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Storia di due gemelli scritta da Dumas il vecchio, gran maestro dell’occulto

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Dumas il vecchio aveva nell’occulto, nel cosiddetto fantasmatico, uno dei suoi terreni prediletti di investigazione artistico-letteraria. A parte il celeberrimo “Conte di Montecristo”, sono numerose le opere il cui il romanziere amico e cantore dei Mille e del suo condottiero, Giuseppe Garibaldi, fa ricorso al soprasensibile per illustrare le sue sorprendenti creazioni cartacee. Così capita anche ne “I fratelli corsi”, un racconto lungo, appena riproposto dall’editore Donzelli, dove la descrizione di un viaggio, peraltro assai colorito, in Corsica si intreccia con la vicende spericolate di due gemelli, in cui una speciale forma di telepatia ha una funzione, in particolare nel finale, risolutiva.

Dumas tratteggia un’isola dalle caratteristiche mitiche. Un luogo dominato da regole rigidissime di comportamento, in cui i valori dell’ospitalità e una morale di ferro fanno aggio su ogni pratica considerazione. Al centro della storia, una faida nata per futilissimi motivi (una gallina che ha sbagliato l’orto in cui volare) che nel corso degli anni ha messo al tappeto ben nove persone. Dumas, ospite di Lucien, uno dei due gemelli protagonisti del romanzo, partecipa in qualità di testimone diretto della ricomposizione dell’interminabile contenzione. Il suo padrone di casa è il garante dell’armistizio la cui faticosa costruzione lo scrittore può seguire passo dopo passo.

Messa la parola fine alle plurime ammazzatine, e rientrato sul continente, Dumas fa conoscenza anche del secondo gemello, Luis. Un giovane uomo molto intenzionato a conquistarsi una posizione e soprattutto dalle caratteristiche apparentemente opposte al fratello rimasto sull’isola. Eppure, in qualche modo sarà il “moderno” Luis a essere travolto da quegli atavici codici d’onore a cui aveva voltato le spalle decidendo di far carriera a Parigi. Senza svelare la chiusa, si può comunque dire  che nelle pagine conclusive il gioco dei doppi e l’intervento del fattore magico svolgono una funzione essenziale, al limite del catartico. “I fratelli corsi” è una singolare avventura dove il maestro ottocentesco dell’intrattenimento manifesta le sue ben note qualità, a cominciare da un efficacissimo intreccio e da una tensione narrativa assolutamente magistrale. Insomma un ottimo Dumas d’annata. Il volume propone in appendice un secondo racconto lungo, “I due studenti di Bologna”, dalle caratteristiche altrettanto sorprendenti.

Alexandre Dumas, I fratelli corsi, Donzelli, pp. 148, euro 19,50

 

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