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Il processo breve funziona

Senza lodo Alfano il premier deve chiedere il permesso di fare il premier

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Il Tribunale di Milano ha rinviato a gennaio il processo Mediaset a carico di Silvio Berlusconi per consentirgli adempiere ai suoi doveri istituzionali. Ha quindi respinto la richiesta del pubblico ministero Fabio De Pasquale di iniziarlo ora, nonostante il premier avesse fatto presente la sua necessità di partecipare al Forum internazionale della Fao, in corso a Roma con la presenza di 400 delegati provenienti da tutte le parti del pianeta e che ha come tema “la fame nel mondo”.

Il vertice internazionale è reso drammatico dal fatto che il direttore generale della Fao Jaques Dijouf ha dichiarato che un miliardo di persone al mondo sono attualmente sotto alimentate e rischiano la morte per inedia e dal fatto che per sottolineare l’urgenza che ci si occupi di questo problema -  chiaramente aggravato dalla crisi economica mondiale -  egli ha iniziato un digiuno simbolico di un giorno e ha chiesto ad altri rappresentanti dei poteri pubblici di farlo. Vi ha aderito il sindaco di Roma Gianni Alemanno con un gesto nobile che induce a considerare con attenzione le sue tesi al riguardo benché non del tutto convincenti in quanto ostili alla industrializzazione dell’agricoltura, che è invece necessaria per risolvere il problema della scarsa efficienza agricola dei paesi in via di sviluppo.

Sembra chiaro che Silvio Berlusconi non possa esimersi dal partecipare a questi lavori e che debba riflettere sulle tesi da svolgere nel suo intervento, che coinvolge la responsabilità del governo italiano e che si collega idealmente ai lavori del G8 dell’Aquila in cui erano stati decisi stanziamenti e iniziative a favore dei paesi in via di sviluppo.

Per il PM Fabio de Pasquale, il premier avrebbe potuto partecipare di mattina al processo che lo vede imputato a Milano e poi recarsi nel pomeriggio alla Fao, così come potrebbe fare un direttore di banca che va a Roma in giornata per discutere con gli uffici romani sulle pratiche di comune interesse. Ma con quale autorevolezza e stato d’animo un premier si sarebbe potuto presentare a 400 delegati esordendo con un “scusate se non sono venuto stamattina, ero in tribunale ove mi stanno processando”? Fabio De Pasquale è lo stesso Pm che ha portato alla Corte Costituzionale il Lodo Alfano - sostenendone la incostituzionalità - e sin qui ciò rientrava nei suoi poteri e nelle sue funzioni. Ma ha anche definito quella legge come criminogena. E questo è un doppio, gratuito insulto. Infatti è un insulto per le commissioni giustizia della Camera e del Senato e per i due rami del parlamento che avrebbero approvato una legge che genera crimini. Ed è un insulto alla Francia che ha una legge di tale natura.

Il Pm in questione ha anche aggiunto una amenità, per avvalorare la sua tesi: ossia che, godendo di questa impunità, le alte cariche pubbliche potrebbero in futuro essere indotte a commettere crimini. Ora, se egli si riferiva a Presidenti della Repubblica, del Consiglio dei Ministri, della Corte Costituzionale che godevano della moratoria ai loro processi penali nel periodo della carica, non si è reso conto che sarebbero stati molto imprudenti se avessero pensato che conveniva loro commetter reati, godendo di una temporanea immunità. Ciò in quanto la moratoria dei processi sarebbe terminata allo spirare della loro carica. Se egli si riferiva agli aspiranti a tali cariche, non s'è ricordato che storicamente è vero l’opposto: in Italia per ostacolare le carriere politiche si sono escogitate le incriminazioni. Una intera classe politica è stata messa fuori gioco con la tesi che chi avesse ricevuto un avviso di garanzia non poteva aspirare alla candidatura alle cariche pubbliche elettive.

