RePower Europe, 300 miliardi per l’indipendenza energetica della Ue

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RePower Europe, 300 miliardi per l’indipendenza energetica della Ue

RePower Europe, 300 miliardi per l’indipendenza energetica della Ue

19 Maggio 2022

Dall’Europa arrivano 300 miliardi per abbandonare l’energia russa entro i prossimi cinque anni. Il piano RePower EU, annunciato ieri dalla Commissione europea, si articola su tre livelli. Risparmio energetico, diversificazione delle forniture di combustibili fossili e accelerando con la transizione ecologica. Insomma, da un lato si va avanti sulla linea del Green Deal, dall’altro si utilizza l’energia come strumento di pressione sul regime di Vladimir Putin.

Gran parte dei soldi dell’Unione europea non sono nuovi stanziamenti: 225 miliardi provengono dai fondi ancora non impiegati del Recovery Plan. Solo l’Italia, infatti, finora ha chiesto l’intera quota dei prestiti per il Pnrr. Le nazioni europee potranno chiedere i finanziamenti per incrementare le loro politiche e infrastrutture energetiche. Altri 80 miliardi saranno, invece, a fondo perduto e arriveranno dalle aste sugli Ets (i certificati che si acquistano per emettere quantità maggiori di anidride carbonica), da fondi agricoli e dai fondi di coesione.

Cosa prevede il piano RePower EU

Per quanto riguarda gli obiettivi strettamente ambientali, il pacchetto RePower punta sulle rinnovabili, con un obiettivo ecologico ancora più ambizioso. Il 45% dell’energia entro il 2030 dovrà provenire da fonti rinnovabili. Tra le proposte, installare pannelli solari per tutti gli edifici entro il 2029. Si lavorerà per velocizzare le autorizzazioni alle rinnovabili, tema molto caro all’Italia dove si attende fino a 5 anni per il via libera a un impianto eolico. Per la Commissione i tempi di attesa non dovranno superare i 12 mesi.

Nelle politiche energetiche arriva la novità di un “meccanismo di acquisto congiunto” che negozierà e comprerà il gas per conto degli Stati membri, sul modello dei vaccini Covid. Mettere in comune la domanda, ottimizzare l’uso delle infrastrutture e coordinarsi più efficacemente con i fornitori sono miglioramenti con cui l’Ue punta ad attutire l’aumento dei prezzi dell’energia.