Sicilia, e vissero tutti (Lombardo e Micciché) felici e vincenti
27 Giugno 2009
Completata la giunta regionale in Sicilia dopo un mese di crisi politica. Le voci si sono ricorse dal primo pomeriggio di ieri e tutto è apparso chiaro quando l’Udc si è tirato fuori, non essendo stato invitato ad alcun tavolo di confronto e dinnanzi all’offerta di un solo assessore – nel primo esecutivo ne aveva tre – per di più di nomina tecnica (Giovanni Puglisi). Lapidarie le parole del segretario regionale Saverio Romano: “L’Udc è fuori dalla giunta, farà opposizione. Il nostro partito non intende partecipare alle trattative private di Lombardo e chiede rispetto per una forza politica che in Sicilia ha il 12 per cento dei voti”.
I nomi sono filtrati ancora prima che Lombardo firmasse il decreto di nomina. C’è voluto un primo comunicato da parte dell’ufficio stampa della Regione Sicilia per smentire, appunto, qualsiasi firma; a distanza di poco un altro che, precisava, invece, che in serata il governatore avrebbe firmato i decreti.
I nuovi assessori sono Nino Strano ex An, 100 mila voti alle Europee e seggio mancato, segnalato dal presidente della Camera Gianfranco Fini, che se l’è vista sino all’ultimo testa a testa con il vicepresidente dell’Ars Nino Formica -, il messinese Nino Beninati, vicino al Guardasigilli Angelino Alfano: Beninati giorni fa aveva ribadito di non voler entrare in giunta senza una precisa indicazione della sua corrente politica; il terzo assessore è il vicesindaco di Palermo Mario Milone, che entra come tecnico di area Pdl a posto del quotato (negli ultimi giorni) Francesco Scoma. Quest’ultimo era sponsorizzato dal presidente del Senato Renato Schifani, ma su di lui è pesato il divieto di Lombardo, che non gradiva un uomo appartenuto alla prima giunta, era assessore al Lavoro e Formazione, e con il quale il presidente non è sempre andato d’accordo.
Un abbottonato Giuseppe Castiglione, co-coordinatore del Pdl in Sicilia ha commentato, “le valutazioni politiche le faremo insieme al coordinamento nazionale. Per il momento prendiamo atto che il governo è stato fatto, che adesso si può mettere a lavorare e sono finiti i balletti politici”.
Un esecutivo nato dopo il secondo colloquio di Palazzo Grazioli tra Berlusconi e Lombardo. Un vertice nel quale il governatore ha posto come condizione quella di bloccare in Senato il ddl sulla sfiducia costruttiva e avere garanzie sui fondi Fas da destinare alla Sicilia, o come dicono i detrattori utili a ripianare i buchi di bilancio della Regione. Un incontro che non ha voluto stravolgere quanto fatto dal governatore con la nomina dei primi 9 assessori, cercando anzi di volere accontentare qualche corrente politica all’interno del Pdl, dove l’unico vero vincitore appare il sottosegretario Gianfranco Micciché, sempre più l’uomo che, seguito da Lombardo, muove le fila di tutta la strategia politica isolana: probabilmente con un solo obiettivo, rafforzare la propria (autonoma) potenza politica in vista della nascita, insieme a Lombardo, del partito del Sud, una sorta di Lega meridionale per fare prevalere i diritti e portare avanti le esigenze del Mezzogiorno; insomma per contare di più in Sicilia e a Roma. Del nuovo movimento pare sia pronto il nome (“Le ali del Sud”) e che già sia stato depositato il marchio. Un progetto politico o anche un deterrente che si è dimostrato molto utile per la conclusione favorevole della trattativa del Lombardo bis?
La soddisfazione è alta, come ovvio, nell’ala “ribelle” del Pdl tra gli assessori riconfermati da Lombardo e che adesso vedono la loro poltrona certamente più stabile. “Oggi il presidente Lombardo con un grande lavoro di mediazione ha completato la giunta regionale, sapendo ascoltare i siciliani. Grazie anche all’intervento di Gianfranco Miccichè e Stefania Prestigiacomo il Pdl è di nuovo unito e tutto insieme potrà lavorare per la Sicilia”, sono le parole dell’assessore regionale al Bilancio Michele Cimino. “Adesso la giunta è al completo e di alto profilo. È venuta l’ora – aggiunge Cimino – di rimboccarsi le maniche e cominciare a remare tutti in sintonia per fare decollare l’economia siciliana”.
Gli fa eco il vicepresidente della Regione e assessore al Turismo Titti Bufardeci: “Far quadrare il cerchio è stato difficile. Per usare una metafora calcistica diciamo che la ripartenza è stata più complicata del previsto, sono contento per la soluzione della crisi”.
