07 Giugno 2012


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Spoil system alla parigina

L’ atteso cambio ai vertici dell’ Intelligence francese ha finalmente preso corpo nei giorni scorsi. Il neo presidente François Hollande ha ritenuto di non tergiversare su una materia tanto delicata, piazzando subito alcuni colpi decisi che danno il senso del cambiamento rispetto all’ era  Sarkozy. Il prefetto della Languedoc-Roussillon, Claude Baland è stato nominato CEO della Polizia (DGPN), prendendo il posto di Frédéric Pechénard, spedito senza troppi riguardi alla sicurezza stradale ( tutto il mondo è paese); Bernard Boucault  sostituirà nell’ importante ruolo di prefetto a Parigi il collega Michel Gaudin, diretto verso il Consiglio di Stato.

Naturalmente, la scelta che ha attirato più l’ attenzione ha riguardato lo strategico ufficio della DCRI ( Direction centrale du renseignement  intérieur ), con l’ avvento di Patrick Calvar in luogo del fedelissimo sarkoziano Bernard Squarcini, la cui futura assegnazione istituzionale permane incerta ( c’ è chi osserva maliziosamente: mal che vada andrà a far footing con l’ ex inquilino dell’ Eliseo).Calvar, 56 anni, nato in Madagascar e proveniente dalle fila dello spionaggio estero,  è  descritto alla stregua d’ una contraddizione vivente del predecessore corso: calmo, riflessivo, per nulla amante della ribalta, rare le fotografie che lo ritraggono. Il numero uno della DCRI si troverà a gestire una struttura imponente e ben finanziata, godendo del vantaggio di conoscerla alla perfezione: fu vice di Squarcini nel 2008, e questi lo allontanò rapidamente,  forse temendo d’ esserne superato od ostacolato.

In quel tempo, l’ odierno contrappasso non era che un’ ipotesi di scuola. Soprattutto, Calvar, potrà ora mettere a frutto le sagge lezioni imparate dal maestro Raymond Nart, leggenda degli 007 transalpini, insieme al quale, durante l’ epoca della Guerra Fredda e agli albori della carriera, riuscì a individuare diverse talpe che fornivano documenti e informazioni riservati al blocco sovietico.Gli osservatori parigini non hanno grandi dubbi che l’ assetto della sicurezza nazionale versione Hollande dovrà superare se stesso per far peggio della passate gestione, mai immune da scandali, polemiche, inchieste giudiziarie.