L’immunità parlamentare, che è stata abrogata nei primi anni novanta del secolo scorso non era una invenzione del sistema dei partiti che hanno scritto la Costituzione repubblicana per dare un privilegio alla classe politica. Era un retaggio delle conquiste dei partiti di sinistra dell’ottocento che avevano lottato per ottenerla per difendere i loro rappresentanti popolari da azioni repressive per via giudiziaria. E consentire alle alte cariche dello stato di adempiere alle proprie funzioni pubbliche senza interferenza del potere giudiziario per tutto il corso del loro mandato non è criminogeno, corrisponde al principio della divisione e dell’equilibrio dei poteri proprio dello strato di diritto liberale. Ma De Pasquale non poteva non sostenere la sua tesi circa il fatto che Berlusconi si potesse presentasse di pomeriggio anziché di mattina al forum della Fao perché se non lo avesse fatto avrebbe contraddetto le tesi addotta da lui stesso nel ricorso alla Corte Costituzionale contro il Lodo Alfano.

Il tribunale di Milano concedendo la proroga al 18 gennaio del 2010 riconosce implicitamente che il lodo Alfano aveva un fondamento nella peculiarità dei compiti del premier, la quale emerge in modo particolare in questo periodo di crisi mondiale ma è fisiologica alla realtà della globalizzazione. Il premier al forum della Fao non ci va solo per fare il suo intervento e per seguirne i lavori in relazione allo specifico ordine del giorno. Ci va anche allo scopo di incontrare i leader degli altri stati e discutere con loro dei problemi economici e politici di comune interesse.

Per altro, la via della adozione di un nuovo lodo Alfano mediante modifica della costituzione secondo il suggerimento implicito nella sentenza avversa della Corte Costituzionale, richiede tempo e quindi vi è l’esigenza di risolvere, per altra via, se possibile, i problemi che sono stati così lasciati palesemente insoluti. Anche la soluzione del ritorno alla immunità per tutti i parlamentari comporta una riforma costituzionale. E ciò perché la norma che la dettava e che è stata abrogata era una norma costituzionale.

La soluzione dell’abbreviamento della durata dei processi costituisce, invece, un modo per risolvere i problemi in questione senza dovere fare ricorso a una modifica della costituzione e senza che ciò configuri un provvedimento ad personam. Ciò per due fondamentali ragioni. La prima è che una normativa di questo genere ci viene suggerita dall’Unione europea per porre rimedio a una stortura della attuale situazione italiana. La seconda è che la sinistra tramite l’onorevole Finocchiaro aveva formulato un progetto di legge di questa natura, che aveva una maggiore portata di quello di quello attuale presentato dai parlamentari della maggioranza. L’attuale testo non stabilisce alcun vincolo di durata della fase antecedente all’inizio del processo mentre quello Finocchiaro poneva il vincolo di una durata massima anche per la fase preliminare. Esso riguardava tutti i gradi di giudizio e non solo quello di primo grado, non si limitava agli incensurati, e si riferiva a tutti i reati non solo a quelli meno gravi. La tesi per cui vi sarebbe una disuguaglianza di trattamento ingiustificata in quanto il termine di durata massima riguarda solo il primo grado non ha valore di fronte al fatto che, in effetti, nel primo grado vi è la possibilità di ritardare l’inizio del processo non essendovi vincoli di durata per la fase preliminare. Il primo grado e quelli successivi, dato ciò, non sono simili e quindi non si può addurre la diversità di trattamento come violazione del principio di eguaglianza.

Anche l’argomento che la limitazione del vincolo di durata ai soli incensurati costituirebbe una violazione del principio di eguaglianza non ha pregio. Ciò in quanto tutto il sistema sanzionatorio vigente discrimina gli incensurati rispetto ai non incensurati, mediante le attenuanti e le aggravanti. E’ vero che ciò riguarda le pene e non la durata dei procedimenti, ma è anche vero che l’abbreviazione delle pene massime per gli incensurati mediante le attenuanti generiche dà luogo anche a una riduzione dei termini di prescrizione.

