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Sulla morte sospetta di Anton Surikov, l’uomo che sapeva troppo

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Anton Surikov, alto ufficiale del GRU, il servizio segreto militare russo, è morto all' età di 48 anni nella città di Izhevsk in circostanze misteriose alla fine di novembre.

Molti media locali hanno taciuto la notizia, forse per paura di scrivere lo stesso nome del militare defunto, seppellito nel cimitero moscovita di Vostryakovsky, alla presenza di membri del partito comunista, industriali, militari e, naturalmente, membri dei servizi segreti.

Giorni fa, il sito Kavcazcenter, vicino alla guerriglia islamista cecena,  ha lanciato la notizia che Surikov non sarebbe dipartito per cause naturali, come annunciato dalle autorità, ma dopo aver bevuto un provvido caffè servitogli da un killer dell' FSB.

Una fine alla Litvinenko per intenderci.

Amici del defunto avrebbero testimoniato che il polivalente Anton, direttore del Centro per lo studio dei Conflitti e dirigente della compagnia FarWest LLC, non soffriva di problemi cardiaci.
Comunque sia andata, tutto si può dire di Surikov tranne che non fosse un pezzo da novanta, anche oltre la perigliosa scacchiera del suo Paese.

Specializzato in sistemi di guerriglia e operazioni di guerra psicologica, si occupò lui, nel 1992, d' organizzare il trasferimento dei fratelli Bassaev nell' Abkhazia, in avvio della guerra d' indipendenza con la Georgia.

Tra fine giugno  e inizio luglio 1999, il potente personaggio del GRU venne indicato da fonti beninformate come l'uomo che  preparò nei minimi dettagli, nella villa sulla Costa Azzurra del famoso miliardario Adnan Kashogghi, l' incontro tra Aleksandr Voloscin, in quel tempo potente capo dell'amministrazione presidenziale del Cremlino, e il terrorista ceceno Shamil Bassaev ( accompagnato da due compari), con cui, come detto, avrebbe intrattenuto rapporti confidenziali da parecchi anni.

Un evento, quello accaduto in terra di Francia ( dove l' arrivo degli illustri ospiti ceceni, pare  muniti di passaporto turco, nemmeno venne registrato), che precedette di pochi mesi il sanguinoso autunno delle bombe a Mosca.

Da li' a poco, l'esplodere della lunga guerra in Cecenia.

Surikov era stato dunque testimone diretto, se non protagonista di assoluto rilievo, delle vicende che avrebbero caratterizzato le dinamiche della politica russa almeno dagli inizi del 1990.

Se è morto perché sapeva troppo, c'è da scommetterci, non ce lo dirà mai nessuno.

 

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