e sofferimmo>, come dice il poeta. Le montagne di cadaveri e i fiumi di sangue versati per affermare l’Idea dominante di volta in volta, dalle Crociate alle guerre rivoluzionarie, ci hanno reso scettici e prudenti.<Chi per la patria muor vissuto è assai>, d’accordo!, ma vogliamo sapere di che patria si tratta e per quali cause dobbiamo armarci e partire…