Si può invece argomentare che costituisce un'ingiustificabile discriminazione il fatto che il nuovo progetto di legge escluda il reato di immigrazione clandestina dal vincolo di una durata massima del processo di primo grado. Infatti esso non è più grave, dal punto di vista delle sanzioni, di altri reati, per cui tale vincolo di durata del processo si applicherebbe. Tuttavia, a ben guardare, se questo reato consiste non solo nell’avere passato illegalmente la frontiera ma nel soggiornare illegalmente in Italia dopo averla passata illegalmente (cioè se è un reato continuato) la discriminazione si giustifica pienamente. Infatti facendo estinguere il reato per la decorrenza di un termine si proscioglierebbe dal reato una persona che, essendo in Italia, senza esservi entrata legalmente, sta continuando a commetterlo. Forse bisognerebbe chiarire che il vincolo del termine per la durata del processo non vale per il reato di immigrazione clandestina quando la persona che viene giudicata  si trova ancora sul territorio nazionale mentre tale vincolo si applica se essa al momento dell’inizio del processo era all’estero e vi è rimasta.

Ritengo però che il vero ostacolo alla norma sulla durata dei processi sia di natura pratica. Essa comporta un aumento di efficienza del personale giudiziario di ogni genere, da quello addetto ai servizi per il funzionamento degli uffici ai segretari e cancellieri fino ai magistrati. Nessuna organizzazione pubblica desidera essere costretta a lavorare di più per la stessa retribuzione, anche se ciò non comporta un aggravio maggiore di quello normale nel settore privato. Inoltre, dato che nell'attuale organizzazione della magistratura i capi ufficio hanno un limitato potere gerarchico, essi potrebbero trovarsi in difficoltà nel far rispettare i nuovi termini. Ciò potrebbe comportare una loro richiesta di maggiori poteri sugli uffici da loro dipendenti. E ciò non è certamente gradito da parte di chi è abituato all’attuale sistema, lontano anni luce da quello vigente nella magistratura piemontese che ha contraddistinto la magistratura italiana per quasi un secolo dall’inizio del Regno di Italia.

 

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11 COMMENTS

  1. Sempre più avanti
    La legge sul processo breve è sacrosanta; ma perchè fermarsi? Lo stesso schema è applicabile ad altri campi. Si fissino per legge anche gli orari dei treni. Se il convoglio non riuscirà ad arrivare in tempo a destinazione dovrà fermarsi e tutti dovranno andare a piedi. Voglio vedere se così i treni non arriveranno in orario. Forza Berlusca!!!!

  2. Spendiamo milioni di euro al
    Spendiamo milioni di euro al giorno per tenere in piedi delle missioni di “pace” (in realtà dei fallimenti annunciati) in Libano e Afghanistan, con quei soldi potevamo risolvere il problema della fame nel mondo, invece di uccidere donne e bambini dispoerati…Berlusconi riesce anche a non farsi processare, quando in qualunque paese al mondo sarebbe la prima cosa che un politico dovrebbe fare:dimostrare la propria innocenza. Infatti siamo la barzelletta del pianeta e ovunque, all’estero, ridono del nostro premier…e di chi lo ha votato!

  3. Chi scrive che un politico
    Chi scrive che un politico dovrebbe per prima cosa
    dimostrare la propria innocenza, è o ignorante,oppure
    in mala fede : tertium non datur.
    Anche gli asini sanno che in tutti gli ordinamenti
    giuridici è l’accusa a dover dimostrare la
    colpevolezza dell’imputato, vero anonimo?

  4. Vero Tacitus, ma…
    Hai ragione tacitusa a dire che è l’accusa a dover dimostrare che uno è colpevole, ma è altresi vero che deve poter dimostrarlo e non lottare contro lodi vari o processi a tempo.
    Inoltre non è totalmente errato dire che un politico deve dimostrare la propria innocenza, nel senso che un politico dovrebbe andare in tribunale per chiudere il prima possibile le sue vicende giudiziarie e dimostrare che è estraneo ai fatti che gli si imputano, altrimenti se uno scappa sempre e cerca di chiudere i processi senza arrivare ad un giudizio, fà sorgere il subbio che non voglia un processo, ma solo chiudere la faccenda, o no?

