Storia romanzata ma non troppo di Hervé Falciani, il destabilizzatore
09 Febbraio 2010
Nei giorni scorsi, è tornato prepotentemente alla ribalta Hervé Falciani, l’esperto d’informatica ed ex dipendente della HSBC di Ginevra che guadagnò le prime pagine dei giornali europei nell’agosto del 2009 per aver destabilizzato i rapporti tra Francia e Svizzera, offrendo agli agenti di Parigi migliaia di nominativi, trafugati con sapienza dalla banca dati dell’istituto creditizio, di presunti evasori fiscali.
Il faccendiere, che nega l’addebito, avrebbe offerto i suoi servigi anche al governo di Berlino, proponendo, in cambio d’una lauta mancia, i dati di 1400 clienti tedeschi con conti in terra elvetica.
Anche prendendo per buona la smentita dell’indiziato, la storia di quest’astuta talpa di computer merita un approfondimento.
Nato nel 1972 nel Principato di Monaco, passaporto italiano, Falciani lavorò dal 1994 al 2001 nel reparto sicurezza del famoso Casinò di Montecarlo. Successivamente, l’approdo alla banca svizzera, grazie agli studi in ingegneria del software.
Nel 2007, dagli uffici ginevrini a cui era stato assegnato, il brillante e poliglotta trentasettenne decise l’apparente colpo di teatro in grado di cambiargli la vita: prendere contatto con diversi Servizi, quelli parigini in particolare, e diventarne una preziosa fonte, secondo alcune voci, a suon di migliaia di euro.
Poco importa che la polizia svizzera lo insegua e cerchi, soprattutto, di entrare in possesso del suo computer; Falciani, nel frattempo, si è guadagnato l’efficace protezione di coloro con cui ha chiuso lo spericolato do ut des.
In questa spy story che ancora turba le diplomazie di mezza Europa non poteva mancare l’elemento rosa, impersonato da madame Georgina Mikhael, affascinante franco-libanese ex socia in affari, nonché amante, di Falciani.
La coppia arrivò a dar notizia di sé persino a Beirut, dove l’intraprendente italo francese pensò bene di recarsi sotto falso nome per imprecisate trattative con presunti banchieri.
Ora che l’idillio è finito, naturalmente, Mikhael è diventata la principale accusatrice dell’uomo che scambiò per principe azzurro, da cui sarebbe stata manipolata per aprire le porte del Paese dei cedri.
Non tutti credono alle versioni di questi strani bancari, che improvvisamente sembrano voler mutare tranquille vite da travet in personaggi d’un romanzo di Le Carrè.
Se fossero, in particolare Falciani, buoni attori d’una trama orchestrata ad alti livelli e servita in pasto all’opinione pubblica sotto forma di sapida telenovela?
