Se non sei lucido ci pensa “Google Mail” a evitarti di fare gaffe

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Se non sei lucido ci pensa “Google Mail” a evitarti di fare gaffe

10 Ottobre 2008

Quanto fa 15+12 o 65×2? Facile rispondere se siamo a mente lucida e magari di primo mattino. Ma se ad esempio il nostro cervello è offuscato da una dura giornata di lavoro o peggio ancora dopo una serata in discoteca o al pub con gli amici diventa un’impresa da guinness riuscire a rispondere a questi semplici calcoli matematici.

Tranquilli, non si vuole vendere il solito volumetto di quiz logici o l’ultimo “brain game” che promette di allenare in modo fantasmagorico il cervello. Dietro questi numeri, infatti, c’è ancora una volta l’opera geniale di “quelli di Google”, ormai abituati a prenderci per mano e a guidarci in ogni momento nello sconfinato mondo di internet.

Ma l’ultima trovata possiamo dire è davvero da padre di famiglia. Sembra, infatti, che molte gaffe imbarazzanti non viaggiano solo per errore sui telefonini, ma anche via mail il si rischio è grosso: specie a notte fonda o nel fine settimana, quando la lucidità mentale non è proprio al meglio, molti utenti si mettono a scrivere mail della più svariata natura. C’è chi offuscato dall’ultima pinta di birra bevuta in compagnia si lancia in focosi messaggi d’amore all’amante (peccato però che poi non si accorge di spedirli all’indirizzo della moglie o della fidanzata) o chi, in un raptus di sfogo totale fa partire verso il proprio datore di lavoro una “incantevole” lettera elettronica piena di insulti. Le conseguenze in questi casi sono devastanti.

Per tutti coloro che rischiano di sbagliare e per evitare gli errori più imbarazzanti Google lancia (per adesso solo sul mercato Usa) “Mail Goggles”, un sistema di controllo, all’interno del servizio di posta “Gmail”, che, un pò come l’etilometro, prima della guida, segnala se siamo nelle condizioni di potere inviare o no una mail. Il lancio del prodotto per adesso è solo in versione di prova “beta”; in un futuro non troppo lontano il colosso della Rete di Mountain View pensa al lancio definitivo, dopo la discesa in campo, qualche, mese fa anche nel settore dei “browser”.

Il nuovo servizio una volta attivato entra in azione la notte oppure nel week end, sottoponendo l’utente ad alcuni quiz matematici – semplici come quelli sopracitati – prima di confermare l’invio della mail. Nel caso il test venga superato allora il navigatore è nelle condizioni di spedire il messaggio e “Mail Goggles” lo invia normalmente. Al contrario, il programma, qualora valutasse le non perfette condizioni di lucidità psichiche dello scrivente, bloccherebbe la probabile cattiva figura.

Come dire, se si è in grado di riuscire ancora a contare allora siamo coscienti delle nostre azioni, altrimenti forse è meglio andare a dormire ed evitare guai personali.

L’idea questa volta in fondo è nata per esperienza vissuta. La vittima è l’ingegnere Jon Perlow – che lavora appunto per “Google” – il quale preso da momenti di debolezza ha inviato mail delle quali il giorno dopo si è pentito: “Come quella volta – racconta dentro il blog “Gmail” – che ho avuto la felice idea di scrivere alla mia ex chiedendole di tornare nuovamente insieme”. Errore madornale riconosciuto, appunto, solo dopo avere riacquisito coscienza della sua azione il mattino successivo.

Non è un fatto nuovo comunque che ormai gli errori più imbarazzanti e spesso pericolosi siano causati dal mezzo elettronico. Computer e soprattutto cellulari diventano la spia non calcolata che svela scappatelle, tradimenti, o segreti inconfessabili a mogli, mariti ed amici.

Anche la tecnologia in questo settore ha fatto progressi ed è sempre più frequente, anche sui telefonini, trovare sistemi di messaggistica che chiedono la conferma prima di inviare un sms o mms. In questo modo c’è la possibilità di accorgersi più facilmente del fatale rischio.

Il nuovo servizio offerto da “papà Google” è naturalmente disattivabile dal proprio profilo mail, in modo tale, magari, di rimanere ancora un po’ più liberi e meno schiavi di una tecnologia che tra poco arriverà a imboccarci come a un neonato ai primi vagiti. Ma è sotto l’occhio di tutti come in soli 10 anni (“Google” è nato nel 1998) i geniali fondatori Larry Page e Sergey Brin, all’epoca ancora due studenti della Stanford University, hanno rivoluzionato il mondo di internet e il mercato, con la stessa convinzione, però, di avere prima modificato il nostro modo di vivere e pensare. In fondo la fantascienza alla “Blade Runner” la si interpreta anche in questa direzione.