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Rispunta il giglio magico

Renzi e Gentiloni? Si scrive “stai sereno”, si legge “circolare Boschi”

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Il “Paolo stai sereno” di Renzi a Gentilonia arriva, ma non come avevano creduto in molti, durante o subito dopo l’assemblea nazionale del Pd, quella che ha incoronato l’ex premier di nuovo segretario del partito. Bensì con la “circolare Boschi”. Spieghiamoci meglio riannodando i fili di questa vicenda. Dopo la vittoria alle primarie, Renzi non ha fatto altro che etichettare alla stregua di “barzellette” i rumors sulla sua irritazione verso Palazzo Chigi – si pensi alla figuraccia rimediata da governo e partito di maggioranza sulla legittima difesa. “Nessuno nel Pd metterà in discussione il sostegno al governo,” ha ripetuto Renzi, “e lo diremo fino alla fine della legislatura”. Fiducia totale in Gentiloni, allora? Non proprio visto che, come sempre, dietro alle dichiarazioni di facciata dell’ex premier ci sono sotterfugi ed espedienti. E il trucco in questo caso si chiama “circolare Boschi”.

Sono stati i giornaloni a svelare il contenuto di un documento firmato dal segretario generale di Palazzo Chigi, Aquilanti, in cui si chiede a tutti i dipartimenti che ogni provvedimento prodotto dai dicasteri e destinato al Consiglio dei ministri debba "pervenire in preventiva visione alla sottosegretaria di Stato alla presidenza del Consiglio". Tradotto: tutti i provvedimenti dei ministri dovranno passare dalle mani di Maria Elena Boschi e, dunque, di Renzi. La diretta interessata si è affrettata a bollare come “fake news” la notizia ma in realtà non l’ha smentita, precisando che “non c'è nessun commissariamento dei ministri. Si tratta di rispettare regole che già ci sono. Se poi le regole le vogliamo cambiare sono la prima a dare una mano. Ma le regole che ci sono vanno rispettate”. Ma se le “regole” c’erano già prima perché proprio adesso si sente tanto il bisogno di applicarle?

Dal Pd non si registrano commenti sulla questione, glissare è l’obbligo, mentre i renziani fanno quadrato attorno all’ex ministro delle riforme, parlando di provvedimento “ineccepibile”. C’è chi, come il ministro Orlando, l’uomo che doveva e ancora dovrebbe fare opposizione a Renzi, preferisce ironizzare spiegando che se commissariamento del governo da parte della Boschi c’è, “io non me ne sono accorto”. Altri, vedi Gianni Cuperlo, in modo più puntuto commentano: “Boschi commissaria il governo? Vorrà dire che l’esecutivo starà più sereno”. Insomma sembra proprio che la rinnovata fiducia di Renzi all’esecutivo Gentiloni dipenda dal fatto che d’ora in avanti tutti gli atti del governo dovranno passare sotto lo scanner renziano, via sottosegretario Boschi. Il “giglio magico”, quello appassito dopo le innumerevoli batoste politiche accumulate negli ultimi mesi, dal No al referendum alle sconfitte alle amministrative, sembra tornare a fiorire, cioè a dettare legge. Ma non ha mai smesso di farlo.

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1 COMMENT

  1. Dai tempi di Menenio Agrippa
    Dai tempi di Menenio Agrippa le classi dominanti sapevano che il popolo poteva benissimo essere ingannato, e che anzi, voleva essere ingannato.
    Ma gli attuali governanti italiani, comunque fedeli al principio suddetto, non hanno più l’intelligenza di saper recitare la parte con qualche apparenza di credibilità.
    Il citrullo fiorentino poi, è proprio sprovveduto. Non sa e non può fare l’uomo politico. La sua stessa faccia lo accusa.
    Possibile che nessuno sia capace di dire in Italia; “Guardate signori che il progresso economico si produrrà solo riformando radicalmente il sistema bancario occidentale e specialmente il sistema attuale di emissione monetaria truffaldina.

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