  5. Infatti l’ anomalia e’
    Infatti l’ anomalia e’ che, in base alle gravissime imputazioni a carico del premier, quest’ ultimo avrebbe, da tempo, dovuto abbandonare la scena politica e dedicarsi full time alla propria difesa nelle sedi preposte, ovvero i tribunali, come qualsiasi cittadino senza fregiarsi di un’ impunita’ che, secondo lui, gli avrebbero consegnato gli elettori.
    P.s. Centinaia di pagine depositate dall’ accusa dimostrano la colpevolezza di Berlusconi, per cui, in un normale processo, l’ imputato si difende provando la propria estraneita’, cosa che il premier sta’ evitando a tutti i costi paralizzando, da anni, il Parlamento e sfuggendo alla giustizia…Questa, a tutt’ oggi, e’ la sola realta’, tutto il resto e’ una ridicola arrampicata sugli specchi…

  6. Infatti l’ anomalia e’
    Infatti l’ anomalia e’ che, in base alle gravissime imputazioni a carico del premier, quest’ ultimo avrebbe, da tempo, dovuto abbandonare la scena politica e dedicarsi full time alla propria difesa nelle sedi preposte, ovvero i tribunali, come qualsiasi cittadino senza fregiarsi di un’ impunita’ che, secondo lui, gli avrebbero consegnato gli elettori.
    P.s. Centinaia di pagine depositate dall’ accusa dimostrano la colpevolezza di Berlusconi, per cui, in un normale processo, l’ imputato si difende provando la propria estraneita’, cosa che il premier sta’ evitando a tutti i costi paralizzando, da anni, il Parlamento e sfuggendo alla giustizia…Questa, a tutt’ oggi, e’ la sola realta’, tutto il resto e’ una ridicola arrampicata sugli specchi…

  7. Silvio non indugiare!
    Ma che aspetta il Cavaliere? Mandi tutto all’aria e, con l’accordo con la Lega, si adoperi per anticipare le elezioni politiche a primavera. Avrà, sono sicuro, più voti del 2008 e l’infido uomo-cravatta rimarrà con un pugno di mosche in mano. Vedremo poi se l’ominicchio rimarrà nell’area del centrodestra o se si iscriverà al partito di rutelli-casini, se non a quello di bersani….In ogni caso conterà per quello che è…..un ominicchio, appunto.

  8. Prima pero’…
    Certo, prima pero’ passi dalle aule dei tribunali…poi puo’ fare tutto cio’ che vuole…sempre che ne esca innocente..e l’ ominicchio con la cravatta non ha certo la fedina penale del premier…ma a te pare che piaciano i pluriindagati in politica…complimenti per la tua analisi, mio nipotino di 10 anni avrebbe fatto di meglio…

  9. Berlusconi deve farsi
    Berlusconi deve farsi processare perché il mondo intero ormai lo considera peggio di Chavez,è un pluri-indagato che DEVE DIMOSTRARE LA PROPRIA INNOCENZA, visto che siamo in un paese alla rovescia! Fatevi un giro per l’Europa e dite che siete ialiani: si metteranno a ridere con una mano sulla pancia e l’altra puntata verso di voi al grido di “Berlusconi…HAHAHAHAHAHAH”…e giù risate…mi capita ovunque orami, dalla Germania alla Spagna, siamo una barzelletta per tutti…vi rendete conto che è dai tempi del conflitto d’interessi che il “cavaliere”(sic) avrebbe dovuto levarsi dalla politica…
    Ah, e non dite che la mia è invidia, per cortesia, qui si tratta di dignità e decenza.

  10. Hei, Yanez…guardi che i
    Hei, Yanez…guardi che i ns. soldati salvano un bimbo e ne uccidono un altro (vedi casi documentati in Afghanistan, morte di innocenti adolescenti, ragazzina tredicenne trucidana dai parà, ecc.!)…, o forse quei bambini sono il “prezzo” da pagare per salvarne altri? Tipo ammazzarne uno per salvarne cento? O forse non erano bambini, erano solo “danni collaterali”. Le c.d missioni di pace sono una ridicola truffa ai danni dei cittadini…

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