Se Terranuova tenesse lu mer…

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Se Terranuova tenesse lu mer…

06 Aprile 2008

Ci si alza presto stamattina. Incontro un
giovane e brillante esponente locale della “Lista Ferrara” con il quale
dopo il 13 e 14 aprile si lavorerà insieme. Gli faccio gli auguri, di
cuore.

Poi manifestazione in città con Sandro Bondi e Mara Carfagna anche per tenere il punto, fino in fondo, sulla biopolitica.

Si
scappa, quindi, verso Firenze dove alle tre del pomeriggio è in
programma un incontro-conferenza stampa con Fiamma Nirenstein che
giunge nella sua città dalla vicina Liguria dov’è candidata.
L’occasione è offerta dalla presentazione di una nuova edizione dei
Colloqui del Mediterraneo: l’iniziativa che tra il Cinquanta e il
Sessanta, a due diverse riprese, il sindaco Giorgio La Pira promosse
contribuendo a fare di Firenze una capitale della politica
internazionale.

C’è qualcosa di irreale e di miracoloso in
quest’occasione, come quasi tutto ciò che passa tra le mani di Leonardo
Tirabassi, l’impareggiabile Presidente del Circolo dei Liberi di
Firenze.

L’irrealtà si riferisce ai luoghi, ai tempi e ai
modi prescelti per le iniziative delle quali è responsabile. Questa
volta la location – come ora si usa dire – promette bene. L’hotel si
chiama, infatti, “Torre Guelfa”. Dunque – direbbero i maligni – si
gioca in casa. E’ uno degli alberghi che Riccardo Zucconi generosamente
mette a disposizione delle iniziative del Circolo. Come tutti quelli
dei quali è proprietario, ha qualcosa di particolare. La conferenza
stampa si svolge questa volta in un ampio salotto borghese del tempo
che fu: con alti soffitti a cassettone, divani e poltrone generose e un
pianoforte appoggiato con nonchalance in un angolo. Sicché, le trenta
persone che compongono l’auditorio sembrano grappoli d’uccelli sui rami
di un grande albero, mentre io e Fiamma discettiamo seduti su un largo
e comodo sofà di pelle, messo di sbieco su un gradino in fondo alla
sala. Giornalisti e pubblico si confondono, anche perché tutti prendono
appunti. E le telecamere delle televisioni, in questo clima, non
appaiono molto differenti da quelle azionate dai parenti il giorno
della Prima Comunione.

A questo punto è chiaro anche cosa
vi sia di miracoloso: il fatto che, in queste condizioni, di dritto o
di storto, le iniziative di Leonardo riescano sempre. Anche questa
volta. Perché il proposito di liberare la politica estera dalla Badia
Fiesolana sede dell’università europea, per farla circolare nelle
arterie della città, evidentemente è sentita. Tra il pubblico vi sono
antichi amici di La Pira, collaboratrici di Fioretta Mazzei che
ritrovano nell’entusiasmo un po’ spericolato e un po’ ingenuo delle
nostre proposte qualcosa di quello spirito che fece grande Firenze.
Qualcosa di autentico, come potrebbe essere una scuola sul nuovo
Mediterraneo che risponda al principio di realtà. Al quale, assai
opportunamente, qualcuno in sala contrappone l’iniziativa
dell’assessore Toschi di aprire un ristorante per palestinesi alle
porte di Ramallah con i soldi, ca va sans dire, dei contribuenti
toscani. Roba da non credere che, quanto meno, fa capire perché Toschi
si definisca assessore al perdono: con iniziative siffatte costruisce i
peccati dei quali farsi perdonare. Fin quando durerà!

Come
si usa in ogni salotto che si rispetti, la festa di famiglia si
conclude con un brindisi essenziale in onore di Fiamma e visita alla
torre dalla quale i tetti di Firenze sembrano un quadro di Vlaminck che
fanno da corona al duomo e a palazzo vecchio: simboli maestosi del
potere religioso e del potere civile che dall’alto, con un grandangolo,
possono essere racchiusi nella stessa istantanea.

Si parte
per l’ultima tappa della giornata. Cena in Valdarno, a Terranuova
Bracciolini, dove torno per la seconda volta: esattamente come a
Parigi. La campagna elettorale propone strane vertigini. Non posso fare
a meno di pensare: se Terranuova avesse lu mer…

Diario di un
candidato