Quando parla di multiculturalismo Frattini non è mica Tettamanzi

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Quando parla di multiculturalismo Frattini non è mica Tettamanzi

12 Maggio 2009

“Basta venire ai dibattiti di Micromega per capire che anche gli intellettuali liberali non stanno più col Pd” Dice Paolo Flores d’Arcais alla Stampa (12 maggio) Quei deliziosi dibattiti di Micromega idealmente patrocinati dal Pantheon degli intellettuali liberali: da Bava Beccaris a Beria, passando per i membri della famiglia Sanson che tanti meriti di liberalismo acquisì durante la Rivoluzione francese

“Nella scuola dei miei nonni e genitori c’era il crocifisso. Non sono disposto, a nome del multiculturalismo, a rinunciarvi” Dice Franco Frattini al Corriere della Sera (12 maggio) Mica è il cardinale Tettamanzi

“Le nostre ragioni nel Pd oggi sono ancora un forza. Domani potrebbero essere un rimpianto” Dice Follini sul Riformista (12 maggio) La vita politica folliniana è innanzi tutto ben “piantata”. Inizia con un “pianto” per la Dc. Poi s’“impianta” nell’Udc. Poi “pianta” (nel senso di lasciare) il centrodestra. Si “reimpianta” nel Pd. Al quale si annuncia però un prossimo “rimpianto”

“Il ministro Maroni verso una denuncia nelle sedi nazionali e internazionali” Dice un titolo del Manifesto (12 maggio) E ora le “sedi internazionali” giudicheranno Maroni per non avere concesso il diritto di asilo dei profughi che provengono dagli inumani paesi, che peraltro presiedono le “sedi internzionali” che giudicheranno sul caso