10 Giugno 2022


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Ricordare la strage nazista di Lidice per combattere oggi Putin

Ricordare la strage nazista di Lidice per combattere oggi Putin

La guerra porta con sé orrori indicibili, ma a volte questi ci colpiscono di più. È stato questo il caso di Bucha, una città nell’oblast’ di Kiev in cui i russi hanno fatto una strage che ha attirato gli sguardi inorriditi di tutto il mondo. Nonostante i tentativi di depistaggio dei russi e di qualche pseudo-intellettuale pacifinto, le responsabilità sono state chiare sin da subito. Anche per lo scetticismo che con cui la notizia è stata tuttavia accolta in Italia, è bene rammentare un’altra strage risalente al 1942. Si tratta della strage di Lidice commessa dai nazisti, di cui oggi si ricorda l’ottantesimo anniversario.

I soldati della Wehrmacht rastrellarono e distrussero l’intero villaggio della Repubblica Ceca per vendicare l’assassinio di Reinhard Heydrich. Il bilancio fu tragico: 173 uomini uccisi, 19 arruolati nelle SS, deportate 96 donne insieme ad 82 bambini nei campi d concentramento. Gli altri, invece, vennero scelti per essere germanizzati e affidati a famiglie ariane. Cinque ore di eccidio che consegnarono alla storia uno scenario aberrante.

La memoria di questi eventi dovrebbe sempre rimanere viva per evitare che si ripetano fatti del genere. Eppure, non è così. Sono tornate le stragi etniche, per Putin l’Ucraina non è mai esistita: dev’essere ridotta a una propaggine culturale e geografica della Russia. I campi di concentramento si chiamano campi di filtrazione, secondo Human Rights Watch ce ne sono almeno 13 operativi. Anche circa 200mila bambini ucraini sono stati deportati in Russia, al fine di cancellare il futuro della nazione e, contemporaneamente, “russificarli”. Dobbiamo ricordare la strage Lidice, è un nostro dovere di occidentali, per tenere oggi la barra dritta. Putin non deve vincere.