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L'uovo di giornata

Speranza e il Covid che piovve dal cielo

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Il ministro Speranza… No, non è l’incipit dell’ennesima richiesta di dimissioni, e neppure voglio parlarne male: fa già tutto da solo o col sostegno del suo entourage, i Guerra, i Ricciardi, gli Arcuri.

Voglio dire solo che – dopo aver solennemente affermato che la pandemia sarebbe un’occasione ghiotta per attuare l’egemonia culturale della sinistra (ma quella vera e d’antan, mica le sue timide contraffazioni riformiste  e revisioniste), affermazione che per la verità non ci lascia tanto sereni sulle finalità “abscondite” del suo operato attuale e sul “dopo” che ci vorrebbe predisporre – ha messo a fuoco un dato meno ideologico e per niente astruso, ossia che all’aperto ci si contagia poco.

Gli è stata necessaria la pubblicazione di fior di studi referati su riviste internazionali, mentre la casalinga di Voghera magari ci sarebbe già arrivata col buon senso. E anche a noi, incolti e approssimativi quali siamo, è sempre parso strano che il virus piovesse dal cielo come una pioggia malefica. Vabbè, comunque c’è arrivato anche lui, sia pure dopo il professor Burioni.

Deve essere per questo che a Pasqua hanno scoraggiato le passeggiate nei parchi e mandato gli elicotteri a controllare le spiagge, raccomandando alla gente di starsene tappati in casa. A contagiarsi in famiglia mangiando le uova tutti insieme appassionatamente.

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