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Giorno di Festa

Quel tipico linguaggio “inclusivo” di Matteo Renzi…

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Renzi, il grande inclusore. Mentre Marco Damilano su L’Espresso dell’1 maggio assicura che il genietto di Rignano ha fatto una cura Perlana e “tre anni fa era il nuovo, oggi è il nuovo”, Massimo Franco sul Corriere della Sera conferma l’ipotesi  Perlana scrivendo che: “I suoi esegeti assicurano che è cambiato, più inclusivo”. Sull’inclusività renziana (non più solo toscani ma anche qualche umbro e persino uno o due bergamaschi?) un dubbio traspare nel giudizio di Franco. In parte confermato da alcune dichiarazioni renziane pre-primarie: “Non ci possiamo far fissare l’agenda da Bruxelles, magari per interposta persona di qualcuno nel governo” (Renzi Corriere della Sera del 29 aprile) o “Con quelli che sono andati via dal Pd, è ovvio che non faremo alleanze. Non perché hanno insultato me ma perché hanno tradito decine di migliaia di militanti” (Renzi, Il Fatto 27 aprile), Dagli alle spie e infiltrati di Berlino, morte ai traditori! Tipico linguaggio da inclusore.

Blair nel ruolo di Gloria Swanson. “E’ l’alba di una nuova era” dice Tony Blair al Corriere della Sera del 30 aprile. Che terribile sensazione di gelo offre un ex leader dall’antica qualità che opponendosi alla Brexit  tenta di tornare al centro della politica come una Gloria Swanson in Sunset Boulevard. L’alba di un sole spento.

Il topesco pugno di ferro della Raggi. “La città non può essere ostaggio di centurioni e risciò” così Fulvio Fiano riporta sulla Repubblica del 28 aprile un tweet di Virgina Raggi. Il sindaco di Roma è preoccupata che centurioni e risciò infastidiscano i suoi topini così allegramente impegnati a scorazzare per le vie della Capitale?

Vichy o non Vichy? “Il ballottaggio del 7 maggio è una scelta sull’Europa” dice François Hollande al Corriere della Sera del 30 aprile. Nella propaganda contro la Le Pen, propaganda peraltro aiutata dai pesanti macigni ben presenti nella storia del Front National, c’è un argomento che userei con più parsimonia da parte degli antilepenisti: quello del ritorno a Vichy, cioè a una stagione in cui i francesi si subordinarono ai tedeschi.

 

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