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Sarkò aspetta le urne e studia già nuove strategie

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Nicolas Sarkozy sarà travolto dall’«onda rosa» socialista alle prossime elezioni municipali e cantonali del 9-16 marzo? Di fronte ai sondaggi che danno il Ps favorito in molte grandi città e in forte recupero rispetto al 2001, il Presidente in grave crisi di gradimento presso l’opinione pubblica (leggermente risalito nel suo 41%, ma molto distante dal 59% del suo Primo ministro) puntualizza e rilancia in un’intervista a «Le Figaro».

Il suo, dice Sarkozy, è un progetto di riforma del Paese pensato sul medio e lungo periodo: dunque nessun rimpasto di governo in caso di risultati negativi per le forze di centro-destra e determinazione nell’affrontare i problemi più sentiti dalla maggioranza dei francesi. In particolare quindi impegno sul drastico calo del potere d’acquisto degli stipendi, ma nessuna intenzione di inaugurare una nuova politica di rigore.

La serenità e la determinazione dell’Eliseo non possono nascondere completamente i timori che circolano negli ambienti presidenziali e governativi. Nei progetti iniziali le municipali del 2008 dovevano essere un test senza particolari problemi per l’Ump. Come ricordato di recente dal politologo del Cevipof Parodi, le amministrative che seguono immediatamente un’elezione presidenziale sono solitamente «neutre», determinate da questioni locali e controllate dal partito che ha conquistato l’Eliseo. Al contrario quelle di «medio-termine», sono di solito caratterizzate da un voto sanzione nei confronti di chi controlla il potere centrale. Ebbene il calo drastico di popolarità del Presidente ha reso questo scrutinio un possibile voto sanzione nei confronti di Sarkozy appena dieci mesi dopo la sua elezione.

Nessun rimpasto in caso di sconfitta, ha ribadito Sarkozy, per mostrare che il progetto è complessivo e non potrà essere interrotto o ritmato dall’esito di votazioni locali. Il rischio è però grande anche se si considera che molti membri del governo (compreso lo stesso Fillon) sono direttamente impegnati nella competizione, alla luce di quel cumulo di mandati caratteristico della V Repubblica.

A queste considerazioni devono poi aggiungersi la tradizione di forte radicamento territoriale del Ps (e per certi aspetti anche del Pcf), oltre ad una campagna particolarmente polarizzante messa in piedi dai socialisti. Le aspettative, in un fronte socialista in realtà lacerato dalla lotta nemmeno troppo sotterranea per la leadership (di recente Royal è tornata con prepotenza in campo, ricordando il peso dei milioni di voti ottenuti alle presidenziali), sono altissime. L’obiettivo è quello di riprendersi la maggior parte delle città oltre i 30.000 e oltre i 15.000 abitanti perse nelle negative elezioni del 2001 e confermarsi come forza dominante nelle grandi città (il Ps è dato per favorito oltre che a Parigi, anche a Strasburgo, Tolosa, Lione, Nantes, Marsiglia). I recenti attacchi a Sarkozy quale presunta minaccia per i valori repubblicani, sia sul fronte della laicità che su quello dell’autonomia della Corte costituzionale, testimoniano il desiderio di tramutare lo scrutinio locale in una sorta di «terzo tempo», dopo la batosta presidenziale di maggio 2007 e la sconfitta onorevole del giugno successivo.

Sanzione per il Presidente e ripartenza socialista? Lo schema è un po’ semplicista. Altre incognite pesano ancora sul doppio voto del 9-16 marzo. Innanzitutto non bisogna dimenticare l’importanza delle questioni locali. In secondo luogo bisognerà valutare l’impatto che avrà il Mo-Dem di Bayrou, dopo il suo grande successo alle presidenziali e la debacle alle legislative. La scelta delle alleanze a geometria variabile (a volte con il Ps, a volte con l’Ump) è ancora tutta da scoprire. Un altro dato da non trascurare riguarda le decisioni dell’elettorato tradizionale del Fronte nazionale, massicciamente schierato dalla parte di Sarkozy nel maggio 2007, ma oggi critico nei confronti degli eccessi mediatici del Presidente e della scarsa efficacia delle sue politiche su immigrazione e potere d’acquisto. Infine il vero e proprio spettro per i due partiti maggiori: la scarsa partecipazione. L’Ump teme una sanzione di questo tipo da parte del suo elettorato, mentre il Ps ha paura che i sondaggi largamente favorevoli spingano molti elettori a giudicare lo scrutinio già vinto e dunque decidano di disertare le urne, soprattutto al primo turno.

Una debacle delle forze che sostengono il Presidente potrebbe ritardare ancor di più quel lento tentativo di risalita nel gradimento dei cittadini che Sarkozy ha comunque avviato e che spera di rendere più solido anche in vista dell’avvio del semestre di presidenza dell’Ue, nel luglio prossimo. Paradossalmente il trionfo potrebbe essere deleterio per il Ps, dal momento che sull’onda della vittoria si finirebbe per rimandare nuovamente quella chiarificazione interna al partito mai avviata dopo la terza consecutiva sconfitta presidenziale.

Insomma la lettura nazionale del voto locale nasconde insidie sia per i favoriti che per gli sconfitti annunciati di questa delicata tornata elettorale amministrativa.

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1 COMMENT

  1. la parola “sanzione”
    posso umilmente osservare che in italiano la parola “sanzione” significa entrata in vigore, dunque l’esatto contrario di “punizione” come invece la si intende nell’articolo qui sopra?

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