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L'uovo di giornata

“Romani gente di fogna”. Il grillo e la formica

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Tal Franco Ferrari poeta dialettale sconosciuto al mondo si è guadagnato il suo quarto d’ora di celebrità per aver definito in un suo più che modesto sonetto, fatto proprio dal blog del proprietario del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo, i cittadini e le cittadine di Roma “gente di fogna”. Al componimento dello pseudo poeta rimatore di volgarità in romanesco (che danno la cifra del livello culturale del Movimento del pezzentismo pentastellato di riferimento) che avrebbe voluto essere un’ode alla Sindaca Raggi vorremmo aggiungere il nostro preso dal Trilussa vero.

La Cicala e la Formica
Trilussa
Una Cicala che pijava er fresco
All’ombra der grispigno e de l’ortica
Pe’ dà’ la cojonella a ‘na Formica
Canto ‘sto ritornello romanesco:
-Fiore de pane,
lo me la godo, canto e sto benone,
E invece tu fatichi come un cane.
Eh! da quì ar bervedè’ ce corre poco:
– Rispose la FormicaNon t’hai da crede’ mica
Ch’er sole scotti sempre come er foco!
Ammomenti verrà la tramontana:
Commare, stacce attenta…
Quanno venne l’inverno
La Formica se chiuse ne la tana,
Ma ner sentì’ che la Cecala amica
Seguitava a cantà’ tutta contenta,
Uscì fora e je disse: -Ancora canti?
Ancora nu’ la pianti?
Io? – fece la Cecala – manco a dillo,
Quer che facevo prima faccio adesso:
Mò ciò l’amante: me mantiè quer grillo
Che ‘sto giugno me stava sempre appresso
Che dichi ? l’onestà ? Quanto sei cicia!
M’aricordo mi nonna che diceva:
Chi lavora cià appena una camicia,
E sai chi ce n’ha due.? Chi se la leva.
P.S. FORZA ROMA.

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